Wednesday, December 13, 2006

vita da ginnasiali al siotto

mi sentirò un coglione di vent'anni in mezzo ai sedicenni, ma ci voglio porprio andare... d'altronde tra un coglione di vent'anni in mezzo ai sedicenni e un coglione di vent'anni e basta la differenza non è molta...
mi ricordo che quando ero un coglione di quattordici anni quelli più grandi avevano fatto un'autogestione fantastica. in quei giorni, in cui nessuno di voi aveva ancora conosciuto lo spaccio di signora maria (aaahh... signora maria!) ne' l'expà, ci radunammo tutti nei campetti e si fece una votazione fasulla per decidere se effettivamente la scuola volesse un'autogestione. il risultato fu chiaro, noi giovani coglioni scazzati firmammo nella colonna dei si anche per le nostre compagne jollone, e fra una truffa e l'altra i rappresentanti di allora, a furor di popolo, si incamminarono verso l'ufficio del preside. davide zaru (ti parlo di così tanto tempo fa che ormai sarà morto, o peggio avrà quasi trent'anni), lui aveva le palle di andare dal preside con un documento firmato da meno di un terzo degli studenti e ottenere un'autogestione di una settimana! quante ore di playstation ho fatto grazie a lui!
se tu andavi fra le 8.45, ora in cui si metteva la presenza, e le 9 circa, ora in cui il servizio di vigilanza prendeva posto alle varie uscite, al cancello posteriore della sede della spano, avevi la possibilità di autogestire comodamente da casa tua. ecco come: il palo sbucava da dietro l'angolo con il cellulare ben premuto contro l'orecchio, recitando bestemmie o spezzoni di film di lino banfi a mezza voce, con l'andatura altalenante e zigzagante, vagamente persa, di chi si sente accarezzare le gonadi, come se stesse parlando con una bustina di zucchero, e nel frattempo guardava verso la scuola, svisando se ci sia qualcuno alle finestre. una volta accertato che non c'era nessuno, o che le persone che si vedono dalle finestre facevano parte di quella categoria denominata "area sticazzi", lanciava il segnale al complice che, nascosto nel cespuglio sotto la scala antincendio, osservava la scena e controllava che non arrivasse nessuno da dietro. questi dunque si lanciava verso la recinzione, e, dato un ultimo sguardo alle finestre (non si sa mai), si rimpiccioliva e passa va attraverso il buco della rete da pollaio. un anno il buco era stato chiuso, e ci era toccato scavalcare il cancello. dopodichè attraversavi il cortile deserto della spano, e poi eri libero in strada. qualche centinaio di metri verso la fermata del 10, un minimo di prudenza in viale trento, per evitare di farsi sgammare dalla professoressa con cui avevi firmato il registro, uscita per fare la spesa, e poi di corsa sul 10, fino a casa del tuo amico d'infanzia, e ora complice d'evasione, per giocare alla playstation. delle volte riuscivamo ad essere a casa alle 9.15, ma molto dipendeva da quanto il pullman decideva di passare.
quel misto d'eccitazione per un qualcosa che hai fatto e non puoi tornare indietro, paura per le possibili conseguenze (a quattordici anni sono, nell'ordine: le professoresse che si incazzano, i genitori che ti puniscono, il preside che ti sospende, i carabinieri che ti arrestano, bush che ti bombarda, dio che ti fulmina -eravamo freschi di cresima-), contentezza per l'impresa svolta, molto adulta, e impazienza di vivere quelle 4 ore di libertà inaspettata era una sensazione bellissima.
"mamma cosa dovevo fare? hanno aderito tutti! mica potevo fare il soggetto ed essere l'unico che fa lezione... che poi anche ilaria, la mia compagna, non voleva fare l'autogestione, e i professori le hanno detto di andarsene che non aveva senso, e di andare a divertirsi un po'... ma cosa c'entra, se l'hanno detto a lei lo dicevano anche a me, mica se eravamo in due... ora sono a scuola, mo vedo se trovo un'aula per finire la versione di greco con ilaria e marta... è per la palestra, è chiusa dall'inizio dell'anno... si e poi anche per l'intifada... vabbè magari non gliene frega niente, ma è giusto comunque... ma che discorso è? allora non protestiamo per nulla... ma no dai! il preside è d'accordo... ma non so, forse andiamo al cineforum, c'erano dei film interessanti... no mamma non mi faccio le canne, lo sai, io non la volevo neanche fare questa cosa, figurati se... ma la fanno tutti che cazzo devo fare? eh... si... anche loro si... non lo so cosa pensano i genitori mamma, stai tranquilla... la ferrara ha detto che mi interroga lunedì... si stasera studio... no dai la partita no! studio prima dai, lo sai... vabbè senti ne parliamo dopo... si cazzo stai tranquilla, ci vediamo a pranzo! si va bene passo a salutare i nonni... si mamma... ciao..."

che tempi!

2 comments:

Laura said...

davvero: che tempi! sarebbe piaciuto anche a me avere un autogestione decente per una volta...:(

Rita.. said...

the boys are back in town..oltre ad essere una bella canzone si addice alla situazione.. :)