Tuesday, April 29, 2008

V-Day numero...ENNE

Tanto per metter carne al fuoco (Alemanno... aiuto... dio...) ecco un articolo sfornato da un dottorando in storia che mi pare possa essere particolarmente stimolante... premesso che Grillo mi pare tutto fuorché un ingenuo... ecco qui:

Andiamo subito al dunque: Beppe Grillo è un uno smargiasso narcisista talmente egotico, ottuso e tronfio da non rendersi minimamente conto della funzione che sta svolgendo all’interno del sistema italiano per conto di terzi. Parlo ovviamente della migliore delle ipotesi. Il nuovo Beppe Grillo, dal blog al V-day, è un personaggio ideato e scritto dalla Società “Casaleggio Associati” di Milano, che si occupa di “consulenza strategica di rete” e di “economia digitale”. Contattato da Giancarlo Casaleggio nel 2004, Grillo decide di accettare l’offerta e di sposare il copione proposto, vale a dire la causa della “Rete” contro la tradizione politica italiana, legata a stampa e televisioni. Fatto sta: nel 2005 viene aperto il blog del nuovo Grillo, subito lanciato in nazionale dal giornale della Confindustria “Il Sole - 24 ore”, che lo onora del Primo premio “WWW'. Gli introiti non sono pochi. Nella dichiarazione dei redditi 2006 Beppe Grillo segnala 70.000 euro ricevuti dalla Casaleggio in oltre 4.000.000 (quattro milioni) di euro complessivi dichiarati. «Da quando è partito il blog, è stato un successo crescente» dichiara l’agente Giancarlo Casaleggio a “Panorama”. Dello stesso avviso il regista Dino Risi: «Un percorso interessante. La cosa che gli è riuscita meglio è la sua svolta antipolitica: è più attore oggi che fa politica di quando tentava di far l’attore. Credo guadagni un sacco di soldi, adesso. Attenzione, però: non c’è niente di Grillo nel personaggio che interpreta. Ha intuito che dire le cose da bar è un’attività redditizia». Fin qui niente di male, o meglio: poco. Andiamo ad approfondire la natura della Società Casaleggio. Da un’indagne di Marcello Pamio, di Disinformazione.it: «Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati, è necessario dire due parole sulla Webegg Spa. Trattasi di un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllato per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Il 15 gennaio 2001, Enrico Sasoon entra nel consiglio di amministrazione di Webegg (di cui fa parte Maurizio Benzi, marketing di Webegg e organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano). Poi cosa succede? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro (il restante 30,2% è posseduto da Finsiel (79,5% Telecom Italia)). Value Partners, per la cronaca, è la più grande società di consulenza strategica italiana. Nel gennaio 2004, quindi dopo pochi mesi, vien fondata la Casaleggio Associati: passo molto interessante poiché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa all'interno di una società della Telecom Italia, oggetto di violenti attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese. Sembra che Beppe Grillo stia portando avanti una campagna per prendersi (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia. Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all'assemblea generale della società. Ecco perché dal blog il comico ha chiesto ufficialmente una 'shareaction' ('fatemi godere' dice nel suo appello): “inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione”. “Fatemi godere! Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (...) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite!”. Bene, la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della società più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa?». Quel che risulta, chiaramente, è la volontà da parte della società “Casaleggio Associati” (e dei suoi partners finanziari) di costituirsi come gruppo egemonico delle nuove comunicazioni legate al Web. Piccola parentesi: da notare come lo stesso Antonio Di Pietro, unico uomo politico stimato (e di fatto invitato a votare) da Grillo, abbia strettissimi contatti con la “Casaleggio Associati”, che è la società che gestisce la sua comunicazione digitale. Non è da sottovalutare il successo elettorale di Di Pietro alle ultime elezioni politiche, così come l’interesse bipartisan (da Veltroni a Fini) per il movimento “L’Italia dei valori'. Cito da un articolo di Elio Veltri: «accanto al partito Italia dei Valori, opera un'Associazione costituita davanti al notaio (e anche questo si sapeva) che ha caratteristiche e poteri unici almeno in Europa (e questa è la scoperta recente). Infatti nello Statuto datato 2004 c'è scritto: “L'associazione è costituita da Di Pietro Presidente, da Silvana Mura Tesoriera e dall'avvocato Susanna Mazzoleni moglie di Di Pietro; Nel consiglio dell'Associazione si può entrare solo con il consenso del Presidente davanti al notaio; Il finanziamento pubblico che lo Stato dà all'Italia dei Valori va all'Associazione e non al partito che si finanzia con i soldi degli iscritti; La Presidenza del partito è del Presidente dell'associazione, cioè di Di Pietro a meno che egli non vi rinunci; La Tesoreria del partito è della tesoriera dell'associazione e cioè della Mura. Quindi, Camera e Senato distribuiscono il finanziamento pubblico convinti di darlo al partito ma li danno ad un'Associazione privata impenetrabile. Di Pietro rimane Presidente a vita del partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita. Come esempio della riforma della politica non è male ed è anche un caso più unico che raro.» Quello che ipotizzo è la costituzione, silenziosa, di un nuovo nucleo di interessi finanziari e politici legati alla new-economy, alla destrutturazione della Prima repubblica e alla creazione di una nuova “opinione pubblica”, cybernetica, emotiva e facilmente manovrabile. Ora analizziamo qualche aspetto dell’attore