Sunday, December 21, 2008

W LUXURIA STAR COMUPOP, LUCIANO VIOLANTE, JESSICA FLATCHER E I CANNELLONI AL FORNO

Salve, la voglia di scriver un post post prandiale nn è tanta, però volevo dar almeno un minimo segno di vita da questa bellissima isola che nuovamente mi ospita...


Diciamo che mi seccava ontinuar ad entrare nel blog e non trovar nula di nuovo... evito resoconti da movimenti studeneschi o altre amenità di questa bella italia berlusconiana, perchè il disegno su presentato mi pare renda in maniera eccellente la questione. A presto carissimi.

Tuesday, October 21, 2008

MENO 14

Monday, September 29, 2008

ImprovEverywhere

ImprovEverywhere è un gruppo di pazzoidi newyorkesi che hanno ben deciso di destabilizzzare la situazione cittadina con piccoli inserti teatrali in strada che vanno dal normalissimo "frozen" in cui tutti si paralizzano nella stazione metropolitana a uno spassosissimo "musical" in un supermercato che io ho trovato geniale. Ecco qui due esempi...





Io la butto lì... aprire una succursale di ImprovEverywhere a Cagliari? ;)

Monday, September 22, 2008

Saturday, August 16, 2008

charlie a proposito del surf

ho delle idee in merito droghe sintetiche. o meglio delle idee relative alle droghe in generale suggeritemi dalla documentazione a proposito delle droghe sintetiche e semisintetiche. capitava così che navigando per siti e forums specializzati in materia, parallelamente alla lettura scrupolosa delle relative pagine di wikipedia, mi imbattevo in questo intervento:

"Nel mio stato ideale per quanto riguarda la legislazione delle droghe la marijuana e l'hashish sono venduti liberamente nei coffe shop con limiti di tipo 5g al giorno ai maggiorenni e di 5g la settimana ai ragazzi dai 16 anni in su; per quanto riguarda le altre droghe: funghi, MDMA e ketamina possono essere vendute solo hai maggiorenni che hanno una sorta di patente (tipo quella per la macchina, data dopo il conseguimento di un esame in modo da rendere consapevoli i consumatori di tutto quello che ce da sapere sulle sostanze) vendute in dosaggi prestabiliti e non eccessivi e tipo non piu di una sostanza la settimana e non piu di 15 volte l'anno per ognuna delle tre sostanze (grazie a una carta magnetica); allucinogeni maggiori come LSD, Ketamina in alti dosaggi, DMT, DOM, DOB, mescalina ecc. possono essere somministrati dai maggiorenni dopo alcuni corsi informativi e dopo alcune sedute da psicologi specializzati che analizzeranno se il soggetto è psicologicamente in grado di affrontare l'esperienza; per quanto riguarda la cocaina, legale le foglie di coca, mentre possono essere vendute con prescrizione medica gomme alla cocaina per combattere la dipendenza da cocaina (stile le gomme alla nicotina); per l'eroina puo essere data solo nelle narcosale ai tossicodipendenti; salvia, ayahuasca, semi di LSA, kratom, foglie di coca ecc. libera vendita ai maggiorenni in qualunque smart shop; psicofarmaci e anfetamine vendute in farmacia con prescrizione medica (solo nei casi di bisogno farmacologico).
Tutto il mercato deve essere controllato dallo stato ed è necessaria una grossa informazione per tutte le sostanze come foglietti informativi allegati alle sostanze e corsi nelle scuole.
..è un po utopistico ma io vedo cosi la legislazione perfetta in uno stato in materia di droga."
Hofmann
(evidentemente non il vero A. Hofmann, ndr)


l'ho trovato interessante, e sul momento molto sensato, ma a un successivo riesame ho concluso quanto segue (esporrò per punti concettuali invece che in forma discorsiva poichè torno da 3 giorni di festival techno a montevecchio e il letto -letteralmente- mi sorride; inoltre non ho da studiare ergo neanche la necessità di perdere del tempo prezioso):

- lo stato deve proteggere i suoi cittadini
- erroneamente quanto frequentemente si ritiene che per fare ciò esso debba impedire ad essi di attuare comportamenti che possano rivelarsi dannosi per chi li compie o per chi ne subisce gli effetti -più o meno diretti-
- perchè dico erroneamente? perchè la storia, in migliaia di esempi se solo si ha voglia di stare a cercarli, ci insegna che il miglior modo di imparare qualcosa è sperimentando questa cosa
- così come un bambino impara il vero perchè non debba mettere le mani sul fuoco solo quando è costretto a sopportare il dolore dell'ustione, così come un ragazzo sa cosa significhi ubriacarsi solo quando passa il giorno dopo a vomitare, una persona che si avvicina alle droghe deve avere la possibilità di sbagliare e di pentirsi del proprio sbaglio affinchè non senta il desiderio di affidare il proprio "timone" ad esse
- ovviamente la mamma sta attenta a che il figlio non si bruci la mano, ma l'ubiquità non è dono di nessuno, e così chi non si è mai fatto male in casa da bambino? la mamma dice "non mettere li la mano perchè sennò ti bruci", ma non dice "non mettere li la mano sennò ti arresto senza dirti il perchè"; perlomeno così sostenne di dovesse fare maria montessori, alla quale rivolgo un caloroso saluto
- è forse possibile eliminare ogni potenziale fonte di dolore dal mondo? no. ma è possibile istruire le persone affinchè esse sappiano come comportarsi di fronte a queste fonti. le automobili per esempio: hai bisogno della patente. la suddetta cucina: ci si aspetta che prima di lasciare la libertà di bazzicare i fornelli al proprio figlio un genitore sappia valutarne in lui l'effettiva capacità
- sapendo che ci sono così tanti giovani in questa società che sono disposti a fare uso di sostanze stupefacenti, un atteggiamento responsabile, di stato che guarda e dialoga responsabilmente con i propri responsabili cittadini, sarebbe quello di istruirli e far loro conoscere l'esistenza di quelle che per comodità si chiamano droghe
- negare l'esistenza di qualcosa che si sa esistere non è mai una buona idea, specialmente quando si tratta di fenomeni di così grande portata, e cercare di nasconderli goffamente o tenerne fuori parte di una popolazione usando le armi della prepotenza e della minaccia è -non sono a mio modo di vedere- assolutamente una pessima idea
- se a ciò si aggiunge che per un qualsiasi cittadino bastano un paio di ore passate su internet per rendersi conto di quanto colui che esercita tale prepotenza, alla fine dei conti, non ne abbia il titolo -sia giuridicamente, in quanto espressa violazione di libertà, ne tantomeno moralmente, in quanto è palese la totale ignoranza in merito all'argomento- ecco che la frustrazione derivante non può che avere alcuni effetti devastanti: in primo luogo, la frettolosa tendenza al consumo di droghe nella più totale ignoranza, come gesto di ribellione; in secondo luogo, un diffuso sentimento anti-statale, che può sfociare poi in altri tipi di ribellione, frustrazione, depressione o fuga; in ogni caso lo stato perde

- che fare allora? a mio avviso lasciare la libertà ai cittadini di fare del proprio corpo e con la propria mente quello che essi vogliono è una scelta oculata a lungo termine. in che modo? istruendoli, responsabilizzandoli, guardando in faccia i problemi e trovando le soluzioni dettate dal buon senso e dalla praticità e non dalle morali: ci sono dei sacrifici da fare lungo questa complicata via, ma dopo un periodo più o meno lungo i risultati saranno apprezzabili da tutti. chi compie una determinata azione, in condizione di libero arbitrio, deve sapere a cosa va incontro, a quali vantaggi e a quali rischi, e quali sanzioni possano derivare dal suo comportamento irresponsabile nei confronti della collettività: e questa consapevolezza, se è vero che lo stato è una istituzione sorta per proteggere i propri figli, deve essere lo stato stesso a fornirla. più nel dettaglio, ci sono tanti tipi di sostanze, tante ragioni per farne uso, tanti tipi di effetti e tanti tipi di reazione a tali effetti: è impossibile pretendere di poter riportare tutto a un unico modello -la droga, il drogato- eliminando quell'infinità di sfumature che meritano rispetto e considerazione.

ogni persona deve essere messa in condizione di scegliere autonomamente la via che intende seguire, e una volta che ciò avviene tutti possiamo vivere sereni, e responsabili. il mare può anche cambiare colore, la nave può anche cambiare forma, ma il timone resta saldo nelle mie mani, e da li sono io a controllare il viaggio.



per qualsiasi obiezione, chiarimento, insulto, complimento o commento in generale non si esiti a contattarmi

