Saturday, February 23, 2008

la ricrazione e finita? IO NON PRENDO LEZIONI?

estratto da repubblica.it


ROMA - I balilla che governano la "Cosa nera", parlamento delle scuole romane, non si riconoscono dalla divisa: non ce l'hanno. Nemmeno quella diffusa sui giornali da foto d'archivio: ray-ban a goccia specchiati e bomber di pelle, capelli cortissimi. Non si usa più: sono i più grandi semmai a bardarsi ancora così, gli ultra ventenni e Cesare Previti quando si veste da giovane, la domenica mattina. I ragazzini di 15-17 anni eletti in liste di destra che gestiscono gli 80mila euro della Consulta provinciale studentesca insieme alla gloria di aver defenestrato la sinistra da sempre al potere sono indistinguibili da migliaia di loro simili. Andrea Moi, 17, presidente della Consulta, è un adolescente con la voce ancora sottile, secondo di tre figli cresciuto in mezzo a due sorelle, vive a Roma Sud - Colli Albani - e va a scuola al Terzo istituto d'arte, fermata della Metro Giulio Agricola. Milita in Azione giovani da quando aveva 13 anni, è in consulta da quando ne aveva 14. Dice che "un tempo a scuola in assemblea si parlava solo di temi difficili e lontani dagli interessi dei ragazzi tipo l'Europa, gli anni Settanta. Ora finalmente di discute di cose che interessano a loro: il caro cd, il caro libri". Va così e attenzione a sottovalutare o liquidare con spallucce la portata dell'onda. Le battaglie sono per utilizzare l'aula di informatica, mettere i pannelli solari sul tetto, fare più ore di educazione fisica e più gite "a contatto con la natura", possibilmente senza telefonino perché "lo spirito se ne giova". Per avere libri di testo non obbligatori, insomma non studiare la storia solo sul Villari, ma almeno affiancarlo, dice Moi, a "un libro che mi dica che la Rivoluzione francese è stata anche una carneficina e che non liquidi in tre righe la rivolta di Vandea".
A Roma otto anni fa gli studenti di destra eletti nel Parlamento dei ragazzi erano 20 su 400. Oggi sono la maggioranza assoluta, più di 200. Decuplicati. Marco Perissa, 25 anni, responsabile scuola per Roma di An: c'era allora e c'è adesso. Nel '99 era uno dei consiglieri della Consulta, "facemmo il libro bianco sull'edilizia scolastica". Dice: "Ha vinto la destra perché ha perso la sinistra. Ci siamo inseriti nell'antipolitica e abbiamo rubato voti alla sinistra ideologica. Le abbiamo opposto una destra pragmatica: non tutti gli studenti che ci votano sono di destra, anzi. Ci votano perché facciamo le cose. Perché gli anni Settanta sono lontani e non si può restare lì, perché pensiamo all'oggi". Dunque vediamo, oggi. Oggi al Tufello, periferia romana, c'è qualche centinaio di studenti di sinistra che sfila in mezzo ad una impressionante saracinesca di polizia: ricordano Valerio Verbano, studente dell'Archimede ucciso dai fascisti nell'80, sua madre apre il corteo. Esprimono solidarietà a Simone, ex studente dell'Aristofane di Vigne Nuove picchiato qualche giorno fa da una spedizione punitiva del Blocco studentesco, falange scolastica della Fiamma. Il Blocco - sede principale a Casa Pound, centro sociale di destra - ha conquistato quest'anno 55 rappresentanti alla Consulta. Uno di loro è Giorgio Evangelisti, 17 anni, studente del Convitto nazionale fin da quando era in terza elementare. Il Convitto è la scuola della classe dirigente, fama di rigore estremo. Giorgio dice che "è l'ora di finirla con questa storia che siamo violenti e razzisti. Al corteo per le foibe c'erano quattro ragazzi di colore, uno di loro è attivista nella sezione di Roma Nord. Picchiare ci si picchia, ogni tanto, succede da sempre. Però quando noi abbiamo fatto volantinaggio davanti al Tasso due mesi fa sono venuti a menarci con caschi e bastoni, una cosa organizzata, non dico bugie, e non ne ha parlato nessuno. Fa notizia, la violenza, solo quando fa comodo a sinistra". Non