ingaggiato dalla Società “Casaleggio Associati”: Beppe Grillo. Figlio di un ricco industriale genovese, amante della bella vita, donne, macchine d’alta cilindrata, soldi e affari, tutti lo ricordano per la spavalderia, per il profondo cinismo e disinteresse politico, per la tirchieria patologica e per il modo in cui, da giovane, fece la corte a diversi partiti e giornalisti pur di elemosinare qualche agevolazione o spinta. Indagato nel 1984 per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale causato dalla sua spericolatezza automobilistica che costò la vita a due coniugi e ad un bambino, non esitò a nominare come suo avvocato l’onorevole Alfredo Biondi (oggi parlamentare di Forza Italia) che nonostante il prestigio non riuscì ad evitargli una condanna nel 1988 a un anno e quattro mesi di reclusione, per altro mai effettivamente scontati. Padrone di un’agenzia immobiliare, si ricorda anche per la pubblicità dello Yomo (con buona pace dei suoi attuali monologhi contro il mondo delle pubblicità televisive) e per alcuni abusi edilizi a cui ha posto rimedio, negli ultimi anni, usufruendo di uno dei “condoni” contro cui è solito scagliarsi. Un episodio simbolo della personalità grilliana (da un’indagine di Filippo Facci): nei primi anni ‘80 «Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (nel fiorentino) per un cachet di 35 milioni. La sera dello spettacolo però diluvia, gente pochina e di milioni se ne incassano 15. Flop. I compagni di provincia cercano di ricontrattare il compenso, niente da fare: neppure una lira di sconto. Della segreteria comunista, tutta giovanile, l’unico che ha una busta paga si chiama Franco Innocenti, un 26enne: deve stipulare un mutuo ventennale nonostante abbia la madre invalida al cento per cento». Altro episodio che aiuta a comprendere il personaggio è legato alla produzione di energia, uno dei punti cardine di tutta la sua campagna politica. Sempre da Facci: «L’ex amministratore delegato dell’Enel, Chicco Testa, si è espresso più volte: “Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne fuori che da solo consumava come un paesino”. In effetti si fece mettere 20 kilowatt complessivi contro i 3 kilowatt medi delle case italiane, sicché consumava e consuma come 7 famiglie. L’Enel, dopo varie lagnanze di Grillo, nel 2001 decise di permettere l’allacciamento alla rete degli impianti fotovoltaici (come il suo) e addirittura di rivendere l’elettricità in eccesso all’Enel stessa: quello che lui voleva. Il suo contratto di fornitura, con apposito contatore, fu il primo d’Italia. E da lì parte la leggenda dell’indipendenza energetica di Grillo: in realtà il suo impianto è composto da 25 metri quadrati di pannelli e produce al massimo 2 kilowatt, buoni per alimentare il frullatore e poco altro. A ogni modo le polemiche ambientaliste di Grillo ebbero a salire proprio in quel periodo: “Anche Chicco Testa dovrebbe essere ecologista, e tutto quello che sa dire è che ci vuole più energia quando il 90 per cento di energia di una lampadina va sprecata. Non si tratta di produrre più energia, ma di risparmiarla”. Giusto. Lui però intanto consumava, e consuma, come una discoteca di Riccione». Insomma, la storia non è affatto complicata. C’è un attore tronfio, egocentrico e superficiale. E c’è una Società che vuole investire sul futuro delle nuove comunicazioni on line e ha bisogno di un buon comunicatore attraverso cui lanciare la propria campagna culturale. C’è, forse, anche dell’altro dietro questa Società, ma per ora non intrecciamo troppe ipotesi (chi ha voglia e pazienza approfondisca la politica azionaria di Casaleggio in Telecom e le relazioni tra azionisti e Società). C’è, poi, l’inizio di una campagna culturale basata sulla demagogia e sulle “chiacchiere da bar”, alcune delle quali tendenzialmente giuste, altre senza capo né coda. Tra queste chiacchiere demagogiche, volte a costruire un facile consenso trasversale, si insinuano alcuni progetti fondamentali: 1) destabilizzare il sistema politico italiano fondato sul partito, cioè sulla base militante e votante; 2) sostituire la struttura “partito” con la struttura “movimento presidenzialista”, basato sulla demagogia e sull’acclamazione del leader populista (et voila la Terza Repubblica italiana: PD, PDL, Italia dei valori e Lega); 3) destrutturare il diritto costituzionale di Stampa proponendo il taglio generalizzato dei finanziamenti ai giornali (andando cioè a colpire esclusivamente la stampa libera, indipendente e alternativa, quella che cioè non gode di sostegni finanziari da parte di banche, grandi industrie e mafie). Io non credo che Grillo sia talmente cinico da essere consapevole della propria funzione. Forse davvero, come il più sprovveduto dei suoi sostenitori, egli stesso non riesce a valutare le conseguenze delle proprie battaglie, né tantomeno la mano che sta prestando proprio a quei “poteri forti” contro cui crede di battersi. Quando la foga soffoca la saggezza, è facile cadere in trappole; e il Potere da sempre si nutre della foga irrazionale delle proprie pedine. Internet è la patria della foga e dell’emotività che sostituiscono la riflessione e l’analisi: ecco come si è potuto sviluppare un fenomeno come quello del grillismo. Proprio per questo la Stampa va difesa, come difesa va la struttura democratica dei Partiti, e come difesa va la nostra tradizione, millenaria, di cultura politica. Dietro i “Vaffa” dei Grillo-boys avanza la piallatrice della “Nuova egemonia culturale”, basata sul controllo immediato della nuova opinione pubblica. Il popolo dei Meet-up non lo sa, ma la piallatrice avanza. L’Italia è un campo di prova. Bisogna stare attenti, vigilare. Perché dal V2-day non si rischi seriamente di passare ad un P2-day. [no copiright, diffondere liberamente]

paura del buio.