Wednesday, August 13, 2008

Nella società del 'proibito' dove tutti si dichiarano liberali

Il sindaco di Verona , Tosi, ha elevato da 36 a 500 euro le multe per chi avvicina le prostitute in strada. Poiché in Italia la prostituzione non è ancora un reato, e probabil mente non lo sarà mai in modo ufficiale (altrimenti oltre a colpire il mercimonio da strada, come si cerca di fare ora, si dovrebbe andare ad indagare su certi traffici, più sofisticati, come quello di dare a una ragazza una particina in qualche fiction in cambio di una prestazione sessuale, che a onor del vero sono molto più squallidi e gravi della prostituzione classica perché si basano sul ricatto), l'escamotage per punire i clienti delle lucciole sta nel fatto che, con le loro macchine ferme, ingombrano il traffico. Dopo il decreto Maroni che dà amplissimi poteri ai sindaci per colpire, fra gli altri, "i comportamenti che offendono la pubblica decenza", molti amministratori comunali hanno seguito l'esempio di Tosi e sicuramente molti altri lo faranno. A Trento, invece è stato fermato un padre che stava filmando suo figlio in una piscina comunale. Motivo? Insieme al figlioletto che dava le prime bracciate aveva inquadrato anche altri bambini seminudi , cioè in costumino da bagno, ed era quindi sospetto di pedofilia. Stiamo vivendo un'epoca vittoriana, e non solo in campo sessuale. Sempre a Verona è vietato consumare alcol fuori dai bar (alla prima bottiglia fan 100 euro alla terza 500), dormire all'aperto, sbocconcellare panini per strada; girare a torso nudo, bagnarsi nelle vasche pubbliche. Il mullah Omar era più permissivo. Il sindaco di Vicenza dal canto suo, ha imposto la solita multa di 500 euro (che, se non sbaglio, fan quasi un milione delle vecchie lire) "per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco", mentre quello di Novara ha vietato le passeggiate notturne nei parchi se si è in più di due (il che equivale, più o meno, a quella di sposizione del regime fascista che considerava "adunata sediziosa" un capannello di più di cinque persone). Sono noti poi i limiti sempre più feroci e generalizzati imposti al consumo di alcol e al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, perché chi fuma in un parco (come è capitato a un rumeno di 54 anni che si è visto appioppare, a Verona, una multa di 50 euro) non danneggia, se danneggia, altri che sè stesso cosa che se non vogliamo tornare allo "Stato etico" che decide per i cittadini, di hegeliana e fascista memoria, contro il quale hanno tuonato, in questi anni, proprio gli intellettuali del centrodestra, dovrebbe stare nella sua piena libertà. Altri limiti simil-Tosi dobbiamo aspettarci dal recentissimo decreto Maroni che dà ai sindaci poteri più forti di quelli del prefetto. E a Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l'elemosina, cosa che non si era mai vista prima, neppure, anzi, nei "secoli bui" del Medioevo, in nessuna società del mondo (ad eccezione della Russia sovietica). Non ci sono mai stati tanti verboten e limiti alle libertà individuali come nell'epoca presente e in questo regime, non importa se governato dalla destra o dalla sinistra, dove tutti si dichiarano liberali. Ma il culmine si è raggiunto con la vicenda di Eluana Englaro dove il Parlamento (il Parlamento!), in versione quasi bipartisan, vuole impedire, nonostante una decisione in contrario del Tribunale, ad una povera donna in coma da sedici anni di andare incontro alla sua morte naturale. Di questo passo si finirà a decidere della vita e della morte di una persona per referendum. E l'Italia è di ventata un Paese dove non si può più né vivere né morire.

Massimo Fini

w cani sciolti.info! comunque mi sembrava carino (e sferzante allo stesso tempo)... italietta di politicanti e mignottone... e cardinali, che fan tanto pendant con le seconde testé citate..

Wednesday, July 16, 2008

McCain e le adozioni gay

John McCain

Ennesima lezione di democrazia da parte degli Stati Uniti d'America, criticabili sotto molti punti di vista, inarrivabili sotto altri.

La scorsa settimana John McCain aveva dichiarato che riteneva che le adozioni dovessero avere luogo solo con una coppia 'normale' composta da uomo e donna.

Si è ovviamente sollevato un polverone da tutte le parti politiche, non solo perchè la dichiarazione andava ad intaccare i diritti dei singoli stati nella legislazione in merito a matrimoni e adozioni omosessuali, ma anche perchè le varie associazioni gay ritenevano offensive le parole di McCain.

E' arrivata avant'ieri il secco dietro-front da parte del portavoce di McCain: "McCain voleva semplicemente dire che lui preferisce, laddove questo sia possibile, coppie di genitori di sesso diverso. Allo stesso tempo, però, pensa che di fronte ai bambini abbandonati che ancora devono trovare una casa, basti l’affetto di due genitori, indipendentemente dal sesso"

Chiedetelo a Veltroni di fare una dichiarazione simile...

Credits: River, New York Times

Thursday, July 10, 2008

Tre miti eterni

E io per completezza di informazione ne pubblico ancora uno contrario, secondo me una buona analisi della sinistra del 2008. E' di Ernesto Galli Della Loggia.

Neppure gli organ izzatori si aspettano che alla manifestazione dei girotondi di domani a Roma partecipino più di alcune migliaia di persone. Ciò nonostante, come si è visto in questi giorni, una simile adunata di persone certo non oceanica, appoggiata solo da un partito forte di appena il 3% dei voti ma da nessuna organizzazione di massa, da nessun sindacato, è in grado di mettere in grave imbarazzo il Partito democratico, di creare forti tensioni sia alla sua base che tra i suoi esponenti di vertice. Com'è possibile?

È possibile perché l'iniziativa girotondina, pur avendo alle spalle ben poche forze, evoca però tre grandi miti che dominano da sempre l'immaginario e la pratica della sinistra italiana.

a) Il primo mito è quello delle «due Italie», delle quali, come è ovvio, la sinistra si sente sempre chiamata a impersonare (e come potrebbe essere altrimenti?) l'Italia dei Buoni. Dei «buoni italiani » in lotta perenne contro gli «italiani alle vongole », gli italiani cattivi i quali invece hanno, loro soltanto, il monopolio di tutti i vizi del Paese: calpestano le leggi, evadono le tasse, parcheggiano in seconda fila e non amano né il Csm né il protocollo di Kyoto. Sarebbero dotati addirittura di un altro Dna, come ha suggerito appena ieri Nanni Moretti. È una visione rassicurante (se vinci è perché ragionevolmente alla fine il bene non può che trionfare; se perdi è perché, altrettanto ragionevolmente, i furfanti, come si sa, trovano sempre il modo di avere la meglio) ma ha soprattutto il grande vantaggio di semplificare radicalmente ogni questione, e di alimentare così, anche per questa via, b) il secondo mito, che è quello dell'«unità». Unità che ha la sua principale raffigurazione nella fatidica «manifestazione unitaria »: come per l'appunto pretende, vuole a tutti costi, esige assolutamente di essere quella di domani, anche se, piuttosto paradossalmente, essa è indetta da una sparutissima minoranza. Ma tant'è: come potrebbe giustificarsi infatti la divisione dei buoni di fronte al male? Solo in un modo, semmai, e cioè solo con il più o meno celato passaggio di una parte dei buoni stessi nel campo nemico. Ed è precisamente questo il ricatto che fa capolino di continuo dietro il mito dell'Unità: se non stai con noi, già solo perciò vuol dire che almeno per una parte stai potenzialmente con «gli altri». Il mito dell'Unità diviene così la premessa necessaria del mito del Tradimento. Entrambi, insieme al mito della «Nazione dei buoni », tendono sempre, comunque, a porre la politica fuori dell'ambito suo proprio: a farne un'appendice della morale. Non a caso Vincenzo Cerami ha definito «bacchettoni di mestiere» gli organizzatori della manifestazione di domani. Parole ruvide che però servono bene a indicare il c) terzo mito che domina immaginario e pratica della sinistra: il mito del moralismo.

Il moralismo è il modo classico in cui la sinistra declina la tendenza all'antipolitica che da sempre, e oggi più che mai, alligna anche nelle sue file. Laddove la destra è abituata a declinare l'antipolitica nelle forme del disincanto qualunquistico spinto fino al cinismo, la sinistra, invece, l'incanala in quelle dell'eticismo condotto al limite dell'arroganza di tipo razzista. Ma pur se nelle forme del moralismo l'antipolitica non cessa per questo di adempiere la sua funzione abituale. Che consiste nel rendere superflua la fatica di pensare, di misurare, di distinguere; e nel considerare un pavido, un misero emulo del «sor Tentenna», chiunque a tale fatica non intenda rinunciare.

Ecco dunque qual è la vera forza dei girotondini. È la minaccia che immediatamente pesa su chi osa, a sinistra, dissentire da essi; la minaccia cioè di vedersi accusati di mettere in dubbio tre grandi capisaldi dell'ideologia diffusa della sinistra stessa: la convinzione di avere il copyright del bene, di dovere essere tutti uniti contro il male e, infine, che si è puri solo se si è duri. Il problema, insomma, non sono poche migliaia di «girotondini». Come quasi sempre accade in Italia, il problema sono i nodi che la storia ha intrecciato e che ora è maledettamente difficile sciogliere.

marco travaglio

per completezza pubblico un'altra opinione riguardo alla piazza: leggete e fatevi dele idee, zotici!




l'Unità, 10 luglio 2008

Lettera aperta al direttore

Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).

Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.

Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Showrinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.

Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano “insulti”. Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che “a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto”, compreso il via libera al lodo Alfano che crea una “banda dei quattro” con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.

Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroniconfonde il dialogo con i suoi monologhi”. Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. E’ la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.

Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l’altro giorno, sull’Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal Riformatorio financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la “m”). Ci voleva un quotidiano argentino, il “Clarin”, per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: “pompini”, naturalmente di Stato.

Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano “vergogna” non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una “paràbasi”, cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno. Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede. Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?

Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo sapevamo, e abbiamo deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltarci, non per usarci come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perchè la manifestazione spazza via le tentazioni di un’opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra “che vince”, Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: “Chi se ne frega del lodo Alfano”). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.

Wednesday, July 09, 2008

il contro-palco

indignazione, insulti, urla, applausi, autocompiacimento, autoreferenzialismo, mi sembra tutta una messa in scena fine unicamente al godimento degli attori stessi, e dei pochi -pochissimi- che sarebbero voluti essere li in piazza a fare gli attori...
condivido in pieno quanto è stato detto, condivido quello che dice la guzzanti, condivido quello che dice camilleri, non condivido quello che dice grillo (nessuno ha mai perso così tanti punti di gradimento nella mia classifica personale). la guzzanti la preferivo quando mi solleticava l'intelletto con battute e gag fini e raffinate - certamente più di quelle di ora, che peraltro battute non sono...
urlare e sbraitare verità -verità, ribadisco- in tale forma porta l'approvazione di coloro che già la pensano come te, la sempre più forte inimicizia di coloro che non la pensano come te, e insinua il dubbio fra coloro che la pensano come te ma non condividono i tuoi modi: io ne sono la prova vivente. così si spacca l'opposizione. non voglio essere noioso, mi rendo conto che le mie parole sono perfettamente obiettabili: mentre scrivo due anime si agitano in me... m sono consapevole che in 5 anni, con la maggioranza che ha avuto, quell'uomo ha fatto lo stracazzo che ha voluto, e il fare i girotondi per la prima mezz'ora è sembrato dar preludio a una bella rivoluzione pacifica, poi apparve chiaro che i cerchi di persone a difesa delle istituzioni altro non erano che la metaforica trasposizione su scala urbana del molteplice cerchio in cui seppe abilmente infilare l'uccello come meglio credette...
perchè questa volta dovrebbe essere diverso? lo statista è durato tre settimane -3- e fare i girotondi incazzati ora non serve ad altro che a pigliarsela in culo incazzati - suppongo che faccia ancora più male...
una cosa non ho ancora visto fare: un'opposizione nei luoghi dell'opposizione e con i mezzi dell'opposizione... inutile? giusta. non mi si fraintenda, nessuno si rassegna a dover sopportare le bananose angherie, semplicemente penso che svegliare le coscienze usando un linguaggio comprensibile solo a chi l'ha già sveglia -perchè chi è ottenebrato, di fronte a un insulto al papa e a berlusconi, piaccia o non piaccia, non inizia a ragionare- non sia il metodo giusto, o perlomeno l'abbiamo visto fallire più volte. tanto vale provare a seguire le regole, e lasciare che a svegliare le coscienze ci pensi chi è in grado di farlo, e a fare opposizione ci pensi chi è in grado di farlo usando i mezzi consoni

che alla sinistra berlusconi non piaccia lo si sa dal 1994. avevo 8 anni, e ora ne ho 22. la gente continua ad andare in piazza e lui continua a fare come vuole.

