Sunday, March 30, 2008

Il cavaliere liberale ha abolito il mercato

Ecco l'articolo domenicale di Scalfari, secondo me particolarmente emblematico della situazione in cui l'Italia si trova in questo periodo.

"Tempo fa, in uno dei miei articoli domenicali, citai una battuta di Petrolini raccontata da un suo scrupoloso biografo. La cito di nuovo perché si attaglia bene al caso presente. Il grande comico romano stava cantando la sua canzone intitolata "Gastone". Arrivato alla fine, uno spettatore del loggione fischiò sonoramente. Petrolini avanzò fino al bordo del palcoscenico, puntò il dito verso il fischiatore e nel silenzio generale disse: "Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che stanno intorno e che ancora nun t'hanno buttato de sotto". Seguì un piccolo parapiglia sopraffatto dagli applausi di tutto il teatro. Così si dovrebbe dire oggi a Berlusconi per il suo comportamento sull'Alitalia, oltre che per tante altre cose.

Pare che finalmente la Consob abbia acceso un faro su quel comportamento e così pure la Procura di Roma. Starebbero esaminando se nelle quotidiane esternazioni berlusconiane vi siano gli estremi del reato di "insider trading" e di turbativa del mercato.
Non voglio credere e non credo che il leader del centrodestra stia speculando in Borsa (altri certamente lo fanno e si saranno già arricchiti di parecchi milioni di euro) ma sulla turbativa di mercato non c'è da accender fari, basta affiancare ad ogni dichiarazione berlusconiana le oscillazioni del titolo Alitalia che sono dell'ordine di 30/40 punti all'insù o all'ingiù.

In qualunque mercato del mondo Berlusconi sarebbe già stato chiamato a render conto di quanto dice; l'Agenzia che tutela le contrattazioni di Borsa lo avrebbe ammonito e multato, la magistratura inquirente l'avrebbe già messo sotto processo. Ma soprattutto gli elettori ne avrebbero ricavato un giudizio di inaffidabilità e di non credibilità definitivo.


Voglio sperare che gli elettori ancora incerti su chi votare l'abbiano a questo punto escluso dal loro ventaglio di possibilità.

Affidare il governo del paese per i prossimi cinque anni a un personaggio che non si fa scrupolo di turbare il mercato con false notizie riportate e diffuse da tutto il sistema mediatico è uno di quegli spettacoli che purtroppo squalificano un paese intero almeno quanto l'immondizia napoletana.

Eccellono in questa gara soprattutto le emittenti televisive, quelle private e quelle pubbliche; in particolare - dispiace dirlo - il Tg1 il quale riferisce in presa diretta le sortite del Cavaliere senza che vi sia una voce che ne sottolinei gli effetti sul listino borsistico. Il risultato è che Berlusconi resta in video per il doppio del tempo del suo principale avversario turbando non solo i mercati borsistici ma anche l'andamento del negoziato tra Air France e sindacati tra lo stupore di tutti gli operatori internazionali.

Venerdì sera l'annunciatrice del Tg1 delle ore 20 si è addirittura lasciata andare ad una critica contro la legge della "par condicio", da lei ritenuta incivile, senza spiegare perché in Italia esista una legge del genere, dovuta ad un vergognoso conflitto di interessi che fa capo al proprietario delle reti Mediaset. Legge che peraltro nessuna delle emittenti televisive rispetta a cominciare dal Tg1, già ufficialmente ammonito dall'Agenzia delle comunicazioni.

Evidentemente direttori e conduttori danno per scontata la vittoria elettorale del centrodestra e sanno anche che se l'esito fosse diverso il vincitore di centrosinistra si guarderebbe bene dal praticare vendette. Perciò tanto vale scommettere in anticipo senza rischiare nulla se non la reputazione. Ma chi si preoccupa della reputazione nell'Italia dei cannoli alla siciliana.