proviamo a ragionare un attimo... o meglio, a non ragionare: proviamo a fare 2 più due. non mi piace troppo semplificare, ma in questo caso direi che si possa farlo, non foss'altro che l'estremità (intesa non come bordo ma come esasperazione) della situazione, ossia un fascista sindaco di roma e i saluti romani e gli striscioni in piazza del campidoglio a roma, città Medaglia d'oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione nell'ambito della Resistenza italiana, città che pagò l'altissimo prezzo delle fosse ardeatine, città bombardata, città torturata, martoriata e umiliata da una parte e dall'altra, lo consente, anzi forse lo richiede.

rutelli dice di aver perso sulla sicrezza sono d'accordo con lui, parzialmente. perchè, e questo lo si può riscontrare facilmente sull'autobus, al mercato, all'università, per strada, nei negozi e in qualunque altro luogo che consenta di poter ascltare la voce del "popolo", la gente oggi ha paura. i romani hanno paura del diverso, hanno paura di ciò che non conoscono. hanno paura dei rom, perchè non sanno chi sono, non sanno che lingua parlano, non sanno la loro storia. non sanno da dove vengono, non sanno cosa fanno. sanno però che il tg di italia uno, studio aperto, parla loro di come i rom uccidono e stuprano. sanno dove è stata uccisa giovanna reggiani. i tg di silvio berlusconi le hanno dedicato più minuti, nei 10 giorni sucessivi all'omicidio della suddetta, di quanti ne abbiano dedicati all'attacco terroristico delle torri gemele fra l'11 e il 21 settembre. sanno di come al nord gli zingari facciano le rapine nelle ville. sanno che quelli che gli puliscono il vetro sono dei gran rompicoglioni. sanno che i bambini sfilano i portafogli dalle tasche di ignari turisti intenti a guardare le bellezze della città (mai come oggi immeritata da un popolo, quello romano, che non potrei trovare più repellente), dimentichi dei 5€ che un gelato costa oggi a piazza di trevi, o dei 3€ che una bottiglietta d'acqua da mezzo litro costa in piazza del popolo. furti legali. compiuti da gente con la pelle bianca e un accento caciarone, ammiccante, divertente, e un animo aggressivo e bestiale. taxisti.
i romani sanno che gli ukraini sfrttano le loro donne, le mandano a battere sulla palmiro togliatti, sulla colombo, sulla salaria, ma quello che fanno finta di non sapere è che son le macchine dei romani che la notte si fermano a farsi fare i pompini. e in tutto ciò si permettono di infangare pasolini. frocio di merda.
i romani sanno che quando c'era lui questa gentaglia non si permetteva di fare 'ste zozzerie. anzi manco c'era. se ne stavano a casa loro, ad ammazzarsi fra di loro. bravi. peccato per la poca costanza, perchè se facevano meglio capace che ora non ce n'erano neanche più a venire a rubare il lavoro a noi italiani. già. i sindacati dei liberi assassini e stupratori italiani hanno indetto una settimana di sciopero contro questi nuovi arrivati. ma come si permettono? di venire a stuprare le nostre donne in casa nostra? in casa mia le donne me le stupro da solo. l'ho sempre fatto e non vedo come ora debba essere diverso. loro non si sono mai lamentate. le donne italiane. donne tutte d'un pezzo. fin dai tempi del ratto delle sabine hanno dato prova di fibra morale e di orgoglio.
i romani manifestano per la sicurezza, contro i campi nomadi, contro gli stranieri. ormai la città non è più vivibile. non come nell'ottocento, o nel settecento, o in qualsiasi anno fin dai tempi di odoacre, quando i grandi viali e le maestose piazze di una città in piena espansione erano i luoghi più sicuri per portare a spasso fieri la propria appartenenza a un popolo capace di grandi opere.
e non vengano a raccontare che non è vero, che i romani sono stati i padroni del mondo, che i romani hanno costruito un impero grandiso e la città che hanno ora ne è la prova. i romani di ora non valgono un centesimo di quelli che fecero di una laguna fetente la città più bella del mondo. loro non se la meritano. l'hanno lasciata nelle mani di papi, vandali, nobilastri da strapazzo e briganti fin dai tempi della fine dell'impero romani d'occidente. e anche allora non è che se la passasero più così bene. la capitale del mondo ridotta ad un villaggio di caprari e briganti fino all'avvento del duce.
i romani hanno deciso di tornare nelle mani di coloro che offesero la loro città, che la stuprarono, che la lasciarono in mano ai barbari nazisti, che uccisero e torturarono i loro concittadini. i romani fanno il saluto romano in piazza del campidoglio, espongono gli striscioni fascisti inneggianti alla conquista.

il primo maggio, la mattina prima di andare in piazza san giovanni, andrò alle fosse ardeatine, a piangere i caduti della barbarie nazifascista, di quella barbarie la cui impunità ieri i romani hanno deciso di perpetrare, ignorando il ricordo dei loro morti, votando un fascista.