Friday, July 04, 2008

questa è la verità. e basta.

ecco a voi la lettera che 100 professori di diritto e costituzionalisti hanno scritto per ben delineare la questione del salva-premier. secondo me, se qualcuno dovesse dissentire da quanto scritto di seguito quel qualcuno non potrebbe che essere menomato mentale o in mala fede. punto e basta. la legge è una, la realtà è unica, le cose stanno così, e non c'è spazio per interpretazioni di sorta.


I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge". Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".


Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

(4 luglio 2008)

Wednesday, July 02, 2008

I LOVE THE EIGHTIES! n°10

Monday, June 30, 2008

IL RITORNO DI BANANA

HO MESSO VIA (LE MIE SENTENZE)

Ho messo via le mie sentenze
Dicono così si fa
In parlamento c´è un decreto
Che difende anche Saccà

Ho messo via i miei processi
Dicono non han l´età
Tanto Mills l´ho già corrotto
e mai più lui parlerà

Ho messo via i giornalisti
Sono tranquillo adesso sì
Ora nessuno scrive nulla
O violerà la privacy

Ho messo via la verità
L´ho rimpiazzata con bugie
Son tornato come una volta
Con quelle balle che eran mie

Mi sto facendo un po´ di sposto
Il caro Alfano ben lo sa
Io ho bisogno di quel lodo
E anche dell´immunità
Ho messo via le mie sentenze
Ma non mi spiego mai perché
I magistrati non metton via me

Ho messo via Walter Veltroni
Quel poverello non lo sa
Che quel "dialogo" di cui parlava
Non c´era e non ci sarà

Mi sto facendo un po´ di sposto
Il caro Alfano ben lo sa
Io ho bisogno di quel lodo
E anche dell´immunità
Ho messo un po´ di processi
E tutti quanti san perché
Il pdl non mette via,
I piemme non metton via... me.

Matteo Fallica
www.ideoteca.wordpress.com



Colombo, Pardi, Flores d’Arcais: tutti in piazza contro le leggi-canaglia

Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.

Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.

Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores D’Arcais

Thursday, June 26, 2008

per tutta risposta...

ecco invece la risposta del charlie :)

"ciao schifoso come va il fegato? spero nn troppo male... piu o meno come i miei neuroni... sempre piu rari!! bo qui va tutto bene, l'università è figa, ma sopratutto C'E' figa, che mi sembra ben piu importante... cm sn in scienze sociali per lo sviluppo, una facoltà per cazzoni sinistroidi terzomondisti negri ebrei drogati e froci... (n.d.r. io sono dei drogati, non dei froci) piu specificatamente in viale fra ignazio... storiacce ce ne sarebbero un bel po, molte delle quali hanno a che fare coi nostri amici tutori dell'autoritario ordine precostituito... altre riguardano le elezioni al siotto,[OMISSIS PER SALVARE IL CULO DI CHARLIE], e allora se fossimo cattolici ci appelleremmo a qualche santo per la salvezza del siotto... per carità, niente contro di loro, ma come lista (ammettono gli stessi candidati) scompare di fronte a liste ben piu celebri degli anni passati... poi bo, non so che altro raccontarti... credo che mi intrufolero a sprazzi nel cervocinghialem di quest'anno, magari butto giu due cazzate, anzi che dici di mandarmi un trafiletto su come il cervocinghiale affronta la stagione balneare o qualcosa di simile? o mi raccomando fatti sentire ogni tanto... io sn passato al siotto ma nn c'è piu un cazzo, partita la vecchia guardia dell'A.A. (animazione assemblee) ci si scazza molto... ciao caro bevi anche per me, che gia qui mi do da fare..."

Sunday, June 22, 2008

reduci in erba

questa è storia: ecco uno dei primi contatti che mi ricordi (quindi potrebbe anche essere l'ultimo di
una lunga serie) fra il sottoscritto e il pregio... ancora non in confidenza e sempllici esponenti di
differenti correnti della sinistra liceale talvolta contrapposte...

datata 15 ottobre 2005... vedi a ravanare fra le vecchie email invece di studiare?

Ciao Charlie sono matteo pregio, che in quel del friuli, reduce da sbronze
su sbronze, si è ricordato di uno dei cazzoni più cazzoni del siotto :-)
beh come va? dove stai "studiando"? (per dove intendo in che campo, visto
che a quanto mi era sembrato di capire saresti rimasto in sardigna)
Storiacce da raccontare?
Dai ci si becca!!
Bye bye

Matteo




breve storia della sinistra del siotto 2000-2005.

in principio ci furono piero carta, (voci dicono che girasse con il martello nella borsa come un vero
metalmeccanico) e zaru, ci cui non si ricorda il nome... ma già sotto il loro regno iniziava a farsi largo
una figura che sarebbe stata destinata a dominare la vita politica della scuola per gli anni a venire:
paolo meloni. egli fu capace accentratore di un fermento culturale senza precedenti, che portò le
velleità artistiche delle menti del siotto a dedicargli un onore senza pari: l'mperitura memoria affidata
al muro dell'ingresso della scuola, che così recitava: "prima di p.m. il nulla. dopo, la pioggia". fu in quel
luminoso periodo che i nostri si avvicinarono alla politica e alla vita della scuola con l'assidua partecipazione
alle assemblee e agli eventi organizzati dagli studenti, e formarono la loro coscienza politica e sociale.
a quel periodo è anche da attribuire l'iscrizione che più di tutte ispirò ciò che se non fosse stato
oggi noi non saremmo: "è aperta la caccia al cervocinghiale" diceva il muro dietro la porta del campo
da calcio del cortile. come immaginare una scuola senza il cervocinghiale? dove saremmo noi ora senza
questo impagabile gesto, senza questa filantropia senza pari, promèteica ispirazione? ed ecco che come
ogni imperatore che si rispetti anche paolo meloni aveva già nella sua cerchia colui che lo doveva
sostituire: il giovane andrea salis, persona colta ma che ami seppe raggiungere i fasti del precedente
regno. e qui fanno la comparsa sulla scena vera a propria i nostri eroi: il pregio, fra le fila del salis, candidato a fianco
del prode cavallini, il charlie, che osservava il tutto e partecipava dal di fuori dell'agone politico, dietro
i banchi della corrente cavallini, e il piras, analogo al charlie ma respirante le scorreggie del pregio.
trogu in quel periodo si faceva le seghe leggendo trozky dentro l'auletta della commissione elettorale.
e fu proprio l'anno dopo che i nostri amici si scontrarono in campo aperto, l'un contro l'altro armati.
charlie e cesare contro piras e le tette di ambra, col patrocinio del pregio. fu un'ardua lotta, persa
per un pelo dalla lista più accreditata per rappresentare gli studenti, complice anche un disguido (?!?)
con i media e la promozione della lista. comunque, ecco che si aprì il regno del falimento e
della cosiddetta "autogestione di febbraio" (o "fantasma"). di li a poco si maturarono, chi prima chi
dopo, e di quel periodo rimasero solo i ricordi...


a presto

ps. devo smetterla di mettermi a scrivere in terrazzo sotto il sole...

Saturday, June 21, 2008

Memento #2: Resistere, resistere, resistere!

Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave.
- Francesco Saverio Borrelli, 12 gennaio 2002

Wednesday, June 18, 2008

A la maison


Tra le migliori delle tradizioni reducisiottine c'è quella di commentare le grandi manifestazioni calcistiche nazionali. Abbiate fede...

Tuesday, June 17, 2008

ora come ora della riforma di Gaio Mario e del sistema coortale possiamo fottercene... dato che i galli che per 1000 anni abbian tentato di civilizzare con le cattive e con le buone... se la son presa in culo da noialtri anche stavolta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E che ridano e ci disprezzino, poracci mangia zuppe... ehehehehehehehehehehehehehehehehehehehehehehehe...

off head...

cazzo. il buon mameli scrisse "stringiamci a coorte" non "stringiamoci a corte"
'sti qui con la metrica ci si puliscono il culo.

...sui ceci!!!

...mi sembra "abbastanza" attinente alla realtà odierna :P

Monday, June 16, 2008

Iniziamo a preoccuparci, chi ancora nn si è disconnesso...

Non sono i 2.500 militarini sbattuti a fare qualche ronda nelle grandi città (dato che rispetto a non so quante centinaia di migliaia di unità delle forze di polizia e carabinieri... un'altra deviante mossa mediatica a cui l'italietta ha già abboccato), davvero sono incredulo ripsetto a questo abietto affaire sulle intercettazioni. Non è puro travaglismo, anche se mai come questi giorni lo sto appoggiando, è che davvero qualcosa si è rotto nella coscienza civile e democratica nel nostro paese.

I dati reali parlano di al massimo 100.000 intercettazioni all'anno, da dividere non per unità ma per le decine che le persone tenute sotto controllo si beccano a svariati numeri di telefono. A livelli d'intelligenza non dico sublime, ma almeno bassamente e elementarmente aritmetica qual'è la mia, già questo dato farebbe capire dell'immane (pacatamente, serenamente) presa per il culo montata dal caro Silvio e dal quel verme che ci ritroviamo come ministro della ingiustiza: il dato si riduce al massimo a qualche decina di migliaia di persone, tra le quali, dato che nel nostro paese mi pare da un pò di tempo si stia combattendo una cosa che, sempre mi pare, si chiami criminalità organizzata, si possono annoverare migliaia di mafiosi, camorristi, collusi, amici di Previti, Previti, Cuffaro, Previti, e mi pare anche Previti... in pratica questa colossale bolla per cui tutta italia sarebbe controllata, e la criminale e sanguinaria setta dei giornalisti ne sarebbe assieme ai porci magistrati la prima colpevole, risulta essere l'ennesimo mezzo da basso paraculismo di Berlusconi & co.