* * *

Domenica scorsa, occupandomi dell'Alitalia e della fantomatica cordata patriottica berlusconiana, scrissi che a mio avviso quella cordata ci sarà davvero se Berlusconi vincerà. Per lui è un punto d'onore e i mezzi per realizzare l'obiettivo ci sono. Li ho anche enumerati ed è stato proprio il leader del centrodestra a confermarlo quando ha detto appena ieri che dopo la sua sicura vittoria chiamerà uno ad uno gli imprenditori italiani per chiedere l'obolo di san Silvio e "voglio vedere chi non ci starà".

Ci staranno tutti, non c'è dubbio alcuno, "chinati erba che passa il vento". Ci staranno i capi delle società pubbliche a cominciare dall'Eni e da Finmeccanica, in attesa di riconferma o di nuova nomina; ci staranno i capi di imprese private concessionarie dello Stato, ci staranno le banche desiderose di benefici; ci staranno le imprese medie che hanno già o ambiscono di avere rapporti fluidi con l'uomo che dovrebbe governare l'Italia per altri cinque anni in attesa di volare per altri sette sul più alto Colle di Roma.

Il mercato? Chissenefrega del mercato, contano i rapporti tra affari e politica e il Berlusca è imbattibile su quel terreno: tu dai una cosa a me e io do una cosa a te. Il mercato di Berlusconi si configura così e non saranno certo un Tremonti o un Letta ad impedirglielo, anzi. Quanto a Fini non è neppure il caso di scomodarsi a chiedere: lui aspetta l'eredità ed è d'accordo su tutto, sebbene non sia ancora certo dell'esito d'una così lunga attesa.

Dunque la cordata patriottica ci sarà. Ma che tipo di cordata? L'obolo di san Silvio versato dagli imprenditori non è sufficiente, se supererà il miliardo sarà già molto, ma diciamo pure che arrivi a due o a tre. Per rilanciare Alitalia e insieme Malpensa e la Sea ce ne vogliono almeno altri otto. E in più ci vuole un "know-how" che non si improvvisa. Forse i tedeschi di Lufthansa? Forse gli americani del Tpg? Forse l'Aeroflot di Putin? Air One non è decentemente presentabile come vettore di due hub con pretese internazionali.

Dunque la cordata patriottica non sarebbe patriottica se non nei fiocchi che impacchettano il torrone. Il torrone sarebbe straniero. L'organizzazione sarebbe straniera. Gli esuberi sarebbero trattati dal gestore straniero, esattamente come sta accadendo in queste ore con Air France, ma con una variante in più: la pratica richiede tempo e il tempo non c'è. Per allungarlo ci vuole un aiuto di Stato, vietato dall'Ue in mancanza di garanzie bancabili. Se questa norma fosse violata saremmo denunciati alla Corte di giustizia europea e multati pesantemente.

Oppure si va, volutamente, al fallimento come anche ora si rischia di fare. Allora tutto diventa più facile perché il fallimento significa congelamento dei debiti e interruzione dei contratti di lavoro. I nuovi padroni decideranno a tempo debito quali di quei contratti rinnovare e quali no, ripartendo comunque da zero.
Dov'è la vittoria? Si sciolga la chioma e se la lasci tagliare. La prospettiva, diciamolo, non è esaltante.

* * *

Nella stessa giornata di ieri il Cavaliere si è manifestato anche a proposito del cosiddetto voto disgiunto e ha tirato in ballo sua eminenza il cardinal Ruini. Eminence, come dice la Littizzetto. È stata una pagina da manuale. Per chi se la fosse persa raccontiamola perché ne vale la pena. E cominciamo dal voto disgiunto. Che cosa significa? Perché è venuta fuori questa ipotesi?