è proprio così, questa è una versione di Giorgio, parte in causa. Dice anche che è una bugia che la destra cresca solo in periferia e la sinistra mantenga le roccaforti del centro storico. Vediamo la mappa delle scuole, come è cambiata. Fortino del Blocco è il Farnesina, scientifico di Vigna Clara: è lì che è cominciata la prima occupazione della Destra "perché non se ne poteva più di far lezione nei container, ci pioveva dentro". Due del Blocco sono eletti al liceo classico Visconti, piazza del Collegio romano, la sede del processo a Galilei. Al Righi, lo scientifico più rinomato della città, il rappresentante di istituto è di Azione studentesca, braccio nella scuola di Azione giovani. Il Giulio Cesare, un tempo classico di destra, ha oggi un esponente di sinistra e uno cattolico. Restano "rossi" il Mamiani, il Virgilio, il Tasso. La destra va fortissimo allo scientifico dei Parioli, l'Azzarita, dove il Blocco raccoglie firme per far intitolare l'aula magna a Nanni De Angelis. "Sa chi è? - domanda Evangelisti - un ragazzo degli anni Settanta". Due consiglieri di destra sono stati eletti al classico Nomentano, uno allo scientifico Benedetto da Norcia, due al tecnico Armellini di San Paolo fuori le mura. Non si parla solo di Ostia, dunque. Andrea Moi cita il coraggio del giovane eletto con As al Machiavelli di via dè Volsci, quartiere San Lorenzo, roccaforte storica della sinistra radicale, Radio popolare e controcultura militante. "Però non lo nomini per favore perché magari a scuola non lo sanno che è di destra". Ecco, magari non lo sanno. La novità è che il 65 per cento degli studenti romani ha votato a destra ma magari, una parte almeno, non lo sa. Azione studentesca ha uno slogan che dice "Contro lezioni tristi e grigi professori, per una scuola capace di divertire e unire": un programma capace di raccogliere l'unanimità dei consensi. Quando il Blocco chiede "più ore di ginnastica" non lo fa esponendo un manifesto di prestanza fisica neomussoliniana, sui manifesti delle elezioni scolastiche ci sono gli eroi del film western e Bart Simpson quello dei cartoni animati, e poi fare più ginnastica vuol sempre dire fare meno greco e estimo. Per arrivare allo scacco del due a uno (la Cosa nera vede 15 consiglieri alla destra, 10 alla sinistra) le due liste romane di destra, fra i quattordicenni, hanno fatto "propaganda sulle cose". Aule più belle, libri e cd meno cari, più ginnastica e più gite. L'anticomunismo un sottile sottofondo, scenario per ora marginale. Intanto stare meglio, divertirsi di più. Poi è alle manifestazioni politiche che tornano fuori i simboli, le croci runiche e le aquile. Arrivano i venti e anche trentenni, lì. Sono loro che menano la danza. L'8 febbraio era previsto un convegno della Consulta al teatro Brancaccio. Tema: "Istria, Slovenia, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano". Dopo tanti convegni sulla Resistenza, dicono i balilla, ora che il vento è cambiato finalmente uno sulle foibe. Perissa, il responsabile scuola: "Purtroppo 15 attivisti del collettivo del Virgilio hanno tirato un fumogeno nel teatro, Costanzo ha ritirato la disponibilità della sala, duemila studenti pacifici sono rimasti per strada. La riprova questo che non è un paese libero". Le cronache di quel giorno raccontano una storia diversa. Scontri violenti in via Nomentana fra adulti neofascisti e studenti delle scuole del centro. Nel blog di Casa Pound però c'è scritto che non bisogna leggerli i giornali. La verità è nella "forza dell'azione". La rivoluzione è la nostra: "Sveglia bastardi, la ricreazione è finita". Marx, ha stancato: "Dopo Marx, aprile". Una nuova primavera invisibile, per alcuni inconsapevole. Ma si sa che la coscienza politica si forgia con costanza: a tredici anni voti per la gita in Abruzzo, a sedici per i computer nuovi in aula d'informatica. Le foibe dopo, c'è tempo.