Fin qui ci siamo: si sa che come nazione non siamo molto svegli rispetto al primo che si alza e ci dice che siamo sotto un rosso grande fratello da combattere, va bene che questi si fan neanche troppo al coperto gli emeriti affaracci loro demolendo qualsiasi possibilità di lotta all'illegalità (compreso il caso Cogne che i cerebrolesi portaportesi ancora ingoiano, o del calderone di merda ciellina sanitaria creato da quel bastardo, si, bastardo e mafioso, di Formigoni in Lombardia), e passi, sempre in un ottica da teatrino dell'inconcepibile e dell'assurdo, che si arrivi a metter in galera dei giornalisti (si arriva, si arriva) che PUBBLICANO DEGLI ATTI PUBBLICI CAZZO!!!!!!!!!!!!!!!, ma, io mi chiedo, domando e dico: l'opposizione?

Non ne posso davvero più, io ODIO Valter Veltroni, io odio il suo buonismo melenso e inutile, il suo fare politca non dico senza le palle, no, oramai nemeno rimase a far da riempi mutande un pezzo d'uretra (oddio, questa è un po' trucida). Dialogo su cosa? SULLE RIFORME? Quali? Se continuano a (mentre l'opposizione subisce coscientemente, e pure Napolitano checchè ne dica San Scalfari da Repubblica) smantellare l'idea stessa degli ordinamenti repubblicani impunemente, controllando in maniera del tutto autonoma il dibattito politico. Uno che abbia detto: intercettazioni? Nemmeno da mettere in discussione, intoccabili e utili A PRESCINDERE dal fatto che sia stato pubblicato che Emanuele di Savoia abbia propensione ai fondoschiena giuovincelli et cetera... no, QUESTI CANDIDATI ALLA DEMENZA -E ALL'IGNAVIA- UNIVERSALE (la Yourcenar ne ha una per tutto) inseguono il centrodestra sullo stesso campo... e al ribasso poi: è un problema, ma un po' meno grave di quel che dicono... COSA VUOL DIREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE??? Dí che questo decreto gli serve solo ed esclusivamente per salvarsi per la quarta, quinta, decima volta il culo, e fai ostruzionismo da Aventino dato che si sta dando una mazzata assurda all'idea stessa di democrazia. Il dialogo lo si fa per ben altre cose, l'azione politica somma maggioranza e opposizione, entrambe unite da una DIALETTICA costruttiva ma divisa da una linea che si chiama VALORE POLITICO DIFFERENTE... qui tutti van d'accordo su tutto e quasi con dolcezza, pacatamente, serenamente, concorrono a metterci un ulteriore cappio al collo.

Rispetto alle intercettazioni? Va da se che se mi pubblichi roba di minorenni, madri distrutte o cose simili sei deontologicamente una bestia, ma dato che i "personaggi pubblici" vivono nel pubblico, cos'hanno da nascondere: va bene far vedere le tette e le macchinone, ma non metter allo scoperto le condanne per mafia, prostituzione, o semplicemente sapere che mister X fa l'esatto opposto di quello che propugna? Mi fa molto piacere! Altro che liberalismo e diritti individuali, qua si passa al diritto all'impunità (ANCHE MORALE, ritornando a quel porco razzista di V.E. di Merdoia) del ricco, del potente. Privacy? Si, in nome della discrezione, non di una corrota classe politica e di potere che toglie al popolo un ultimo tentativo di capire chi stia dall'altra parte della scrivania o del televisore.

Non sarebbero principi sani? Sarebbe perciò libertario eliminare il principio della libera informazione? Che paese di coglioni che siamo, manco lo sport nazionale del pettegolezzo ci ha scatenato un minimo di spirito di autoconservazione, che schifo.

Friday, June 13, 2008

shaolin blog! yo!!

per festeggiare i 200 post di questo blog, traguardo abbastanza imprtante visto l'impegno che ci abbiamo messo fin dall'inizio, e per festeggiare me stesso che ho scritto il 200° post di questo blog, vi regalo un video giusto... largo alla chimica, largo all musica!


Tuesday, June 10, 2008

zuc zuc zuc 2

dopo la scoppola di ieri sera riprpondo il grande vittorio zucconi che ci spiega veramente quello che è succasso:

QUANDO avremo finito di smaltire la bava alla bocca per il gol fasullo di Van Nistelrooy (un altro alla Strapippo che campa principescamente grazie ai guardalinee con la cataratta come quello che gli ha convalidato il gol) e io avrò finito di chiedermi per l'ennesima volta quale colossale idiozia sia il trucchetto del fuorigioco che affida a un commesso di stoffe di Voghera o a un commercialista di Helsinki l'esito di una partita, proviamo a chiederci dove siano finiti i grandi difensori italiani, quei mostri alla Baresi, Bergomi, Scirea, Burgnich, Nesta, Facchetti, Picchi, Cannavaro, Maldini, che non ci facevano vincere le partite, ma almeno garantivano che non avremmo fatto la figura che abbiamo fatto contro i giovanotti di Van Basten e magari con un golletto andavamo in finale. Possiamo condannare il povero Donadoni con la sua capigliatura da imbottitura di crine per materassi, che ieri, all'esordio in un grande torneo di valore mondiale di fronte a una platea globale, ha chiaramente dimostrato di essere, come dicono gli inglesi "out of his depth", cioè in acque troppo profonde per lui. Ha messo insieme i tre centrocampisti arrostiti che hanno portato il Milan al quinto posto e in coppetta Uefa, facendo schifo tutto l'anno, in Europa come a San Siro. E infatti sono miseramente naufragati nella mediocrità di fronte ai freschi, giovani, aggressivi batavi. Diceva il commentatore della Espn americana: "Non capisco come abbia potuto scegliere un centrocampo che ha giocato tanto male per tutta la stagione". E invece io ho capito perché teneva tanto nascosta la formazione, avendo in testa un'idea tanto bislacca. Possiamo domandarci quanti di noi avrebbero atteso più di un'ora per accorgersi che Camoranesi era in una di quelle sempre più frequenti giornate nella quali viene voglia di mandare la Tordella con il mattarello per darglielo in testa e sostituirlo con chiunque, anche il Plin Plin del Piedino, che almeno due tiretti da diuretico li ha fatti, o Cassano, che ha inventato l'unico assist gol al gambadilegno Toni. Ma la questione rimane: dove sono i difensori che al prossimo Mondiale, lasciate perdere questo Euro, potranno evitarci gol come il terzo, dove in quattro sono stati a guardare Giovanni Van Comesichiamalui fare gol dopo che Buffon aveva fatto un numero da circo? I grandi vecchi, i Nesta, i Cannavaro, quelli che facevano sembrare bravi anche terzini ordinari, sono lessi, si rompono anche prima di giocare. Se l'Inter, che butta soldi su chiunque, deve far giocare Burdisso, il Milan rinnova il contratto a Matusaldini e ha tenuto dentro quei pensionati che formano la sua difesa, se la Juventus ha provato e riprovato LeGrottaglie rassegnandosi a far giocare Stendardo, se il Palermo di Barzagli ha preso 57 gol, il terzo peggiore totale della serie A, se ancora circolano reduci di Vittorio Veneto come Couto, Galante, Bucci o Ballotta, è perché il fiume dei soldi ormai si riserva sugli attaccanti, le mezze punte, i "fantasisti" e il cosidetto calcio spettacolo, quello che fa vendere i biglietti. E fa fare figure da cioccolatai come abbiamo fatto contro l'Olanda. I cavalieri di Vittorio Veneto avevano consumato l'ultimo pezzo di candela in Germania, dove avevamo preso due gol in tutto, uno su autogol di Zaccardo (altra colonna della difesa del Palermo) e l'altro su un rigore che non mi ha mai convinto, contro la Francia. I ronzini e i vecchi cavalloni da tiro di oggi, due in cinque minuti e tre in 45', e ci é pure andata bene. Grazie, arbitro, che ci hai messo di fronte alla realtà e con le tue sciocchezze ci ha detto che dobbiamo ricominciare dalla difesa. Un'altra. Ora dovremo vincerne due di fila, e fare cassette di gol senza prenderne molti. Vai avanti te che a me vien da ridere. LE PAGELLE DEL TIFOSO INCOMPETENTE Buffon: 7. Come sarebbe a dire ne ha presi tre? Soltanto? Con quella difesa? Non è possibile, non ci credo. Panucci: s. v. (senza valore). Dopo qualche minuto, anche lui non ci ha capito più una mazza. Davanti, indietro, in mezzo, lo marco, non lo marco, crossa non crossa. Mica era la Roma di Spalletti, questa, 'a Panu'. Grosso: 4. Si era messo in testa di rifare il numero di Dortmund, infilando angoli impossibili, ma la lotteria si vince al massimo una sola volta nella vita. Paaaaassaaaa la paaaalla, ciulanda. Materazzi: 6. Almeno non gli sono saltati in nervi e non si è messo a piangere. Sta diventando adulto. Sufficienza in condotta. Barzagli: 3. Fuori categoria, come si diceva una volta dei cavalli da corsa a vendere che cercavano di correre nei Gran Premi. Sta ancora cercando dove sia finito Giovanni Van Comesichiamalui sul terzo gol. (Aiutino: sta dietro le tue spalle, girati che forse lo vedi) Zambrotta: 5. Corre, corre, core, corre, ma 'ndo cori? Gattuso: 5. Anche i pastori tedeschi (nel senso dei nobili animali) di miglior sangue invecchiano. Il mio è diventato sordo come uno zoccolo. Lui comincia a mordersi la coda. Se non sta attento, finirà per espellersi da solo. Ambrosini: 6. Se non avesse quelle gambe rigide e imbastite da quattrocentista scoppiato sull'ultimo rettilineo, sarebbe un grande. Ma non lo è. Però rema e ravana come un disperato. Pirlo: 4. Gioca come ha giocato tutto il Campionato e la Coppa. Cioè male. Normale. Esce cantando "addò sta Kakà, 'a bellezza mia". Sta in Brasile. Del Plin Plin. 5. Ha fatto più di quanto mi aspetti da lui in Nazionale, cioè un tiretto sprecato per la presunzione di infilare l'angolo col giro, uno sul portiere e un paio di capitomboli contro quei brutti bambini cattivi vestiti da grattachecca all'arancia coi coloranti artificiali, niente che potesse cambiare il disastro. Ora lo vedremo a furor di popolo contro i Rumeni che sono anche più brutti e cattivi. Cassano: 7. Quel lancio perfetto a Toni avrebbe ancora potuto fare un miracolo, perché la difesa batava era alla canna del gas e c'era ancora tempo. Dovrebbe giocare sempre. Di Natale: 5. Era rimasto alla Vigilia e ora passerà direttamente a Santo Stefano. Toni: 5. Gli avrei dato un sei di campanilismo modenese, anche se ha buttato via tante belle palle e ha mancato un assist cotto e servito a Di Vigilia di Natale, se non avesse mostrato tutti i suoi limiti di gambonaggine e di tocco da cassetta di frutta nell'occasione più luminosa della partita. Non è sempre Oktoberfest, mein lieber Herr. Bentornato alla realtà. Camoranesi: 2. Il mattarello, per favore, il mattarello, inseguitelo col mattarello. Donadoni: 1. Se non avesse fatto entrare Cassano gli avrei dato 0. Lasciar fuori tutto il miglior centrocampo italiano della stagione, quello della Roma, è da bocciatura al primo corso per allenatori da dilettanti o da telefonata di Galliani. E lasciare poco protetta una difesa così, con il 4-3-3, è da galletti testoni. Telefoni a papà Sacchi, il suo maestro, e s'informi: il genio del "calzio" e delle "ripartenze" arrivò alla finale mondiale montando catenacci da segrete medioevali, altro che balle di Fusignano e spettacolo. La terna arbitrale: 10+. Massimo dei voti, perché almeno servirà a far tacere quei coglioni che vorrebbero importare gli arbitri stranieri per la serie A. Uno dei peggiori arbitraggi che abbia mai visto, compreso un fuorigioco fischiato a un olandese tutto solo che era partito dieci metri dietro Barzagli. Tifosi: 3-. Come al solito, come negli Usa, in Francia, in Olanda, in Germania, dopo tutte le smandolinate a mamma luntana, pizza, maseghepensu, o me bela Madunina e cupolone, i nostri valorosi connazionali all'estero si fanno sempre battere dai tifosi delle altre nazionali e preferiscono guardarsela in trattoria. Gli arancini erano il triplo dei celestini. Ma scommetto che il solito pezzo di colore con la lacrimuccia sull'emigrante panna e cioccolata la Rai non ve lo ha risparmiato. Andate allo stadio, invece di menarcela con la pizza, il paesello, la busecca e il gelato.