Normalmente un elettore vota per lo stesso partito nella scheda della Camera e in quella del Senato, specie ora con una legge come l'attuale che non prevede preferenze ai candidati. Nella sua assoluta certezza di vincere le elezioni alla Camera, nell'animo di Berlusconi si è però insinuato il dubbio di pareggiare o addirittura di perdere al Senato (aggiungo tra parentesi che questa ipotesi corrisponde esattamente alla realtà). Perciò suggerisce agli elettori centristi il cosiddetto voto disgiunto: votino pure per Casini Udc alla Camera, ma al Senato no, al Senato votino per il Pdl in modo da evitare il pareggio.

Che c'entra Eminence in questo pasticcio? Il Cavaliere ce lo fa entrare, gli chiede pubblicamente di entrarci e gli fa pubblicamente presenti i vantaggi che avrà se eseguirà il mandato o invece i danni che può subire se rifiuterà di adoperarsi in favore.

Convinca Casini a incoraggiare o almeno a subire senza strilli il voto disgiunto. In cambio (è il Cavaliere che parla) avrà l'impegno del nuovo governo ad adottare tutti i provvedimenti chiesti dalla Chiesa in tema di coppie di fatto (mai), di procreazione assistita (abolirla), di eutanasia (quod deus avertat), di testamento biologico (come sopra), di aborto (moratoria e radicale riforma), di Corano nelle scuole (divieto), di insegnamento religioso (anche all'Università). Se c'è altro chiedetelo e "aperietur".

Ma se rifiuterà, tutto diventerà problematico. In fondo (molto in fondo) lo Stato è laico e bisogna pur tenerne conto. Se lo ricordi, sua Eminenza, e non creda che la partita si giochi sul velluto. Del resto il Papa ha pur battezzato Magdi Allam. E dunque il Cavaliere ne adotterà il programma e magari farà in modo di fargli affidare la direzione del "Corriere della Sera", purché gli elettori dell'Udc votino per Berlusconi al Senato.
Ha sentito, Eminenza?

* * *

Una cosa risulta chiara: hanno ridotto la religione ad una partita di giro. Forse per la gerarchia ecclesiastica lo è sempre stata, per i cardinali e per molti vescovi. Ma non fino a questo punto. I credenti per primi dovrebbero esserne schifati e ribellarsi di fronte a questa vera e propria simonia. Gli opinionisti (esistono ancora?) dovrebbero spiegarla e indignarsene.
Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato. Fino a pochi giorni fa pensavo il contrario, che non ce l'avrebbe fatta. Ebbene ho cambiato idea. Ce la fa. Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci."

Source. Repubblica.it

Thursday, March 27, 2008



dall'inghilterra con furore

pubblico una lettera di un ex cittadino italiano residente a londra, che ho trovato sul blog di beppe grillo... (che, tengo a precisare, non frequento più come un tempo per divergenza di opinioni col suddetto, ma che vale la pena di "sfogliare" ogni tanto, per il bene della diversità)... ordunque:


Gli italiani fuggiti all'estero non hanno pace. I politici li perseguitano ovunque siano. In questi giorni hanno la casella della posta piena di facce di noti pregiudicati e prescritti. I vicini li guardano con sospetto. Ricevere un volantino con la faccia di Cuffaro o di Carra in alcuni Paesi può significare l'epulsione. I postini tedeschi e inglesi hanno chiesto l'indennità vomito. Provate voi a recapitare migliaia di volte la faccia dello psiconano. Giorno dopo giorno. Provateci...
Un ex italiano, ora inglese, mi ha inviato la sua risposta a tal Di Girolamo, aspirante parlamentare del Pdl.

