Wednesday, May 02, 2007

preludio al monologo sopra i massimi sistemi del mondo

guardavo l'infedele di gad lerner. il tema della puntata è i disordini che hanno turbato la vita di quartiere di via paolo sarpi a milano. ospite in studio la comunità cinese a milano. non tutta, solo alcuni rappresentanti (se non ci stanno in cina figurati a la7).
parte il servizio sul problema della comunità rom. passano le immagini di quando a opera, vicino a milano, è stato dato alle fiamme il campo nomadi, il 21 dicembre 2006, e altri filmati che, non fosse per come sono vestite le persone, potrebbero benissimo risalire al medioevo.
bè -per essere schietto e vicino al favellar del volgo- mi è preso male. ma male, cristo! io non voglio essere parte di un popolo, se far parte di un popolo significa dover avere idee retrograde e pericolose. io non voglio che il mio istinto di conservazione, ubriaco per il troppo lavoro, confluisca nella mia identità e nel mio senso di appartenenza dando vita a una massa di gente con il forcone e le fiaccole!
io preferisco rinunciare a tutto quello che sono se essere quello che sono mi porta a scontrarmi con qualcuno che è diverso da me! io non ho ragione ad essere quello che sono, il mio stato non mi da alcun diritto in più di qualcun altro. la differenza fra due persone di culture diverse si pone su un livello più alto e, volendo, meno rigido della mera origine geografica (caparezza disse: "tu sei nato qui perchè qui ti ha partorito una fica").


ma basta, fra qualche tempo se avrò voglia e fumo a sufficienza scriverò del tracollo che attende la nostra società e dell'imminente medioevo verso cui stiamo andando incontro, di come i popoli si siano sempre spostati e di come nessuno mai abbia potuto fermarli nelle loro migrazioni e della parabola discendente troppo spesso confusa con un'iperbole ascendente che si materializza solo nei sogni improbabili di qualche enusiasta (sempre più pochi) e nel modo di intendere la realtà delle masse. ovvero di come la storia ami ripetersi.

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