Monday, June 09, 2008

ZUC ZUC ZUC - LA TEMPESTA PERFETTA



sottoscrivo in pieno quanto scritto dal mio caro compagno ma per ragioni di tempo non posso dilungarmi in ulteriori masturbazioni. mi limito a postare un articolo di quello che per me è il guru dei giornalisti insieme a michele serra, vittorio zucconi.


SPERIAMO NEL PEGGIO
Per ragioni a questo incompetente ma accanito tifoso del tutto incomprensibili, ascolto e leggo qualche sciagurato dire che l'Italia, la squadra composta dai giocatori che non hanno vinto il campionato indeboliti dalla presenza di Materazzi che ha cercato di farlo perdere anche agli stranieri Inter segando in due il parmigiano Budan lanciato verso la porta, sarebbe la favorita nel Torneo Estivo Stelle Alpine, l'europeo giocato fra le valli del buon latte, delle pastorelle, dei canederli, del Toblerone e delle cassette di sicurezza per i tiranni del terzo mondo che vi custodiscono gli aiuti finanziari internazionali rubati ai loro poveri sudditi. Essendo notoriamente scarsissima la capacità di personaggi come Gattuso o Buffon o Cassano di lanciare quelle urla spezzate in falsetto chiamate "yodel", di eseguire correttamente i concerti per pianoforte di Mozart o di darsi schiaffi ritmici sulle chiappe coperte da "lederhosen", quegli eleganti bermuda di cuoio che tanto piacciono al valligiano, ed avendo escluso dalla formazione la sola persona che avrebbe potuto fare bene tra le valli Alpine, vale a dire Dietlinde Lilli Gruber, lunica che avrebbe fatto la sua figura in pettorina a fiori e giacca di panna "dirndl", nutro profonda sfiducia nelle nostre possibilità di vittoria finale. Bragone di cuoio, loden, conti numerati (quelli forse ce li hanno) e "dirndl" a parte, una nazionale italiana di calcio deve, per avere qualche remota possibilità di vincere nonostante una difesa che quest'anno mi pare un po' confusa, arrivare ai tornei internazionali a pezzi. Deve essere squassata da scandali sismici, come appunto nella Spagna del 1980 o nella Germania del 2006, straziata da odi e risse interne, accompagnata da avvisi di garanzia, dalla esecrazione e dalla sfiducia di noi tifosi e guidata, possibilmente, dal suo miglior giocatore con gli arti tenuti assieme dal fil di ferro e quasi incapace di correre, come il Totti due anni or sono. Qui invece regna un'aria da gita scolastica di fine anno, un clima da bambini buoni, da festa dei boy scouts, da pierini per bene che non promette nulla di buono al tifoso non soltanto scaramentico, ma avvertito da esperienze precedenti. Dunque il mio pronostico è profondamente pessimista, attenuato soltanto dalla speranza che l'Olanda, sicuramente la meno pericolosa delle tre che ci hanno messo contro, ci metta nei guai alla prima partita, "sovvertendo i pronostici" come dicono i sovversivi, possibilmente grazie a "clamorose sviste arbitrali da rivedere", pali, rigori, espulsioni, per creare quel clima da melodramma, da "c'hanno arrubato la partita", da apocalisse subito, da "ve l'avevo detto io che Donadoni era un pirla" o "bisognava portare Quagliarella", che permette alle nazionali italiane di calcio e all'Italia in generale di sperare. Soprattutto se nel mitico spogliatoio si forma quella nebbia di "noi contro tutti" che Lippi seppe sfruttare così bene. Purtroppo, questa volta non sento i ragli dei somari che due anni or sono, specialmente nell'operoso Nord, invitavano a fare il tifo per il Ghana o comunque contro quei farabutti, corrotti, ladri di polli e di scudetti in maglia celeste, che tanto bene fece alla squadra. Una rappresentativa nazionale di calcio rappresenta infatti, come il nome dice, il temperamento della Nazione, è il suo distillato in mutande e scarpe bullonate. Per scuotersi, per fare le cose che avrebbe dovuto fare subito o da tempo, ma che sono state rimandate per decenni, rinviate a "dopo le feste", a quando sono passate le coliche al pupo, a lunedì, a quando proprio non se potrà fare a meno, la situazione deve essere catastrofica, le truppe teutoniche devono dilagare nella pianura dopo avere sfondato le linee a Caporetto, i conti dello Stato devono essere sprofondati nel Mar Rosso e un paio di centinaia di onorevole deputati devono essere incriminati per avere commesso reati vari, come nel 1994. Un'Italia nella quale ancora si ha la sfrontatezza di definire "emergenza" una situazione dei rifiuti a Napoli che dura da 14 anni e sarebbe quindi il caso di definire semmai "normalità", i problemi non si affrontano e non si risolvono se non quando diventano mostruosi e irrisolvibili. Noi siamo un popolo, e dunque una nazionale, non di costruttori, ma di ricostruttori. Se non vediamo le rovine, se non crolla il tetto, se no si allaga il paesetto, se non si arriva alla quarta settimana con il borsellino vuoto, se non c'è il rischio che la nuova santa furia bonificatrice dei governanti ccci tolga la signora filippina o rumena che ci permette di ignorare la nonna che se la fa addosso, non si muove un dito. Dovessimo, per disgrazia, sconfiggere la modesta Olanda, i trombettieri dell'esaltazione, le chiarine della piaggeria soprattutto televisiva, comincerebbero a soffiare un concerto dell'incoronazione da corti Borboniche e ci predisporrebbero a una solenne trombatura con i Rumeni, che hanno varie e serie motivazione per far vedere agli Italiani che sono stufi di essere trattati come stupratori e borsaioli da italiani che in fatto di stupri e scippi e altre forme di crimine potrebbero mettere in campo ottime rappresentative. E infine ci metteremme tra i piedi della solita, angosciosa, strozzafiato finalina "vinci o muori" contro l'odiosa Francia che si sente ancora derubata del titolo Mondiale. E' vero che fa ancora giocare un Thuram che a 36 anni e mezzo sarebbe troppo anziano persino per la difesa del Milan, ma che trova sempre il modo di inguaiarci. Dunque, escludendo nella maniera più categorica che l'Italia possa vincere il Titolo Europeo, a meno che Donadoni si decida a far giocare il mio adorato "bambino cattivo" Cassano che ha nei piedi il genio del calcio, spero in un singhiozzante inizio, in una "prova deludente", al massimo in un pareggino strapelato ottenuto su punizione deviata, affinché gli Azzurri - ormai ci siamo arresi - possano mostrare in seguito il peggio di sè, cioè il nostro meglio.



aggiungo inoltre due foto che esplica quello che mi sono trovato a fare per evitare che l'acqua piovuta in mezz'ora dal cielo allagasse completamente la mia povera casa...

Friday, June 06, 2008

Farisei del cazzo!!!

