Wednesday, January 24, 2007

(senza parole...per la vergogna :P)

…(continua) “dove vai bel giovine, cosi sudato, ansimante, affaticato? Perché non siedi sulla mia carrozza, guarda che bei sedili…” fè l’usurpatore dallo sguardo malupino e dalla cannuccia sempre all’erta “se vuoi abbandonar codesta vita di sudore e fatiche non hai che da seguirmi, ti porterò per luoghi da te mai neanche veduti (oltre che goduti, eh eh eh)”. “Ma io non posso abbandonare la mia picciola capannina, e poi tu chi sei? Perché tanta grazia verso un misero servitore come il sottoscritto”. Si trattava di un alto giovin biondiccio, che abitava in una graziosa baraccuccia da solo, senza mai svaghi se non qualche accogliente gallina e, di tanto in tanto, la sua fedele pecorella di sporadiche cavalcate… passava così la vita, menando l’augello di bestìola in bestìola, ignaro del turpe destino che addosso gl’incombeva… il giovine, Lucius Carbonarius il suo nome, accettò l’invito e seguì il perfido Lorenzianus.
Giunti al castello venne subito approntata una tavola infinita, pien di mille gastronomici sollazzi, paste, carni, formaggi e vini, nonché com’è ovvio carotone a mazzi. E il bel giovin mangiò fino a scoppiare, bevendo, ridendo, e non accorgendosi che il malvagio ospite stava tendendogli l’esiziale tranello: “vuoi tu, mio caro, forse riposar le tue tornite membra? Gia t’aspettan se lo desideri mille guanciali, broccati, piume e quant’altro giovi ad un virgulto che cresca sano e forte come il tuo” e nuovamente l’ingenuo accettò e s’avvio per le sodomiche stanze. “ma che bel corpo, che morbida barbetta” e tra una carezza e l’altra lo fece addormentare. E così si risvegliò poco dopo, legato al letto in giusta posizione per il gaudio del lubrico ricchione che approfittò di lui, nei modi più scellerati e violenti, finché il tapino non s’accasciò esausto, doloranti i lombi, e non solo quelli. E a tale ignominiosa violenza assistette anche il povero re, che a fatica era riuscito ad emergere dalle merdifiche latrine. Il pingue scarafaggio decise di tentar l’ultima carta e di supplicare il perfido mago Trogius di ritrasformarlo in re e permettergli di riacquistare il potere.
Prega che ti prega il reale mangiamerda strappò al crudele stregone l’antidoto che (viva la banalità, mi son rotto di arrampicarmi sugli specchi con queste cazzate) consisteva in un bacio ricevuto da una persona odiata dall’usurpatore. E fu che il povero Pregius si recò nelle regali stanze e immaginate la faccia dell’inorridito servo di fronte a simil pantegana puzzolente, una chilata di orrore su sei zampette schizofreniche, insomma, proprio ‘na schifezza. Esasperato dalla riottosità del povero sfondato il re-scarafaggio aspettò la notte, s’avvicino all’esausto e sibilandoli nelle orecchie dolci parole gli strappò un ignaro e bavettoso bacio… e miracolo fu! Pregius tornò alle sue forme di sempre, con fare tonante –dopo essersi naturalmente fumato una sigaretta e, visto che c’era, essersi fatto il contadino, data l’astinenza- chiamo a raccolta popolo e guardie e fece catturare Lorenzianus che, spogliato di trono e corona, fu legato ad un aratro e obbligato a trascinarlo per il regno a vita, nudo, con tanto di astuccio penico zeppo di sabbia e peperoncino. Del mago non si seppe più nulla.
Il re Pregius continuò a governare con saggia rettitudine; quanto al ragazzo, decise di tenerselo al fianco, amato erede e compagno di giochi, che lui voleva e che l’altro non negava (Catullo ci vuol proprio), e come nelle più belle fiabe l’amore sbocciato fu lungo, duraturo e fedele, e vissero tutti, ma proprio tutti, inculati e contenti.

(a breve “Lorenzino Rotto” (la vera storia di),
e il “Pregio con gli Stivali” (fiaba dai sani risvolti fetish))

3 comments:

charlie said...

anche il pelide achille andava in battaglia a gambe ben larghe, non mi sento quindi toccato nell'orgoglio ne' tantomeno nella virilità.

Rita.. said...

bello!!complimenti...l'unico problema è che non mi ricordo più l'inizio e non lo trovo tra gli interventi vecchi!!!

Lorens said...

qui si mette in dubbio la mia mascolinità.. perdinci...