Friday, February 08, 2008

La che la finiamo male? Miiii, molla stare il braccio

Secondo me il fatto é oh Charlie che lei sta ragionando nel modo berlusconiano più becero, tacciando di qualunquismo chi, pur ammettendo di votare PD (e vorrei vedere altrimenti) riconoscee di posseder una criticità di fondo. Non è sindrome da Grillo, ne voglia di dir sempre "che quello è pisciato e quello è cagato", è che davvero scegliendo Veltroni (cosa che qui farem tutti, va da se...) si sceglie il male minore: un male minore che per noi giovani getta le sue radici nella creazione di lavori precari che dici di non voler a vita, accanto ad un continuo smantellamento del sistema assistenziale che il Partito Democratico, per questioni macro economiche soprattutto, non potrà non portare avanti (della serie, Maroni ha fatto solamente il lavoro sporco); allo smantellamento di una base politica militante assolutamente incolpevole dello sfacelo dei partiti che non saprà più come indirizzar la propria passione, se non nei Moretti e nei Beppe di turno (ahinoi!!!!), all'accordo con quella Forza Italia che ti sta tanto antipatica ma il cui rapporto Veltroni sta cercando da anni di strapparlo dalle mani di D'Alema!!!! All'ambiguità di fondo nel rapporto con le gerarchie ecclesiastiche e mi fermo qui che è meglio...
Chi sarebbero gli autoreferenziali allora? Quelli che pur con riserve date da fatti ovvi han deciso di scommettere in una forza politica che potrebbe comunque fornire dei margini di cambiamento al paese, o quelli che si tatuan I Care sul culo, accettando in toto e senza neanche confutarlo, uno dei soggetti che, seppur in maniera minore, gli stan scavando un piccola porzione della fossa comune che mi pare prenda il nome di "futuro comune"?

p.s. strano che tutti parlino di modello francese solo per elezioni e balle varie, e, mmmmm, qualcuno si ricorda cos'era lo stato sociale??????

p.p.s. e basta col negretto ex tabagista, sempre di USA state parlando, sarà (se passa) l'ennesimo schiavo di lobbyes e potentati economici, come tutti da secoli a questa parte,e non mi togliete fuori la solita storia del bigolo di quel guerrafondaio di Kennedy, vi supplico, cosa pensate che cambierà in un sistema irrimediabilmente marcio e schifosamente, coscientemente egoista e individualista? Lo voglio proprio vedere, qualora tentasse colpi di testa (che non riguardino miliardari texani, leggi sempre alla voce Ken & co), tuttalpiù lo ammazzano.

Thursday, February 07, 2008

ancora?

secondo me il fulcro della questione è che in italia si è bravi solo a criticare e mai a costruire... la sindrome di beppegrillo ha colpito anche te, o matteo (e fai caso al vocativo)... l'erba del vicino è sempre più verde, nemo profeta in patria, ecc... perchè veltroni, in quanto veltroni, non può esser valido come candidato, come aspirante obama? come mai obama è OBAMA! e veltroni è solamente e tristemente veltroni? perchè non dargli fiducia, perchè non crederci per una volta? io ho creduto in prodi e se devo essere sincero non sono per nulla deluso, anzi sono avvelenato e pronto a credere di nuovo, e mi piace credere in veltroni... ho l'impressione che se dio si candidasse alle elezioni per la sinistra gli italiani troverebbero qualcosa da ridire: è troppo vecchio, è troppo mollaccione, è troppo cazzuto, è troppo eterno, è troppo crocifisso, è troppo inesistente, è troppo cane, è troppo bastardo ecc... perchè per una volta non si da credito alle persone e si da loro fiducia?
si può dire quello che si vuole delle persone, puoi scrivere una biografia di qualunque essere umano, e raccontanto gli stessi fatti puoi farlo apparire come un santo o come un maledetto... non mi fido troppo di chi mi dice "sai cos'ha fatto quello li? sai chi è quello la?"... la mia esperienza mi dice di chi mi voglio fidare e di chi no, perchè a sentire gli italiani, popolo di lamentatori, appena uno si elèva e prova a fare qualcosa per gli altri diventa un coglione... da 21 anni mi guardo intorno e non faccio altro che vedere eroi sputtanati e politici corrotti senza speranza... ora per favore basta, un po' meno qualunquismo...

ps veltroni è vecchio? molto meno di tanti altri! veltroni è autoreferenziale? meno di berlusconi! veltroni copia lo slogan da obama? bè, obama ha un bello slogan, e mi sembra adatto alla sfida che tutti e dua hanno davanti! veltroni non è di sinistra? sai, mi ha un po' rotto le palle la questione della sinistra... mi spiego: è come se un coach di basket abbia un campione in squadra ma non lo voglia schierare in quintetto perchè non è negro... veltroni non è un bolscevico? pazienza, se mi piace il suo programma lo voto, qui non c'è tanto da stare a fare i puri con le ideologie, c'è da riempire la pancia agli italiani, da dare un futuro a NOI (e sottolineo che qui non si parla dei nostri figli, si parla di noi, perchè io a fare il cameriere tutta la vita non ci campo), c'è da dare dei diritti a chi non li ha... con buona pace dei vari dal molin, tav, e balle varie!