Il titolo trasuda volgarità e violenza, però non trovo altre parole. Andiamo oltre all'ipocrisia democristiana, la vigliacca antiumanità della chiesa, oltre il buon gusto e un presunto buon costume.
Qua si tratta dei rigurgiti ignoranti di una schifosissima borghesia nordista (i timorati dei dio e delle tasse di una certa canzone dei Modena che dice tanto, sta qua sotto) che va a puttane ma le vuole fuori dalle bale, riempie il sud di rifiuti chimici e poi rifiuta di aiutare una zona che (al di la del fatto che per me andrebbe militarizzata) è un problema nazionale, di una politica che per coprire un paese che sta andando, lui, davvero, a puttane (senza contiguità tematica alcuna!!!) s'inventa reati da mal di pancia; è che oramai siamo alla frutta, si colpevolizzano le vittime, si colpevolizzano i morti di fame, l'unico popolo al mondo che non ha mai dichiarato GUERRA A NESSUNO, per aizzare un'Italia imbecille e ignava che si sta facendo coprire gli occhi come mai non era accaduto da 70 anni a questa parte.
Prostitute vergognose, pericolose? Quelle poveracce sbattute sulle strade, violentate, messe nude su una tangenziale a 16 anni? Forse danno troppo fastidio a vedersi?
Caro Charlie sottoscrivo, LIBERTà, se una donna o un uomo voglion vendere il proprio corpo che lo facciano, vorrei che le retate contro gli schiavisti, i mercanti di corpi simili alle figlie di un certo popolino dell'IVA evasa, provo disgusto per Viale Elmas bloccata dagli automobilisti che rallentano a guardarsi lubrichi le ultime ragazzine polacche schiaffate a battere, quello mi fa schifo!!!
Assurdo che ci siano elettori che ancora votano gentaglia come Maroni, non è pensabile, ma vi pare che mi debba trovare d'accordo con Piasanu, che fortunatamente ha definito il tutto ABERRANTE... quest'utlima uscita dimostra come un'italietta borghesuccia ipocrita, puttaniera e, appunto, farisea, sia davvero ineliminabile. Perdonate la scarsa chiarezza, è che già mi si rivoltava lo stomaco e il caro compagno mi ha dato l'imput per rimettere almeno un pò di bile.


E' cominciato il silenzio ai bordi della Milano da bere
tra i padri di famiglia coi loro BOT e le loro Mercedes
timorati di Dio e delle tasse, elettori di Craxi e dei suoi
spaventati di perdere tutto se qualcuno li avesse sorpresi
E' continuato a Pontida in un grido di rabbia e paura
di geometri con lo spadone, di dentisti con l'armatura
decisi a difendere il Patrol e la villetta sulla tangenziale
le nigeriane sui viali e la loro evasione fiscale

Hey-oh stanno arrivando armati di spranghe e luoghi comuni
non lasceranno che niente cambi, c'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh attento alle spalle a dove e con chi vai in giro la sera
a quello che dici ai sogni che fai
c'è un giro di vite in arrivo

E adesso è come un'onda, un'onda nera e appiccicosa
che cola dalle TV e dai settimanali rosa
che uccide i nostri pensieri, che ci droga di calcio e sesso
e intanto chi tira le fila insabbia e corrompe e non ha mai smesso
E quindi devi decidere cos'hai intenzione di fare
rimanere in riva al Lough Derg a vedere le fate danzare
oppure seguirmi a Carlow e andare incontro al nostro destino
una guerra che non si può vincere e una stella a guidare il cammino

Hey-oh fai la tua scelta,
c'è già chi è partito e chi ha rinunciato
che la fortuna sia con tutti loro,
c'è un giro di vite in arrivo
Eh-oh la resa dei conti,
se hai delle carte giocale e spera
ma stai attento, il gioco è truccato,
c'è un giro di vite in arrivo
La resa dei conti è in arrivo


...e direi che come chiusura va più che bene

quant'è bocca e culo? da uno a cinque anni.

spero proprio che qualcuno dei miei compagni di blog e sbronze e discussioni e litigi e sintonie di vedute e anche conterranei, insomma quei 3 elementi che mi porto dietro da ormai svariati anni abbia qualcosa da ridire a proposito di quello che sto per scrivere... se anche la mia sparata sugli aborigeni amazzonici non ha avuto più seguito di qualche misero commento al post, e non una serie di interventi come avrei sperato, la situazione è davvero noiosa...
in breve: il ministro maroni dice che le prostitute sono un pericolo per l'italia. vanno allontanate.
mmmhh... dunque... le prostitute, quindi quelle donne che stanno in strada... si, si, le strappone... ok dunque le battone sono... sono un pericolo... sono in pericolo? be quello sempre, no no, ha detto proprio sono un pericolo... un pericolo, ma per chi? a me non hanno mai fatto nulla di male... magari se passi lento lungo la strada fanno dei cenni, ma non credo possano dirsi cenni minacciosi, anzi... ma poi chi ci passa vicino, chi sarebbe, diciamo, a portata di una puttana? allora... magari non sono decorose, si certo... quello no... ma perchè? perchè alcune sono brutte? beh punirle tutte perchè alcune sono brutte... mica è colpa loro... loro magari neanche vorrebbero farsi vedere così ignude... almeno un po' di pudore ce l'avranno, povere donne... mmmhh... pudore... magari è una questione di pudore... vabbè ma tante cose sono poco decorose al mondo... cagare per esempio, masturbarsi... mmmhh che altro... mettersi le dita nel naso di sicuro non è carino... no... si in effetti tutte queste cose vengono fatte di nascosto in genere... non sarebbe da fare, diciamo, ma che ci vuoi fare? è l'umana natura, lo fanno tutti... una pippa ogni tanto, che male fa? basta che non ti veda nessuno... mmmhh... allora... forse è questo il punto: se ti vedono non va bene, se nessuno ti vede... tutti fanno finta che non succeda nulla... tanto lo fanno anche loro... aaahh!! ho capito!! si! dev'essere così: non è che le mignotte non vadano bene, è che se ne stanno in strada dove deturpano il paesaggio!! la gente le vede e dice alla moglie "povere donne, sfruttate, schiave, chissà quei porci che ci vanno...", eppoi pensano "cazzo quella bionda era proprio fregna... dunque, via togliatti quinto semafono, dopo il mercato civico..." si mi sa che è proprio una questione di pudore: se uno non le vede, non ci pensa e non ha lo stimolo di andarci! l'occasione fa l'uomo ladro, si sa... o forse lo stimolo ce l'ha comunque, perchè tanto sa dove andare a trovarle, anche se lo fanno in casa... allora com'è possibile? questa cosa mi suona un po' come ciò che fu detto da non mi ricordo quale esponente di quale attuale partito riconducibile alla democrazia cristiana (un po' tutti, ma questo era uno molto riconducibile...) quando quel parlamentare cattolico venne trovato in casa con due troioni e della cocaina: usiamo i soldi dei contribuenti per pagare il trasferimento della famiglia a roma, così il quando gatto sta a casa il topo non può ballare... ma dio solo sa quanto vorrebbe farlo, delle volte!
secondo me tutta questa storia è un po' una bella manovra che serve più per compiacere i preti che passando lungo le strade non possono, non possono davvero fermarsi a farselo succhiare un po', piuttosto che a eliminare il problema della prostituzione e dei possibili pericoli in cui possono incorrere gli onesti cittadni italiani...

io credo che l'unico pericolo, nel mondo della prostituzione, sia quello che corrono le prostitute di essere ridotte in schiavitù, picchiate e violentate dai pappa... o forse anche quello di rimanere incinte di uomini che non hanno mai visto prima... o magari quello di essere rapite, torturate e uccise da avventori maniaci... ah, poi anche quello di contrarre malattie dai clienti... a pensarci bene c'è anche quello di subire violenze psicologiche inimmaginabili, di perdere la fiducia nel prossimo e la capacità di godere di un sereno rapporto affettivo con un eventuale partner... non sono mai stato una prostituta, non ho mai parlato con una di loro, non so molto della prostituzione, ma so che, da essere umano, non sopporterei di essere arrestato, umiliato e giudicato per essere stato costretto con la violenza a commettere un crimine inesistente in cui gli unici a trarre vantaggio sono coloro che mi arrestano per averlo commesso.

tanto per mettere le cose in chiaro. io non sono contro la prostituzione. io sono contro la schiavitù. non giudico immorale lo scambio di sesso e denaro. ognuno è libero di vendere o meno il proprio corpo, e ognuno è libero di comprare quello che non può avere in altro modo (e non parlo di sesso, ma di un certo tipo di sesso). ma nella frase "ognuno è libero di farlo" le parole è libero non sono un accessorio. ognuno è libero proprio perchè è libero. non voglio obbligare nessuno a non farlo come non voglio obbligare nessuno a farlo. non l'ho mai fatto pur avendne avuto l'occasione, e capiterà di sicuro che l'occasione l'avrò altre volte. non posso dice quale sarà il mio comportamento, quello che so è che mai trarrò, per mia consapevole scelta, vantaggio da una situazione di schiavitù e di tortura.

Saturday, May 31, 2008

Memento #1

Nuova piccola rubrica, dedicata a un'umanità che sempre più tende a dimenticarsi della sua stessa storia.