"viatori assetati di libertà
fummo a caso rastrellati
nelle strade e nel carcere
per rappresaglia
gettati in massa
trucidati murati in queste fosse
italiani non imprecate
mamme spose non piangete
figli portate con fierezza
il ricordo
dell'olocausto dei padri
se lo scempio su di noi
consumato sarà servito a di là della vendetta
a consacrare il diritto dell'umana esistenza
contro il crimine dell'assassinio"


Monday, April 28, 2008

il nuovo sindaco di roma

ordunque, sono passate appena 3 ore dalla chiusura delle urne nella capitale e già i mezzi di stampa diffondono la notizia... l'impossibile è avvenuto, colui la cui candidatura a sindaco di roma era stata da me accolta, quando venni a saperlo, da una sonora pernacchia, è stato eletto... gianni alemanno sarà il prossimo sindaco di roma! festeggiano i tifosi della lazio, ai quali aveva promesso uno statio tutto per loro, (così potranno tranquilamente ammazzarsi fra di loro senza incorrere nella confusione generata dall'appartenenza a squadre diverse) e i taxisti, di cui si apprende la formazione spontanea di caroselli e festeggiamenti vari (dio mi strafulmini se mi vedesse prendere un'altra volta un taxi a roma, fascistacci bastardi succhiasangue prepotenti ed ignoranti del cazzo)...
come fare, davvero le nostre spglie mortali sono condannate a vagare per l'eternità in una becera latrina popul-qualun-fascista? odio la gente, odio la gente, odio i loro discorsi, odio le loro idee, odio le loro paure, odio questo paese...

non so propri che dire... ancora una volta ha vinto la parte più becera de popolo italiano... quella del "basta froci", del "cacciamo gli zingari", del famoso "l'italia agli italiani"...
si può tornare indietro di qualche post, e rileggere quello che avevo scritto in seguito al mio licenziamento riguardo a una razza di individui che pare dilagare oggi nel nostro paese...
forse il modo migliore di esprimere la mia delusione, ancora una volta, è quello di affidarmi alle parole di chi ha più tempo da dedicare all'esporre in carta le proprie riflessioni... che guardacaso, sono ancora una volta le stesse...



Il linguaggio dei vincitori
di STEFANO RODOTÀ


SONO francamente ammirato dall'impassibilità con la quale tanti commentatori analizzano i flussi elettorali, esaltano la radicale semplificazione del sistema parlamentare, assumono la Lega come riferimento, si chiedono se siamo entrati nella Terza Repubblica o se la Seconda Repubblica comincia solo ora. Ma tanti dati di cronaca, e le sollecitazioni della memoria, mi fanno poi sorgere qualche dubbio e mi spingono a chiedere se la vera novità di queste elezioni non consista nell'emersione piena di un modello culturale, sulle cui caratteristiche hanno in questi giorni scritto assai bene su questo giornale Nadia Urbinati e Giuseppe D'Avanzo. Non giriamo la testa dall'altra parte. Quel che è appena accaduto, e si sta consolidando, riguarda davvero "l'autobiografia della nazione". Non riesco a sottovalutare fatti che troppi si sforzano di considerare minori, che vengono confinati nel folklore, assolti da Berlusconi come simpatiche e innocue forzature del linguaggio da parte degli uomini della Lega. E invece dovremmo sapere (quanto è stato scritto su questo argomento?) che proprio il linguaggio è la prima e rivelatrice spia di mutamenti profondi che investono la società e la politica. L'elenco è lungo, e non riguarda solo la storia recentissima. Si cominciò da pulpiti altissimi con l'aggressività verbale eretta a comunicazione politica quotidiana, considerata troppe volte come una simpatica bizzarria e dilagata poi in ogni possibile contenitore televisivo, sdoganando ogni becerume anche nei luoghi propriamente istituzionali. E il linguaggio non è solo quello verbale. Si sono fatte le corna nei vertici internazionali e si è mangiata mortadella in Senato, si continuano a disertare le manifestazioni del 25 aprile e si elegge il Bagaglino a rappresentante della cultura nazionale.
Commentando il colpo di mano del Presidente della Commissione europea che ha tolto all'Italia le competenze in materia di libertà, sicurezza e giustizia, si è detto che è meglio così, che è preferibile occuparsi di trasporti piuttosto che di "omosessualità". Per fortuna non si è parlato di "culattoni", riprendendo il simpatico linguaggio della Lega: ma, di nuovo, il linguaggio è rivelatore, anche perché rende palese una cultura incapace di comprendere la dimensione dei diritti civili. Sempre scorrendo le cronache, scopriamo che il futuro Presidente della Camera dei deputati apostrofa, sempre simpaticamente, un immigrato come "paraculo" mentre si investe, non si sa a quale titolo, della funzione di controllo dei documenti. Di un futuro ministro leghista ci viene offerto un florilegio di citazioni su stranieri e immigrati, sulle sanzioni da applicare, che non ha nulla da invidiare ai suoi più noti ed estroversi colleghi di partito. Un bel ponte tra passato e futuro, una indicazione eloquente degli spiriti che nutrono la nuova maggioranza, all'interno della quale si fa sentire sempre più forte la voce di chi invoca la pena di morte, raccogliendo un consenso che rischia di vanificare il grande successo internazionale del nostro Paese come promotore della moratoria contro la pena di morte approvata dall'Onu. Di fronte a tutto questo dobbiamo davvero ripetere che le parole sono pietre. Suscitano umori, li fanno sedimentare, li trasformano in consenso, ne fanno la componente profonda di un modello culturale inevitabilmente destinato ad influenzare le dinamiche politiche. Parliamo chiaro. Una ventata razzista e forcaiola sta attraversando l'Italia, e rischia di consolidarsi. Ammettiamo pure che grandi siano le responsabilità della sinistra, nelle sue varie declinazioni, per non aver colto il bisogno di rassicurazione di persone e ceti, spaventati dalla criminalità "predatoria" e ancor più dall'insicurezza economica, vittime facili dei costruttori della "fabbrica della paura". Ma questa ammissione può forse diventare una assoluzione, un modo rassegnato di guardare alle cose senza riconoscerle per quello che davvero sono? La reazione può essere quella di chi alza le mani, si arrende culturalmente e politicamente e si consegna al modello messo a punto dagli altri, con un esercizio che vuol essere realista e, invece, è suicida? Doppiamente suicida, anzi. Perché non si compete efficacemente quando si parte dalla premessa che la ragione di fondo sta dall'altra parte: l'imitazione servile, in politica, non rende. E, soprattutto, perché si consoliderebbe proprio il modello che, in nome della civiltà, dev'essere rifiutato e combattuto. Le possibilità di ripresa delle forze di centrosinistra passa proprio dalla piena consapevolezza della necessità di una immediata messa a punto di una strategia diversa. Aggiungo che vi è un elemento meno appariscente di quel modello che ha lavorato nel profondo, che può apparire meno insidioso e che, quindi, può non suscitare la reazione necessaria. Mi riferisco ad una idea di comunità chiusa, che coltiva distanza e ostilità; che spinge a chiudersi nei ghetti; che fomenta il conflitto tra i gruppi sociali contigui. Anche questa è una lunga storia, perché molte ed esemplari sono le "guerre tra poveri". Che non sono scongiurate elevando muri e neppure predicando una tolleranza che in questi anni si è trasformata in accettazione dell'altro alla sola condizione che faccia ciò che ci serve e che i nostri concittadini rifiutano, alle condizioni che imponiamo: e poi, esaurita questa funzione e calata la sera, quelle persone si allontanino sempre di più, isolandosi nelle loro comunità, lontani dagli occhi e, soprattutto, liberandoci da ogni inquietudine umana e sociale. Dobbiamo affrancarci dalle suggestioni del comunitarismo, che presero Tony Blair, solleticarono anche qualche politico della nostra sinistra e, ora, rischiano di tornare alla ribalta per chi si fa abbagliare dall'esempio leghista. Di tutto questo non basta parlare. È questa diversa cultura, che ha tanto giocato anche nell'esito elettorale, a dover essere analizzata. Altrimenti, le considerazioni sui comportamenti elettorali rimarranno monche e le stesse proiezioni nella dimensione istituzionali saranno distorte. Non è solo un doveroso esercizio di pulizia intellettuale. Se si pensa che vi sono emergenze che devono essere fronteggiate con forte spirito politico, e il degrado culturale lo è al massimo grado, bisogna essere chiari e necessariamente polemici. Guai a dare una interpretazione del "dialogo" tra maggioranza e opposizione che induca a mettere tra parentesi le questioni più scottanti. Bisogna rendersi conto che ammiccamenti e tatticismi qui non servono a nulla, e dire alla maggioranza che in questa materia, davvero, non si può negoziare. Solo così può nascere una alleanza non strumentale tra politica e cultura, che investa anche schieramenti diversi; e, forse, qualche apertura per uscire da un clima che si è fatto irrespirabile. Un piccolo, finale esercizio di relativismo culturale. Le cronache ci hanno parlato di un Tony Blair sorpreso senza biglietto sul treno tra l'aeroporto e Londra. Anche i nostri giornali hanno biasimato il fatto, riprendendo le giuste reazioni inglesi. Ma, da noi, doveva essere in primo luogo sottolineato come un potente ex primo ministro di una grande nazione non si servisse di auto di Stato. Questi sono i modelli culturali che ci piacciono.

