Thursday, March 29, 2007

meglio depressi che stronzi ovvero la natura bastarda e egoistica dell'uomo

giusto per non parlare ancora di vaticano (che dio stesso scenda e lo bruci), parlerò della natura dell'essere umano, e in una maniera ben poco filosofica, con un approccio vagamente empiristico: si mi sono bevuto il cervello - letteralmente. comunque penso che questa mia dissertazione, che è, vorrei precisare, derivata da prolungata riflessione, ed è, per una volta, seria, risponderà alla maggior parte dei quesiti che charlie poneva nel post precedente. ovvero il perchè della stasi del genere umano in questo periodo.

l'uomo è per natura un bastardo egoista e cattivo. nulla ci può salvare dall'esserlo. ci sono sì delle eccezioni: si chiamano santi, e per chi non crede in dio la risposta è semplice. siamo tutti dei pezzi di merda.
ci riempiamo tanto la bocca di buoni propositi e di altruismo ma alla fine dei conti c'è una sola cosa di cui veramente ci importa: noi stessi. e qui non voglio entrare nel merito delle relazioni interpersonali, che è il motivo principale per cui sono giunto a questa conclusione (troppe volte pugnalato alle spalle - mi sono appena accorto che anch'io sono stato un bastardo egoista e cattivo parecchie volte), ma mi terrò sul generale provando a fare degli esempi applicabili o comprensibili a/da tutti. farò una lista di possibili argomenti che potrebbero essere sollevati contro la mia tesi... perchè mi accorgo che non sono il portatore della verità in terra, ma semplicemente un diciottenne veramente annoiato.

argomento 1)
il volontariato (seguito dalla filantropia): molte persone a cui ho presentato questa mia teoria si sono immediatamente trincerate dietro le mura del VOLONTARIATO. da persona che per due anni ha fatto volontariato ogni settimana e di tipi diversi, penso di potermi permettere di controbattere efficacemente. queste persone sostengono che una prova di come l'uomo sia altruista è l'aiuto gratuito che esso da al più povero o disagiato in varie circostanze. questo aiuto non è per niente gratuito. prima di tutto una deformazione mentale datami dall'economia mi porta a pensare a ogni azione come un costo. infatti qualsiasi azione ha un costo opportunità: ovvero ciò che noi non stiamo facendo per fare l'azione che stiamo facendo.
prendendo questo come assioma ci accorgiamo che l'uomo facendo volontariato sta si aiutando il più povero, ma nel più recondito dei suoi scopi, ciò che vuole è solo aiutare se stesso. sentirsi meglio con se stesso dopo aver aiutati "quei poveri bambini", o guadagnare in immagine con chi lo circonda. anche qui ci possono essere le eccezioni (dubito ma tutto è possibile) PERO' se ci pensate profondamente, vi accorgerete di come in realtà l'effettivo aiuto all' "altro" sia nullo.
Alcuni hanno addirittura parlato di filantropia come antidoto all'egoismo, però qui il discorso del volontariato si porta a un estremo ancora più grande: i filantropi sono dei ricchi magnati, e rispondono, come tutti i ricchi magnati, alle regole del mercato. perciò hanno anche un incentivo in più, oltre l'egoismo personale, a fare "donazioni" [che fra l'altro io ritengo contro-producenti, ma di questo ne parlerò in un altro post].

argomento 2)
amicizie, amori, matrimoni: per principio non riesco a credere nell'amore eterno. e forse per eccessivo pessismo o cattiva esperienza non riesco neanche a credere nell'amicizia prolungata.
comunque l'egoismo e la cattiveria dell'uomo è dimostrabile anche in questo campo: ricordiamoci che l'uomo è un animale - un animale razionale - ma continua a essere un fottutissimo animale.
affezionarsi a un'altra persona è normale, ma anche questo rientra nel nostro personale interesse - nel caso dell'amore, interesse sessuale; nel caso dell'amicizia (che è il caso anche dell'amore), interesse a) nel non restare soli b) nell'avere qualcuno su cui potersi appoggiare in caso di necessità c) essere accetato a livello sociale [parlerò di etichetta sociale più avanti nel post]. La scelta dell'amore o dell'amicizia è ovviamente legata ad emozioni e sentimenti - e anche l'intensità degli stessi. io adoro le emozioni e i sentimenti e di sicuro scriverò di amore e di amicizia come le cose più belle del mondo, però cerco qui di capire la loro più profonda natura: infatti essa non è particolarmente emozionale come tendiamo a pensare. inoltre a parziale dimostrazione di quello che dico è la volatilità delle relazioni sociali dell'uomo. anche se perdurano per via di etichette sociali le vere emozioni sono preda di un ciclo quasi sistematico che porta le persone ad allontanarsi ed avvicinarsi a ritmi più o meno scostanti.
l'istituzione del matrimonio di conseguenza è un'istituzione che io non condivido proprio per i motivi sopracitati e, volendo estremizzare, e proprio una dimostrazione di come gli esseri umani debbano forzare se stessi con contratti pur di mantenersi assieme.

Ci sono molti argomenti che possono essere portati contro la mia tesi, comunque non intendo tediarvi più di tanto anche perchè prima di tutto non mi dispiacerebbe fare un post a parte sulla sete di potere dell'animo umano, e inoltre mi piacerebbe concludere questo post con delle soluzioni possibili a questo problema. non tanto soluzioni quanto modi di approcciare la natura dell'animo umano: ovvero come sopravvivere meglio in un mondo di bestie pensanti.
anticipo che do delle etichette stereotipate a i vari approcci, giusto per semplicità di esplicazione.

a) approccio british: usa il manierismo, l'etichetta, le norme sociali, per giocare al grande gioco di società che l'uomo stesso si è creato [o che dio a creato, a seconda delle vostre credenze]. cerca di sfruttare al meglio con sottili giochetti il prossimo, e ne ricaverai serenità personale.

b) approccio americano: cerca di metterla nel culo al prossimo per fare più soldi

c) approccio buddista: medita medita medita e stai in pace con te stesso. fanculo al resto del mondo

d) approccio italiano: goditi la vita al massimo e punto

e) approccio francese: fottitene, tanto sei superiore comunque

f) approccio punk: dì la verità, dì quello che pensi a chi lo vuoi dire, anche se questo implica dargli delle bestie animali ignoranti egoisti. ovvero la pura verità sulla natura dell'uomo. questo potrebbe rivelarsi controproducente, e magari stancante col passare degli anni.

g) approccio depressivo: pensa a queste cose un po' troppo e la finirai come me a scrivere 'ste cose...

però la morale della favola è che siamo tutti bastardi, però è meglio essere dei bastardi depressi che degli stronzi attivi nel cercare di avere la meglio in tutto e su tutto.

mi scuso per il verbo prolisso e per il delirio.

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