"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola."
- Giovanni Falcone

Friday, May 30, 2008

il napalm spiegato agli indigeni della foresta amazzonica

"ah cazzo è vero ho anche un blog con quegli sfigati"... si il mio cervello non è il massimo di politeness, ma ancora funziona a quanto pare... mi accorgo così di un paio di cose abbastanza importanti: la prima è che trogu è evidentemente una capra. non mi si fraintenda, non è che non abbia capacità intellettive degne di un essere umano, anzi di uno di quelli abbastanza colti e intelligenti. il punto è che ha evidentemente gli zoccoli. è un ungulato. come le capre e i cavalli e i maiali. altrimenti non si spiega la sua capacità più che straordinaria di inanellare errori su errori anche nelle frasi più semplici. dato per scontato che non abbia le dita del diametro di 10 m ogniuna (cosa che con la quantità di alcool che quotidianamente trangugia in catalogna, unita al fatto che non lo vedo da 2 mesi, sarebbe perfino plausibile) bisogna dunque dedurre che trogu è inequivocabilmente ed inappellabilmente una capra.
oh. cioddetto, passiamo alla seconda considerazione: nel mese di maggio sono stati postati solo 7 interventi, così pochi da costituire il record annuale del 2008 per scarsità di interventi. ciò non è ammissibile nel mese che ha visto il compimento dei miei 22 anni e il mio trionfale ingresso nel 23esimo anno di età. ora che il conto dei post è salito a 8 potrei anche smettere di scrivere e dedicarmi ad attività più costruttive.





ma approfitto dell'occasione per segnalare la scoperta di una tribù di selvaggi nel profondo della foresta amazzonica. in altri momenti più accomodanti avrei speso parole di amore ed elogio per questi uomini e donne (non so quanto uomini e quanto scimmie a dir la verità) che sembrano essersi fermati all'età della pietra. uno dei primi ensieri che ho avuto stamattina, invece, è stato questo: si dovrebbe approfittare dell'occasione fornita dal totale isolamento di questo pugno di esseri umani per poter scatenare contro di loro un inferno in piena regola e massacrarli senza alcuna pietà. mi spiego: il mondo civilizzato, oppresso dai media, in cui tutto è pubblico, ci fornisce una dettagliata conoscenza delle tecniche di morte che gli uomini hanno messo a punto nel corso della storia. loro queste tecniche le ignorano. loro ignorato tutto ciò che non si trovi entro il raggio di 2 km dalle loro povere ma dignitose baracche. ogni abitante di una qualsiasi parte del mondo, anche la più sfigata cittadina, paese, villaggio, capanna africana sa, bene o male, cosa è un aereo, ne ha avuto in qualche modo esperienza, anche da lontano o per sentito dire. se una qualsiasi persona del mondo sente arrivare degli aerei sa che quelli sono aerei, e se sente esplosioni e fuoco e morte dopo aver sentito gli aerei saprà che quello è un bombardamento, e che sull'aereo c'è qualcuno che vuole la sua morte e la distruzione del posto in cui vive, seppur per ragioni a lui ignote. ora proviamo a immaginare un individuo che nella sua vita abbia avuto a che fare al massimo con altre 20 o 30 mezze scimmie come lui, armate di bastoni e scudi di frattaglie. proviamo a immaignare il suo terrore nel sentire il rombo sempre più vicino di un tuono metallico in pieno sole. e poi immaginiamo le fiamme dell'inferno che divorano improvvisamente lui, la sua famiglia, le sue capanne, il bosco che lo ha finora protetto e sfamato, e tutto il suo mondo.
sarebbe senza dubbio la rappresentazione di dio nella sua forma più malvagia. l'occasione per far vivere a qualcuno un'esperienza pura e assoluta. inscenare la morte stessa, l'inferno, la malvagità fine a se stessa. riflettiamoci.

Monday, May 26, 2008

CARISSIMI NON AVENDO NULLA DA FARE MI SOVVENNE PROPOSTA RILEGGENDO I POST DEL PRIMO PERIODO... in primis direi che ci si deve impegnare a metter almeno una volta alla settimana qualcosa di insensato come ai vecchi tempi (per intenderci, la funzione del turibolo nei porno ecclesiastici, o giù di li) per colorare un pó (cambiamo il fondo verde biancoooo? mi sembra la bandiera di quartu!!!!!!!) e poi qualora volessimo incrementare pubblicizzazione by volantinaggio della serie (ovviamente tra sett e ott) dopo una sana imbriaghera al merlo buttare nel girdino moooolti mini foglietti con nostro indirizzo, sarebbe un inutile vaneggio ma almeno si ringrana... okkei, non avevo un cazzo da fare, però skifo skifo nn mi fa... attendonsi insulti smerdate o simili... bye bye

Wednesday, May 21, 2008

il nuovo che avanza...

...anche se ben saprei io dove avanzare in cotal nuovo... e non è cosa nuova, credetemi, anzi, se così si può dire, old fashioned...

Friday, May 09, 2008

Fondazione Poieo

Qui è dove sto lavorando, ormai da quasi un anno. Guardatevi il video, è abbastanza esplicativo di ciò che facciamo.

Per qualsiasi informazione visitate il sito web www.fondazionepoieo.it o scrivete a info@fondazionepoieo.it

Italiani, popolo di poeti, eroi e revisionisti

Bell'articolo di oggi di Giorgio Bocca. Visto il titolo di questo blog è più che idoneo.

Dove eravate? Dove eravate di persona o con la memoria, quando il nostro Paese venne occupato dai nazisti? Dove eravate voi che ogni giorno volete revisionare quei venti mesi di guerra partigiana, e che, con il nostro attuale capo del Governo, vi chiedete ancora cosa volessero, che cosa pensassero gli italiani che seguirono Mussolini nella sua Repubblica lacustre e socialista alla maniera del primo fascismo?
Il ritorno del fascismo, il rimpianto del fascismo, il rifiuto e la freddezza verso la Resistenza di una parte degli italiani, sono tra i fenomeni più misteriosi di questo nostro misterioso Paese. Dove eravate? Che memoria avete di quegli anni cruciali, in cui l'Italia venne rifondata e restituita alla democrazia? Punto prima: quale Italia ci sarebbe se avessero vinto i "ragazzi di Salò" e i loro figli e nipoti? Starebbe in un protettorato nazista. Mentre durava la guerra l'Alto Adige e parte del Trentino erano già annessi al Tirolo, e parte del Friuli era già agli ordini del Gauleiter della Carinzia, e l'Adriatiches Kusterland, cioè la Venezia Giulia e parte del Veneto, alle dirette dipendenze del Terzo Reich.
Che cosa pensavano di noi italiani i capi nazisti, come Hitler, come Goebbels? Hitle fino al giorno della sua morte pesò che gli italiani erano infidi e imbelli, rifiutò sempre l'idea che i "ragazzi di Salò" fossero degli alleati affidabili, e Goebbels commentò la caduta di Mussolini dicendo: "Ora gli italiani torneranno a essere un popolo di zingari e camerieri".
C'è un'altra piccola cosa che i nuovi fascisti dovrebbero ricordare. La democrazia italiana, di cui i sempre fascisti apprezzano le comoditù e le poltrone, fu ricostruita dalla Resistenza. Alla caduta del fascismo il Partito comunista era ridotto a poche centinaia di iscritti, il Liberale a pochi notabili, il Socialista alle sue memorie, fu la guerra partigiana a ricreare le strutture portanti dei partiti nazionali, a rimettere in piedi i sindacati.
Sorprende la nostalgia per i combattentismo di Salò, per l'esercito dei gladi al posto delle stellette, che fu un esercito diretto dai tedeschi, e di alcune compagnie di ventura come la X Mas, più occupata a impiccare i partigiani che a combattere gli Alleati.
Misteriosa specie, l'italiana. Italo Pietra scrisse nel '45 un articolo intitolato "Gli italiani amano rompere i loro giocattoli", per dire che gli piace fare a pezzi il meglio della loro storia. Non è di una revisione che ha bisogno la nostra Resistenza, ma di un minimo rispetto.

- Giorgio Bocca

Fonte: Il Venerdì di Repubblica del 9/05/2008

Thursday, May 08, 2008

Onore alle armi.. e alla frangetta

La Moratti ritira le deleghe di Assessore alla Cultura a Vittorio Sgarbi.
Mancanza di rispetto per la Giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini rappresentati nel suo ruolo di Assessore e quindi rottura del rapporto di fiducia con il Sindaco e con i colleghi Assessori. Sono queste le ragioni per le quali il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha ritirato oggi le deleghe di Assessore alla Cultura conferite a Vittorio Sgarbi.

Vogliamo dire no a cotanto livello di barbarie antidemocratica ad un fulgido esempio di passione e fervore celato da una timidezza e una tranquillità proverbiale. L'uomo politico a cui ogni madre affiderebbe la propria figlia, come si può agire in questo modo, come si può,come si può??? Lui, esempio rilucente di correttezza, modestia e rispetto nei confronti delle idee altrui. Unitevi al messaggio di solidarietà!!!! Ditemi voi come si può punirlo, come???


...qui il nostro eroe fornisce serene pillole di saggezza durante un aulico e trascendente momento di grande televisione:





... e per concludere un pezzo di storia in cui il fulgido rilucente da sfoggio di tutta la sua correttezza e self control di fronte a degli ignorantissimi attacchi che tentavan di vilipender la sua persona intonsa e candida, il tutto sotto lo sguardo attonisto dell'embrione ipertrofico di un pezzo di sterco di Giuliano Ferrara

Sunday, May 04, 2008

I LOVE THE EIGHTIES! n° 9

.
...e me la ricordo, ma quando e dove l'abbiam sentita? Mmmmmm.... Alphaville comunque

Saturday, May 03, 2008

una riflessione di charlie

quello che si potrebbe pensre, o meglio quello che la maggiorparte della gente pensa è che siccome il nostro modello ci ha portato ricchezza dev'essere un modello di cui sia ben auspicabile la diffusione... abbiamo palazzi alti e lucenti, grandi viali con belle fontane, banche colme di denaro, divertimenti sempre nuovi, robot e piccoli alleati artificiali che strizzano l'occhio a un futuro sempre più simile a un uovo di pasqua.
quello che va tenuto presente, invece, è che nessun cambiamento è possibile senza che nel processo di trasmutazione si perda qualcosa. la fisica insegna che tutto si trasforma. quello che eri non sei più, e parte di quello che eri non è più.
ecco come, volendo essere audaci nel tornare da ciò con cui eravamo partiti, la scalata dell'uomo verso il cielo significa anche distogliere lo sguardo da tutto quel mondo che il cielo lo vede solo attraverso radi varchi della volta arborea, ma che proprio per questo ha la possibilità di concentrarsi su aspetti del mondo e della vita che noi abbiamo da tempo disimparato a vedere.
e il bello, nello spiegare le ali per volare sempre più in alto, è ricordare che c'è anche chi è nato per scavare e per nuotare.