repubblica.it

Friday, April 25, 2008

politically not so correct

Il Presentatore Sadico

Vi prometto che questo è meglio del precedente, mi stavo ammazzando dalle risate quando l'ho visto la prima volta...



P.S. Buon 25 Aprile a tutti!

Thursday, April 24, 2008

How to be ninja!

Video spettacolare, vi prego guardatelo.

Wednesday, April 23, 2008

I LOVE THE EIGHTIES! n°8

La rubrica più amata da tutti i followers (cioè noi stessi) dei Reduci torna e torna col botto sto parlando degli Opus con la loro bellissima splendida spettacolare Life is Live. Questa la dedico un po' a tutti.

Tuesday, April 22, 2008

Hasta la victoria, Comandante

Un rigurgito rosso di orgoglio e passione mi ha colto dopo aver letto l'ultimo intervento del Lider Maximo sul Granma. Democrazia o meno, rimane un grande. Se ci leggi, Pecoraro Scanio, questo è per te.

“Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura. Non si tratta di una cifra esagerata, è viceversa prudente. Ci ho riflettuto abbastanza dopo la riunione del presidente Bush con i costruttori d’automobili nordamericani.
Lo scorso lunedì 26 marzo, la sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibile è stata definitivamente stabilita quale linea economica della politica estera degli Stati Uniti.
Un dispaccio dell’AP, agenzia d’informazione che raggiunge tutti gli angoli del mondo, dice testualmente:

“WASHINGTON, 26 marzo (AP). Il presidente George W. Bush ha elogiato lunedì i benefici delle automobili funzionanti con etanolo e biodiesel durante una riunione con i costruttori d’automobili, nella quale ha cercato di dare impulso ai suoi piani per i combustibili alternativi.”
“Bush ha riferito che un impegno dei leader dell’industria automobilistica nazionale nel
raddoppiare la produzione di veicoli a combustibile alternativo favorirebbe gli automobilisti ad abbandonare i motori a benzina e si ridurrebbe la dipendenza del paese dall’importazione del petrolio.
“Si tratta di un notevole progresso tecnologico per il paese, ha detto Bush dopo avere controllato tre veicoli a combustibile alternativo. Se la nazione vuole ridurre il consumo di benzina, il consumatore deve avere la possibilità di prendere una decisione razionale.
“Il Presidente ha sollecitato il Congresso a procedere rapidamente con la normativa che il governo ha recentemente proposto, stabilendo per il 2017 l’utilizzo di 132 miliardi di litri (35 miliardi di galloni) di combustibile alternativo ed imponendo degli standard più efficienti nel risparmio del combustibile per uso automobilistico.
“Bush si è incontrato con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner, il direttore generale della Ford Motor Co., Alan Mulally ed il direttore generale del gruppo Chrysler della Daimler Chrysler AG, Tom La Sorda.
“I partecipanti alla riunione hanno discusso le misure per sostenere la produzione di veicoli a combustibile alternativo, ipotesi per incrementare l’etanolo partendo da fonti quali l’erba o la segatura ed una proposta per ridurre del 20% il consumo di benzina in 10 anni.
“I colloqui sono stati effettuati in un momento in cui il prezzo della benzina è aumentato. Lo studio più recente dell’organizzazione Lundberg Survey ha segnalato che nelle ultime due settimane l’indice medio nazionale del prezzo della benzina è aumentato di 6 centesimi a gallone (3,78 litri), raggiungendo i 2,61 dollari.”

Penso che ridurre ed inoltre riciclare tutti i motori che consumino elettricità e combustibile sia una necessità elementare ed urgente per l’intera umanità. La tragedia non consiste nel ridurre queste spese energetiche, ma nell’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.
Oggi si conosce con estrema precisione che una tonnellata di mais può produrre in media, in base alla densità, solamente 413 litri d’etanolo, equivalente a 109 galloni.
Il prezzo medio del mais nei porti degli Stati Uniti è di 167 dollari a tonnellata. Sono quindi necessarie 320 milioni di tonnellate di mais per produrre 35 miliardi di galloni d’etanolo.
Secondo i dati della FAO, nel 2005 il raccolto del mais degli Stati Uniti ammontava a 280,2 milioni di tonnellate.
Nonostante il Presidente parli di produrre combustibile partendo dall’erba e dai trucioli di legno, chiunque capisce che sono frasi carenti assolutamente di realismo. Si noti bene: 35 miliardi di galloni significano un 35 seguito da nove zeri!
Verranno poi i begli esempi di ciò che raggiungono nella produttività pro capite e per ettaro gli esperti e ben organizzati agricoltori statunitensi:
Il mais trasformato in etanolo; i residui di questo mais trasformati in alimento animale con il 26% di proteine; gli escrementi del bestiame utilizzati come materia prima per la produzione di gas.
Beninteso, tutto ciò dopo considerevoli investimenti alla portata solo delle imprese più potenti, in cui tutto deve muoversi sulla base del consumo elettrico e del combustibile.
Si applichi questa ricetta ai paesi del Terzo Mondo e vedrete quante persone, tra le masse affamate del nostro pianeta, smetteranno di consumare mais.
O peggio ancora: prestate finanziamento ai paesi poveri per produrre etanolo dal mais o da qualsiasi altro tipo d’alimento e non rimarrà un solo albero per difendere l’umanità dal cambio climatico.
Altri paesi del mondo ricco hanno in programma di usare non solo il mais, ma anche il grano, i semi di girasole, di colza e di altri alimenti per utilizzarli nella produzione di combustibile.
Per gli europei, ad esempio, sarebbe un affare importare tutta la soia del mondo per ridurre il consumo di combustibile delle loro automobili ed alimentare gli animali con i residui di questa leguminosa, particolarmente ricca di amminoacidi essenziali.
A Cuba gli alcolici si producevano come sottoprodotto dell’industria saccarifera, dopo tre estrazioni dello zucchero contenuto nel succo della canna.
Il cambio climatico sta già danneggiando la nostra produzione saccarifera. Grandi siccità s’alternano a piogge record, permettendo appena di produrre zucchero con rese convenienti nei cento giorni del nostro molto mite inverno, in modo tale che viene a mancare lo zucchero prodotto per tonnellata di canna o di canna per ettaro, a causa delle prolungate siccità nei mesi di semina o coltivazione. Credo che in Venezuela useranno l’alcool non per esportare, ma per migliorare la qualità ecologica del loro combustibile.
Perciò, indipendentemente dall’eccellente tecnologia brasiliana per la produzione dell’alcool, a Cuba l’impiego di tale tecnologia nella produzione diretta di alcol partendo dal succo della canna da zucchero, non costituisce più di un sogno o di un delirio di coloro che s’illudono con questa idea.
Nel nostro paese, i terreni impiegati nella produzione diretta di alcool possono risultare molto più utili per la produzione alimentare per il popolo e per la protezione dell’ambiente.
Tutti i paesi del mondo, ricchi o poveri, senza alcuna eccezione, potrebbero risparmiare milioni di milioni di dollari d’investimenti e di combustibile semplicemente cambiando tutte le lampadine incandescenti con quelle fluorescenti, come ha realizzato Cuba in tutte le abitazioni del paese. Ciò significherebbe un respiro per resistere al cambio climatico senza ammazzare di fame le masse povere del mondo.
Come si può osservare non uso aggettivi per qualificare il sistema ed i padroni del mondo. Questo compito lo sanno svolgere eccellentemente gli esperti dell’informazione e gli uomini onesti delle scienze socioeconomiche e politiche che nel mondo abbondano e che costantemente indagano nel presente e nel futuro della nostra specie. Basta un computer ed il crescente numero di reti d’Internet.
Oggi, per la prima volta, conosciamo un’economia realmente globalizzata ed una potenza dominante in campo economico, politico e militare, che non assomiglia per niente alla Roma degli imperatori. Alcuni si domanderanno perché parlo di fame e sete. Rispondo: non si tratta dell’altra faccia della medaglia, ma di varie facce di un altro pezzo, come può essere un dado con sei facce, o un poliedro con molte più facce.
Ricorro in questo caso ad un’agenzia di stampa ufficiale, fondata nel 1945 e generalmente ben informata sui problemi economici e sociali del mondo: la TELAM. Ha detto testualmente:

“Circa 2 miliardi di persone abiteranno tra appena 18 anni in paesi e regioni dove l’acqua sarà un lontano ricordo. Due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in luoghi dove questa scarsezza produrrà tensioni sociali ed economiche di tale intensità che potrebbero condurre i popoli a delle guerre per il prezioso “oro azzurro”.

“Negli ultimi 100 anni, l’utilizzo dell’acque è aumentato ad un ritmo oltre due volte superiore al tasso di crescita della popolazione. “Secondo le statistiche del Consiglio Mondiale dell’Acqua (WWC, la sigla in inglese), si stima che nel 2015 il numero degli abitanti colpiti da questa grave situazione ammonterà a 3 miliardi e mezzo di persone.

“Le Nazioni Unite hanno celebrato il 23 marzo il Giorno Mondiale dell’Acqua, invitando nell’occasione ad affrontare il problema della scarsità dell’acqua con la coordinazione della FAO, con l’obbiettivo di segnalare la crescente importanza della mancanza d’acqua a livello mondiale e le necessità di una maggiore integrazione e cooperazione, permettendo di garantire una gestione sostenuta ed efficiente delle risorse idriche.

“Molte regioni del pianeta soffrono una grave mancanza d’acqua, vivendo con meno di 500 metri cubici per persona all’anno. Aumentano sempre più le zone colpite dalla mancanza cronica di questo elemento vitale. “Le principali conseguenze sono la quantità insufficiente di questo prezioso liquido per la produzione alimentare, l’impossibilità dello sviluppo industriale, urbano e turistico ed i problemi sanitari”.

Fin qui la nota della TELAM. Sottolineo in questo caso altri fatti importanti, quali i ghiacci che si sciolgono in Groenlandia e nell’Antartico, i danni alla cappa dell’ozono e la crescente quantità di mercurio in molte specie di pesci d’abituale consumo. Esistono altri temi che possono essere affrontati, ma con queste righe desidero semplicemente commentare la riunione del presidente Bush con i principali dirigenti delle compagnie automobilistiche nordamericane."


Fidel Castro
.

E dopo Khruschev un'altra maiz-mania...

Supercolla miracolosa


So che è blasfemissimo etc. ma non mi potevo esentare dal pubblicare la pubblicità (REALE) di questa supercolla che può sostituire i chiodi. Guardatevi pure il video.

Monday, April 21, 2008

Fuori con l'indulto












Dedicato a chi già godeva all'idea del rumore di sbarre che si chiudevano dietro Sirchia.
Grazie all'indulto approvato dall'intera fazione Berlusconiana e da 3/4 dell'Unione (God Save Di Pietro) Sirchia non farà neanche mezza giornata di carcere, insieme ai suoi compagnetti di tangenti. Fra le altre cose il suo reato sta anche per scadere in prescizione quindi l'unica chance di vederlo in galera, ovvero il processo in appello, è sfumata.
Complimentoni...

Webbe Grillo, un po' di luce sul fenomeno grilliano


Interessante e-book/inchiesta gratuito su Beppe Grillo, il suo produttore, le sue più famose battaglie e tutte le fallacie del suo percorso politico, perchè di politica trattasi.
Per ragioni di tempo non sono riuscito a leggerlo tutto, ma ho solo sfogliato alcune pagine e alcune sezioni interessanti. Devo dire che riesce abbastanza nel compito di far luce sul personaggio che ha fatto dell'informazione libera il suo cavallo di battaglia ma che, ciclicamente, non pubblica i miei commenti negativi sui suoi post nonostante nel suo blog venga sostenuto che i commenti vengono pubblicati "direttamente senza doppi-controlli".
Consiglio a tutti i suoi fan, membri dei meet-up, supporters delle liste civiche grilliane etc di dare una letta a questo breve libro, potrebbe aprirvi molte porte di cui non conoscevate l'esistenza.

SCARICA L'EBOOK "WEBBE GRILLO"

Perle

Queste sono un po' di perle che mi son ritrovato sul computer; le avevo trascritte dopo la questione del bacio gay davanti al Colosseo. Poi ci chiediamo perchè la gente voti Berlusconi.

Io sono contro i gay e quindi mi fa piacere che certe zozzerie non si vedano per strada, perche' sono cose contro natura e non educative per i bambini. Queste persone hanno una malattia mentale , io credo, perche' non e' normale essere attratti da una persona dello stesso sesso. Fra poco pretenderanno anche di poter avere figli e crescerli come se niente fosse; a me questo non sembra normale, se pewr qualcuno questo e' normale, si facesse controllare da uno psicologo o psichiatra che sia.