No you can't, Veltroni



Quando mi rattristo riguardo la politica italiana e l'oscena situazione in cui ci troviamo, mi ritrovo ad ascoltare qualche discorso di Obama, tiro giù due lacrimucce per l'invidia, e torno calmo.
Quest'uomo ha visioni, forza e capacità. Ha il carisma del leader e la capacità dell'uomo di partito, è coerente, difficile da attacare (se non con mezzucci) e, soprattutto, è finalmente un Democratico che dice cose di sinistra.
La Clinton, donna di partito, cornuta del reame, è la rappresentante più emblematica della vecchia politica, smunta e consunta, che si sforza di essere come il giovane, ma fallisce miseramente. Guardare un discorso per credere.

La mia invidia è provocata proprio dal fatto che Barack Obama rappresenta l'incarnazione del democratico del futuro. E qui in Italia, un grigetto uomo di partito, assurto a semi-dio della Sinistra italiana, lo scopiazza, invano, nei suoi slogan e modi di fare.
Sai, Veltroni, qual è la differenza tra te e Obama? Che Obama è di sinistra! Quando Obama apre bocca sento un uomo di sinistra che parla, che vuole agire per la popolazione, che va a toccare nel vivo gli elettori, che parla di sanità, stipendi, mutui da pagare, educazione di base, che urla a gran voce il suo no alle lobby.
Veltroni è autoreferenziale nel 90% dei casi in cui apre bocca. Le uniche cose che gli ho sentito dire è che il PD "porterà un programma e uno solo e non scenderà a compromessi con la Sinistra" (ma non mi dispiacerebbe anche fare un'alleanza temporanea con Berlusconi) che "l'Italia ha bisogno di essere governata" (ma anche inizio a mettere i bastoni fra le ruote a Prodi prima ancora che il governo cada) e tutta una serie di pastrocchi riferiti alla politica stessa, senza un occhio a quello che veramente è il volere della popolazione.

Il fenomeno Obama è nato proprio da questa volontà di ripartecipare della gente ormai stordita da 20 di alternanza Bush-Clinton. E' Obama è andato a pescare proprio lì, tra tutti quelli che hanno voglia di cambiamento, di vedere facce nuove, idee fresche e praticabili.

Veltroni non è una faccia nuova, e, nonostante la popolazione sia stanca dell'alternanza Berlusconi-Prodi, non ha abbastanza palle per definire un programma serio e concreto, definire una linea guida del partito di cui è a capo, prendere posizioni chiare e nette su grosse tematiche. E' vittima del suo stesso equilibrismo.

Non so cosa voterò alle elezioni, probabilmente proprio PD. Ma ti prego Veltroni basta rubare slogan. Sappiamo che essere come Obama è il tuo sogno erotico da un po' di tempo a questa parte, ma lascia perdere, siete su due livelli differenti.

"Fighting for better school, fighting for better jobs, Fighting to pay the mortgage. Fighting for better healthcare. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."

Yes we can.

Wednesday, February 06, 2008

erba, erba, erbaaaaaaa!!!!

nell'attesa che si facciano le 21.30 e con esse l'ora di uscire per andare al rock castle a bere tutta la birra che posso in un ora per 5€ (appuntamento fisso del mercoledì sera) scrivo per provare a riportare un po' di polemica nel blog: ecco le mie opinioni, vi prego chi è contrario mi dica il perchè e io gli dirò perchè sbaglia...

elezioni americane: obama forever, la clinton vada ad esercitarsi a fare pompini al marito, materia nella quale evidentemente è piuttosto scarsa, piuttosto che smagnacciare di qua e di la...

elezioni italiane: approfitterò del colpo di mano di mastella per organizzarmi un bel ponticello a cagliari fra il 12 e il 16, per poi partire da li verso madrid, e poi il 20 tornare a roma... grazie clemente, almeno una giusta l'hai fatta! tralasciando il faceto, io voterò PD perchè veltroni è bello a mamma, e perchè, unico per ora in italia, ha deciso di concorrere da solo... e siccome fra 20 perdenti che litigano e un dignitoso perdente con le idee chiare io scelgo quest'ultimo... eppoi chi lo dice che perderà alla fine?

musica: finley, lost, vanilla sky, tokio hotel, 30 seconds to mars... ma ci rendiamo conto? è proprio vero: rock is dead...