Tuesday, April 29, 2008

V-Day numero...ENNE

Tanto per metter carne al fuoco (Alemanno... aiuto... dio...) ecco un articolo sfornato da un dottorando in storia che mi pare possa essere particolarmente stimolante... premesso che Grillo mi pare tutto fuorché un ingenuo... ecco qui:

Andiamo subito al dunque: Beppe Grillo è un uno smargiasso narcisista talmente egotico, ottuso e tronfio da non rendersi minimamente conto della funzione che sta svolgendo all’interno del sistema italiano per conto di terzi. Parlo ovviamente della migliore delle ipotesi. Il nuovo Beppe Grillo, dal blog al V-day, è un personaggio ideato e scritto dalla Società “Casaleggio Associati” di Milano, che si occupa di “consulenza strategica di rete” e di “economia digitale”. Contattato da Giancarlo Casaleggio nel 2004, Grillo decide di accettare l’offerta e di sposare il copione proposto, vale a dire la causa della “Rete” contro la tradizione politica italiana, legata a stampa e televisioni. Fatto sta: nel 2005 viene aperto il blog del nuovo Grillo, subito lanciato in nazionale dal giornale della Confindustria “Il Sole - 24 ore”, che lo onora del Primo premio “WWW'. Gli introiti non sono pochi. Nella dichiarazione dei redditi 2006 Beppe Grillo segnala 70.000 euro ricevuti dalla Casaleggio in oltre 4.000.000 (quattro milioni) di euro complessivi dichiarati. «Da quando è partito il blog, è stato un successo crescente» dichiara l’agente Giancarlo Casaleggio a “Panorama”. Dello stesso avviso il regista Dino Risi: «Un percorso interessante. La cosa che gli è riuscita meglio è la sua svolta antipolitica: è più attore oggi che fa politica di quando tentava di far l’attore. Credo guadagni un sacco di soldi, adesso. Attenzione, però: non c’è niente di Grillo nel personaggio che interpreta. Ha intuito che dire le cose da bar è un’attività redditizia». Fin qui niente di male, o meglio: poco. Andiamo ad approfondire la natura della Società Casaleggio. Da un’indagne di Marcello Pamio, di Disinformazione.it: «Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati, è necessario dire due parole sulla Webegg Spa. Trattasi di un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllato per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Il 15 gennaio 2001, Enrico Sasoon entra nel consiglio di amministrazione di Webegg (di cui fa parte Maurizio Benzi, marketing di Webegg e organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano). Poi cosa succede? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro (il restante 30,2% è posseduto da Finsiel (79,5% Telecom Italia)). Value Partners, per la cronaca, è la più grande società di consulenza strategica italiana. Nel gennaio 2004, quindi dopo pochi mesi, vien fondata la Casaleggio Associati: passo molto interessante poiché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa all'interno di una società della Telecom Italia, oggetto di violenti attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese. Sembra che Beppe Grillo stia portando avanti una campagna per prendersi (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia. Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all'assemblea generale della società. Ecco perché dal blog il comico ha chiesto ufficialmente una 'shareaction' ('fatemi godere' dice nel suo appello): “inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione”. “Fatemi godere! Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (...) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite!”. Bene, la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della società più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa?». Quel che risulta, chiaramente, è la volontà da parte della società “Casaleggio Associati” (e dei suoi partners finanziari) di costituirsi come gruppo egemonico delle nuove comunicazioni legate al Web. Piccola parentesi: da notare come lo stesso Antonio Di Pietro, unico uomo politico stimato (e di fatto invitato a votare) da Grillo, abbia strettissimi contatti con la “Casaleggio Associati”, che è la società che gestisce la sua comunicazione digitale. Non è da sottovalutare il successo elettorale di Di Pietro alle ultime elezioni politiche, così come l’interesse bipartisan (da Veltroni a Fini) per il movimento “L’Italia dei valori'. Cito da un articolo di Elio Veltri: «accanto al partito Italia dei Valori, opera un'Associazione costituita davanti al notaio (e anche questo si sapeva) che ha caratteristiche e poteri unici almeno in Europa (e questa è la scoperta recente). Infatti nello Statuto datato 2004 c'è scritto: “L'associazione è costituita da Di Pietro Presidente, da Silvana Mura Tesoriera e dall'avvocato Susanna Mazzoleni moglie di Di Pietro; Nel consiglio dell'Associazione si può entrare solo con il consenso del Presidente davanti al notaio; Il finanziamento pubblico che lo Stato dà all'Italia dei Valori va all'Associazione e non al partito che si finanzia con i soldi degli iscritti; La Presidenza del partito è del Presidente dell'associazione, cioè di Di Pietro a meno che egli non vi rinunci; La Tesoreria del partito è della tesoriera dell'associazione e cioè della Mura. Quindi, Camera e Senato distribuiscono il finanziamento pubblico convinti di darlo al partito ma li danno ad un'Associazione privata impenetrabile. Di Pietro rimane Presidente a vita del partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita. Come esempio della riforma della politica non è male ed è anche un caso più unico che raro.» Quello che ipotizzo è la costituzione, silenziosa, di un nuovo nucleo di interessi finanziari e politici legati alla new-economy, alla destrutturazione della Prima repubblica e alla creazione di una nuova “opinione pubblica”, cybernetica, emotiva e facilmente manovrabile. Ora analizziamo qualche aspetto dell’attore ingaggiato dalla Società “Casaleggio Associati”: Beppe Grillo. Figlio di un ricco industriale genovese, amante della bella vita, donne, macchine d’alta cilindrata, soldi e affari, tutti lo ricordano per la spavalderia, per il profondo cinismo e disinteresse politico, per la tirchieria patologica e per il modo in cui, da giovane, fece la corte a diversi partiti e giornalisti pur di elemosinare qualche agevolazione o spinta. Indagato nel 1984 per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale causato dalla sua spericolatezza automobilistica che costò la vita a due coniugi e ad un bambino, non esitò a nominare come suo avvocato l’onorevole Alfredo Biondi (oggi parlamentare di Forza Italia) che nonostante il prestigio non riuscì ad evitargli una condanna nel 1988 a un anno e quattro mesi di reclusione, per altro mai effettivamente scontati. Padrone di un’agenzia immobiliare, si ricorda anche per la pubblicità dello Yomo (con buona pace dei suoi attuali monologhi contro il mondo delle pubblicità televisive) e per alcuni abusi edilizi a cui ha posto rimedio, negli ultimi anni, usufruendo di uno dei “condoni” contro cui è solito scagliarsi. Un episodio simbolo della personalità grilliana (da un’indagine di Filippo Facci): nei primi anni ‘80 «Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (nel fiorentino) per un cachet di 35 milioni. La sera dello spettacolo però diluvia, gente pochina e di milioni se ne incassano 15. Flop. I compagni di provincia cercano di ricontrattare il compenso, niente da fare: neppure una lira di sconto. Della segreteria comunista, tutta giovanile, l’unico che ha una busta paga si chiama Franco Innocenti, un 26enne: deve stipulare un mutuo ventennale nonostante abbia la madre invalida al cento per cento». Altro episodio che aiuta a comprendere il personaggio è legato alla produzione di energia, uno dei punti cardine di tutta la sua campagna politica. Sempre da Facci: «L’ex amministratore delegato dell’Enel, Chicco Testa, si è espresso più volte: “Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne fuori che da solo consumava come un paesino”. In effetti si fece mettere 20 kilowatt complessivi contro i 3 kilowatt medi delle case italiane, sicché consumava e consuma come 7 famiglie. L’Enel, dopo varie lagnanze di Grillo, nel 2001 decise di permettere l’allacciamento alla rete degli impianti fotovoltaici (come il suo) e addirittura di rivendere l’elettricità in eccesso all’Enel stessa: quello che lui voleva. Il suo contratto di fornitura, con apposito contatore, fu il primo d’Italia. E da lì parte la leggenda dell’indipendenza energetica di Grillo: in realtà il suo impianto è composto da 25 metri quadrati di pannelli e produce al massimo 2 kilowatt, buoni per alimentare il frullatore e poco altro. A ogni modo le polemiche ambientaliste di Grillo ebbero a salire proprio in quel periodo: “Anche Chicco Testa dovrebbe essere ecologista, e tutto quello che sa dire è che ci vuole più energia quando il 90 per cento di energia di una lampadina va sprecata. Non si tratta di produrre più energia, ma di risparmiarla”. Giusto. Lui però intanto consumava, e consuma, come una discoteca di Riccione». Insomma, la storia non è affatto complicata. C’è un attore tronfio, egocentrico e superficiale. E c’è una Società che vuole investire sul futuro delle nuove comunicazioni on line e ha bisogno di un buon comunicatore attraverso cui lanciare la propria campagna culturale. C’è, forse, anche dell’altro dietro questa Società, ma per ora non intrecciamo troppe ipotesi (chi ha voglia e pazienza approfondisca la politica azionaria di Casaleggio in Telecom e le relazioni tra azionisti e Società). C’è, poi, l’inizio di una campagna culturale basata sulla demagogia e sulle “chiacchiere da bar”, alcune delle quali tendenzialmente giuste, altre senza capo né coda. Tra queste chiacchiere demagogiche, volte a costruire un facile consenso trasversale, si insinuano alcuni progetti fondamentali: 1) destabilizzare il sistema politico italiano fondato sul partito, cioè sulla base militante e votante; 2) sostituire la struttura “partito” con la struttura “movimento presidenzialista”, basato sulla demagogia e sull’acclamazione del leader populista (et voila la Terza Repubblica italiana: PD, PDL, Italia dei valori e Lega); 3) destrutturare il diritto costituzionale di Stampa proponendo il taglio generalizzato dei finanziamenti ai giornali (andando cioè a colpire esclusivamente la stampa libera, indipendente e alternativa, quella che cioè non gode di sostegni finanziari da parte di banche, grandi industrie e mafie). Io non credo che Grillo sia talmente cinico da essere consapevole della propria funzione. Forse davvero, come il più sprovveduto dei suoi sostenitori, egli stesso non riesce a valutare le conseguenze delle proprie battaglie, né tantomeno la mano che sta prestando proprio a quei “poteri forti” contro cui crede di battersi. Quando la foga soffoca la saggezza, è facile cadere in trappole; e il Potere da sempre si nutre della foga irrazionale delle proprie pedine. Internet è la patria della foga e dell’emotività che sostituiscono la riflessione e l’analisi: ecco come si è potuto sviluppare un fenomeno come quello del grillismo. Proprio per questo la Stampa va difesa, come difesa va la struttura democratica dei Partiti, e come difesa va la nostra tradizione, millenaria, di cultura politica. Dietro i “Vaffa” dei Grillo-boys avanza la piallatrice della “Nuova egemonia culturale”, basata sul controllo immediato della nuova opinione pubblica. Il popolo dei Meet-up non lo sa, ma la piallatrice avanza. L’Italia è un campo di prova. Bisogna stare attenti, vigilare. Perché dal V2-day non si rischi seriamente di passare ad un P2-day. [no copiright, diffondere liberamente]