"Caro Di Girolamo,
stamane ho ricevuto il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perche', immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu' del vostro paese, pero' stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia' aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e' neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell'800 e del '900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche' continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.
Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell'uomo l'ha gia' aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).
Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare 'altri'.
Preciso che chi le scrive non e' in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita' britannici, guadagno piu' di centomila euro all'anno, pago il 40% di tasse fino all'ultimo penny, e sono soggetto, in virtu' del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.
Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e' una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento.
Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e' un'INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e' padre singolo. Se fosse stato per l'Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e' un nessuno e non s'e' mai curato di leccare il culo agli altri.
Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali.
Usufruire dell'assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu' di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?
Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita' e' gratuita.
Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche' mai uno che puo' permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta' in Italia, perche' non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese?
Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia' risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e' decennale.
Migliorare l'assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e' una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d'incompetenza e arroganza agli sportelli e' arci-noto. Sara' mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e' il peggiore consolato del mondo. Perche' non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche', dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche'.
"Perdiamo per strada le giovani generazioni". Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia' perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest'anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l'Italia la vogliono giu' per sempre!!!. Ce`l'avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!" Giovanni Dalla-Valle


da beppegrillo.it

Wednesday, March 26, 2008

Atto di responsabilità

E' oggi richiesto un atto di responsabilità da parte di Federazioni sportive ed atleti. Il massacro scientificamente e impunemente compiuto da Governo e Esercito cinese in Tibet non può essere perdonato semplicemente chiudendo un occhio e tirando avanti.
E una manifestazione importante, che ha come tema proprio l'unione tra popoli e la pace, ricercate attraverso lo sport come trait d'union, non può aver luogo a Pechino, la capitale di questo impero.
Ammesso, e non concesso, che i grossi leader mondiali, come al solito utilizzeranno il loro approccio "sit back and watch" (a meno che non si tratti di paesi islamici sotto-sviluppati, ed allora si è subito pronti ad agire), è necessario un grande atto di coraggio da parte degli atleti stessi.
Rifiutatevi di competere.

Wednesday, March 19, 2008

Metti 'na croce

leggevo il penultimo post di charlie e pensavo che un due orette fa ho avuto modo di sentire le sue stesse parole... taxi perché la voglia di fare diecimila scalinate sottoterra con la valigia era poca, traffico bastante e allora uno si mette a romper le scatole all'autista, che non si fa pregare e si lascia trascinare a parlar di elezioni di politica... tralascio il "voi italiani non vi capisco, ma anche qui in spagna la si finirà così", il caro tassinaro ha espresso le tue stesse parole, cioé che per andare a votare ci vorrebbe un permesso, bisognerebbe insomma superare una selezione. Fermo restando che sempre meglio questo dell'aberrazione elettorale yankee, questa idea a me fa un pò paura. Partiamo da tanto tempo fa: la democrazia in Grecia non era imperfetta ne correttissima, semplicemente per "popolo" plenipotenziario si intendeva una ristretta cerchia di persone con caratteristiche ben particolari. Facendo un salto che superi pure il diritto di voto femminile (con buona pace delle suffragette, serviva anncquare schieramenti e contrapposizioni troppo forti, nulla di filantropico), qui non penso si possa applicare lo stesso campo di valori e idee utilizzabile per mondo intellettuale o lavorativo, qui si tratta del fatto che (fortunatamente) si vive in uno stato per cui non c'é voto migliore o peggiore, come van cianciando il maskarato e kattoantekomuoratrankuo , ma c'è semplicemente il Diritto puro e semplice, che in quanto tale, nella nostra società (di cui ci lamentiam tanto ma comunque a tanti, i più, facciam dieci a zero), é esteso a tutti. Restringendo o creando degli spartiacque, anche solo mentali, si getterebbero le basi della prevaricazione legittimata. Fermo restando che per certi esemplari umani la lobotomia sarebbe un favore, non una tortura o un'umiliazione. E mo la smetto di fare il serio, e dico che comunque, per uno che guarda maria de filippi una sana coercizione sociale ci vorrebbe, anche perchè dopo anni l'altro pomeriggio ho avuto il coraggio di guardarne una decina di minuti, E DI SEGUITO, e credo di aver provato un mix di pena, disgusto, vergogna, ilarità e incredulità... tutto in contemporanea con quelle scene semplicemente assurde, annichilenti. Che cosa terribile. Buenas.