sport: oscar pistorus è stra-avvantaggiato dalle gambe in carbonio e perciò è giusto che non crra alle olimpiadi

erba, cogne, perugia, garlasco: non me ne fotte un cazzo! possono morire tutti i piccoli tommy, danieli, samueli, meredith, alberti, azuz, aziz, mustafà e pure cristo per quello che mi riguarda, non voglio mai più vedere le loro menate, ne quelle della gente in coda ai processi ne di quelli in coda per farsi ammazzare! il giorno che morirò perchè il mio vicino di casa/ragazza/mamma mi uccide non avrò più preoccupazioni, e il giorno che avrò ucciso il mio vicino, la mia ragazza, mia mamma avrò tante di quelle preoccupazioni che non avrò il tempo di guardare la mia vicenda in tv, quindi andate a farvi fottere, o quel giorno arriverà presto!

e ora vado a ubriacarmi, e che qualcuno mi contraddica!! pace

Monday, February 04, 2008

SE TOCCHIAMO IL FONDO

CI ACCORGIAMO CHE NON E' POI COSI' DURO, ANZI SI PUO' BENISSIMO RASCHIARE PER SCENDERE ANCORA PIU' GIU'.

E che volete che vi dica? Parliamo dell'ennesimo sfregio alla dignità umana perpetrato dall'Ermellinato Teocratico e leccaculo accademici iperpagati vari? O del fatto che i documenti per il voto che mi arriveranno dal consolato credo che li MANGERO' per l'incazzo?????????? Non è una preterizione peraltro banale per dire dicendo di non dire, è che non ne ho più voglia, davvero, magari sarà la giornata luminosa e il fatto che mi son svegliato allegro, ma non possiedo la forza mentale di vomitare l'ennesima dose di insulti consolatori.
Pure andato (oramai a ritmi di mezz'ora) sul sito di Repubblica, e data la botta di allegria, ho fanculizzato tutto cercando qualcosa di veramente utile ai fini della redenzione del genere umano, pertanto miei cari, siore e siori, amici interi o distrutti, siano belli o siano brutti, ecco a voi (click in su per il link sotto sistemato) viaggiatori repressi da voli low cost e simili, la HOSTESS CHE TUTTI VORRESTE AVERE!!!!!!!!!!!


p.s. io speriamo che me la cavo in fretta per la laureaccia dda finì, e poi mi ritrasferisco qua, che tristura, e la cosa che mi fa incazzare è che la mia adorazione per la politica (sarà una tara, una fissa ma che ce posso fa?) si sfascia a intervalli regolari contro queste cose assurde, innaturali, desolanti.

Eventualità

Nell'eventualità in cui si torni a votare, e quindi io debba pagare 150 euro per tornare a Cagliari per votare PD per non lasciare l'Italia in mano a Berlusconi, io scriverò una lettera a Clemente Mastella in cui gli scaglierò addosso tutto il mio sdegno e il mio schifo per i quaquaraquà come lui.

Friday, February 01, 2008

colui-che-non-deve-essere-nominato... ministro della giustizia!

bene ragazzi ora passiamo al latino, aprite il libro a pagina 56, il capitolo sull'età imperiale, paragrafo "i clientes"... adesso leggeremo un breve racconto, che ci servirà a capire cose erano le clientele nell'antica roma... matteo, leggi tu:

I figli di Sandra e Clemente.

Storia di un giornale di partito e di una "bella famiglia come le altre", raccontata dal Direttore del Corriere d'Italia, Mauro Montanari.

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c'entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità. La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS


ps: su soru non cambio idea, perchè fra due classi dirigenti che rubano lo stipendio (volendo ammettere che soru si macchi delle nefandezze che gli imputate) preferisco quella che quantomeno rompe i coglioni ai padroni e agli speculatori (e si dimostra sensibile all'ecologia, materia principe di tutte le nostre azioni da ora in avanti) piuttosto che quella che invecchia nel proprio bagno di soldi sprecati...

I LOVE THE EIGHTIES! n°7

Rimaniamo in Germania ma ci spostiamo alla fine degli anni 80 con l'avvento dei primi video musicali, le prime influenze rap che sfoceranno nei 90s e la arcinota tendenza germana alle citazioni storiche: dedicata Wolfgang Amadeus Mozart, come non presentare in questa sezione il mitico video di Rock Me Amadeus, canzone del sempreverde Falco (pace all'anima sua). Falco è stato anche autore di altre hits come Vienna Calling e Jeanny. Un pezzo di storia della musica che dal 1980 al 1992 ha sfornato pezzi di storia degli Eighties.