Monday, March 17, 2008

scheda bianca? NO PROBLEM! ecco come fare:

Per chi non sa chi votare alle prossime elezioni,perchè non si sente rappresentato e non vuole farsirappresentare da nessuno di questi.
Metodo tratto da un commento a un post di Travagliosulla candidatura di Ferrara, ecco il link: http://www.voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/

METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALEDISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI EDASSOLVERE AL PROPRIODOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTIINCONSAPEVOLMENTE!
Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentiterappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con piùvoti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIODI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entranonel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chiha preso più voti.ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE EANTIDEMOCRATICA!
Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge: illustro nei dettagli il sistema da usare:ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERAELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo chesia verbalizzato' PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta')COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI. Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge: Testo Unico delleLeggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5 5) Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi protesteo reclami di elettori è punito con la reclusione dasei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

INOLTRATE, INFORMATE, DATE UNA POSSIBILITA' DIESPRESSIONE POLITICA A CHI NON SAPREBBE DOVE PORRE LAPREZIOSISSIMA CROCE DI GRAFITE.

Sunday, March 16, 2008

io sono radicale

sono pronto.

ho trovato l'ispirazione che cercavo da settimane.
tema: il mio licenziamento.
svolgimento: oggi sono stato licenziato dal mio lavoro di cameriere in una pizzeria. la pizzeria si chiama "la mucca capricciosa", credo il nome sia volto a sottolineare che in quel locale si fa pizza e anche carne... a me suona un insulto per la suddetta mucca, tipo "mucca battona" o "mucca vacca" o addirittura "vacca vacca"... molto più fantasioso... il locale è gestito da un personaggio particolare: un cafone di centocelle che fino a un anno e mezzo fa faceva di mestiere il muratore, poi si è messo in società col cognato e il padre, e ora è titolare della ruota di scorta del ristorante principale, quello del cognato. immaginarsi le competenze nel campo della ristorazione.
un luogo sul cui megaschermo spadroneggiano -nell'ordine- il grande fratello, le partite di calcio, i programmi di calcio e maria de filippi. costantemente. così come nei discorsi del personale. sul quale non voglio sparare perchè il mio odio è rivolto verso il ciccione, e loro (anzi la loro arretratezza culturale, sociale e e mentale) passano in secondo piano, per quanto ce ne sarebbe da trarre uno sconfortante quadro dell'italia di oggi. ma credo che l'aver citato i principali stimoli culturali possa rendere un'idea efficacemente descrittiva.
veniamo ai fatti: domenica mattina, 20 persone a pranzo, situazione tranquilla, nessuno aveva bisogno di niente. mi allontano un attimo dai tavoli per dandare a bere e a controllare il cellulare dietro il bancone del bar. nello stesso attimo lui sbuca fuori e mi esorta in modo secco a non stare li nascosto ma a tornare ai tavoli, perchè "te lo dico, io qua nun te ce vojo vede!". allontanandomi per andare a prendere del vino per un tavolo lo seguo e gli faccio presente, una volta per tutte, che lui non deve dirmi come fare il mio lavoro, cosa che ha fatto dal primo giorno, dall'alto di non si sa quale nozione, e di pensare ai "cazzacci suoi"... detto questo la giornata prosegue liscia, fino al momento in cui vado a sparecchiare gli ultimi tavoli, momento in cui lui mi raggiunge con la mia paga e mi dice che non posso lavorare più li perchè non mi devo permettere di mancargli di rispetto. segue virgolettato:
"come scusa?"
"si te qua nun ce poi lavora', sei lentissimo e devo sempre starti appresso per farti fare le cose... questa cosa la paghi, perch hai passato il limite"
"ah io ho passato il limite? oppure sei tu che mi stai sempre addosso e mi tratti come se fossi un deficente o un disonesto? io voglio lavorare tranquillo, io rispetto tutti purchè non mi si manchi di rispetto, cosa che tu fai in continuazione"vado a cambiarmi, mi preparo, mi prendo le mie mance ed esco. fuori mi raggiunge lui.
"ah lu, non prenderla male, ma a me ste cose nun me le fai, nun me poi insultà così"
"be mi hai licenziato in questo modo... guarda che io ho sempre fatto tutto quello che c'era da fare, a me non mi ha mai cacciato nessuno, non si è mai lamentato nessuno dei clienti... anzi se lo vuoi proprio sapere la gente non si lamenta dei camerieri, ma di tutto il resto, della cucina e della gestione, quindi impara prima a fare il tuo mestiere e poi forse puoi insegnarmi il mio... chiedi agli altri cosa ne pensano... continua così e vedrai che la pizzeria non arriva all'estate!"
detto questo saluto cordialmente i suoi genitori che erano li, auguro loro buona fortuna -sinceramente- e me ne vado.
esco in strada, e mentre preparo il motorino lui mi si affianca e mi dice: "comunque devi de datte 'na carmata, perchè qua il morto de fame sei tu" e si allontana...io rispondo testuali parole "morto di fame? ma se fino all'anno scorso facevi il manovale! spostavi sacchi di sabbia e foratelli! vai a studiare, CAPRA!". lui si ferma, torna in dietro e mi guarda in faccia: "aho, mo se nun te ne vai de piji pure du' pizzoni"...
due possibili scenari si aprono davanti a me: 1) agisco per primo, gli do un sonoro buccicone in faccia e mi ritrovo steso per terra, con un panzone di 100 chili sulla schiena che mi gonfia la faccia a schiaffi o 2) lo guardo negli occhi, dall'alto dei buoni 20 centimetri che ci separano, con la faccia più dura che riesco a fare, sto zitto e aspetto che se ne vada.scelgo la seconda, lui se ne va e io slago in sella e me ne vado a casa a farmi una secchiata di canne...

questa eserienza di lavoro mi ha fatto maturare una serie di riflessioni che ora esporrò in breve:se uno prende pesci in faccia per tutta la vita, una volta che avrà la pssobilità di darne qualcuno lo farà infierendo con particolare ferocia morale su coloro che sono alle sue dipendenze. se non si ha idea di cosa sia il rispetto la vita è triste e squallida... ma l'arroganza è la cosa peggiore, chi crede che l'aver dei soldi possa permettergli di fare ciò che vuole, anche inventarsi un lavoro dall'oggi al domani, è molto fuori strada, e farà una brutta fine.
ma passiamo alla politica: in virtù dello studio sociologio da me passivamente svolto, mi sento di poter affermare che la democrazia ha fallito se si permette che il voto di una persona come questa, e dei suoi simili, possa valere quanto il mio. non per voler essere cattivi o classisti, ma semplicemente perchè dal momento che il voto di ognuno di noi contribuisce a formare una classe politica che ci governi, e delle cui decisioni poi noi saremo protagonisti in bene e in male, è giusto che coloro che possono prendere una decisione più oculata, volta al bene collettivo, motivata e documentata abbiano maggiore possibilità di influenzare il corso degli eventi, rispetto a coloro che hanno in brutta televisione e calcio (entrambi subiti passivamente) il massimo momento di espressione. si fa tanto parlare di brutta politica e di meritocrazia all'interno della politica, ma nessuno ha finora pensato alla meritocrazia applicata agli elettori. la democrazia dell'antica grecia viene definita imperfetta, ma io le attribuirei più valore di quello che le si da comunemente.

la meritocrazia che sono portato ad auspicare non si basa sulla provenienza, sul ceto o sulla etnia. bensì sulle capacità intellettuali e sulla cultura dei singoli individui. la mente dovrebbe essere sondata allo scopo di valutare l'effettiva capacità di assumersi un onere importante come quello del voto senza che questo onere sia immeritato.
ognuno da per quanto può e riceve per quanto ha bisogno.
pace.

Sunday, March 02, 2008

Giggittiamooooo