Se non fosse, che se accadesse, tanta brava gente ci rimetterebbe seriamente,mi piacerebbe che questa degenerata società fosse amministrata dai musulmani. Allora sparirebbero per incanto froci,degenerati vari e ladroni sia piccoli che grandi politici. fraterni saluti alla brava gente.

é questa la realta'.Le priorita' di Prodi sono i diritti degli omosessuli.Non c'e' altro.L'importante per i gay è mostrarsi farsi notare.Ma pensate ai bambini che bello spettacolo che devono vedere!!Ma perche' non lo fanno a casa loro nel loro letto.Fate schifo!!Vergognatevi. Ci mancava la Gay Street.Ma perche' questa che dovrebbe essere una minoranza deve essere sbattuta in prima pagina ogni giorno, e guai a contraddirli ci pensano gli onorevoli a difenderli.Ma dove è la democrazia? I diritti dei cittadini a non farsi offendere da due schifosi delo stesso sesso che si baciano dove sono finiti? bene hanno fatto gli agenti a denunciarli. Ripeto queste schifezze fatele a casa vostra. Giovagio

Friday, April 18, 2008

Vaffanculo Grillo Day

Mi son fatto un giro sul blog di Grillo e la sua deriva berlusconiana mi sta veramente preoccupando. Parla come Berlusconi, agisce sulla stessa classe sociale di Berlusconi, incomincia ad avere una concezione esageratamente elevate di se stesso

http://www.beppegrillo.it/2008/04/le_citta_del_25_aprile.html

Voi siete Beppe Grillo. Ragionate con la vostra testa. Prendete in mano questo Paese. E' il vostro Paese. Non abdicate ai vostri diritti. L'informazione è un diritto. Vi è stato tolto.Per questo siamo ridotti così. Solo atttraverso una libera informazione l'Italia tornerà un Paese libero, bello, splendente come nel Rinascimento. Io ci credo, credeteci anche voi. Il 25 aprile è un'occasione per dire ai partiti, alle banche, alla Confindustria e a Testa d'Asfalto che in Italia comandano i cittadini. Che l'informazione deve essere al servizio della democrazia, non dei gruppi di potere. I partiti non hanno mai fatto una legge contro il conflitto di interessi. Domandatevi il perchè. Per beneficenza? O perchè con una libera informazione sarebbero spariti TUTTI, TUTTI, il giorno dopo per non farsi prendere a calci nel culo dagli italiani. In alto i cuori. IIl 25 aprile in 400 città italiane ci sarà la raccolta delle firme per i referendum per una libera informazione in un libero Stato. No all'ordine corporativo dei giornalisti, al finanziamento pubblico di un miliardo di euro all'anno all'editoria, alla legge Gasparri sulle radiotelevisioni. 400 città con musica, informazione, giovani e vecchi per una giornata di festa. Il 25 aprile prendete la pillola rossa.
Blogged with the Flock Browser

Thursday, April 17, 2008

Sirchia condannato a tre anni di carcere

MILANO - L'ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia è stato condannato a 3 anni di reclusione, nell'ambito del processo milanese in cui è imputato insieme ad altre sette persone, per un giro presunte tangenti nel mondo della sanità. 

La sentenza è stata emessa questa mattina dalla quarta sezione penale del tribunale, presieduta dal giudice di Oscar Magi, al termine della camera di consiglio. Riunitasi dopo che i pubblici ministeri Eugenio Fusco e Maurizio Romanelli, avevano dichiarato di non essere intenzionati a replicare alle arringhe difensive. Quanto al verdetto, la condanna è di poco superiore a quella chiesta dai pm, pari a 2 anni e 9 mesi di reclusione. 

In particolare, l'ex componente del governo Berlusconi è stato giudicato colpevole di corruzione e
appropriazione indebita, per reati che sarebbero stati commessi quando era primario del Servizio di Immunoematologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore Policlinico. Secondo i magistrati, Sirchia avrebbe incassato tangenti da multinazionali specializzate in prodotti sanitari, per favorirle nelle forniture di appalti. 

E subito dopo la sentenza, è giunto il commento del diretto interessato: "Sono molto dispiaciuto - ha dichiarato Sirchia - non siamo riusciti a convincere il collegio delle nostre ragioni, nonostante avessimo portato al processo numerosissime prove e testimonianze. E' stato recepito il teorema dell'accusa. Mi riservo di impugnare in secondo grado la decisione perché è assolutamente non condivisibile. Mi sembra un dovere rispettare cosa un tribunale decide, ma è un diritto e dovere leggere le motivazioni e impugnare".

Da La Repubblica del 17 Aprile 2007

Blogged with the Flock Browser

autocitazione

...mi permetto di postare una cosa testè inserita nel mio blog... le solite cose, ma almeno così Charlie mi potrà dare la speranza di esser accolto nel suo pantheon :P

Innanzitutto un doverosissimo grazie al caro compagno craccato, mi par di ricordare pure per motivi non troppo corretti, ma tant'è... In bocca al lupo per tutto.

Dopo gli ovvi ringraziamenti mi preme rispondere ad un commento lasciatomi nel post precedente, non se se sia bloggeristicamente corretto, ma non me ne impippa mi garba la dialettica e poi sono abbastanza umile da poter dire che da certi finti comunisti d'accatto lezioni non se ne possono prendere.

"rieccoi gli italiani che si lamentano , che rinfacciano ... e quello ruba in italia e, quelli rubano in russia : AVETE ROTTO I COGLIONI!!!!!!!!! ma se il psyconano è di nuovo al governo ...chi ce lo ha messo mia nonna? no voi popolino lamentoso .. ora godetevelo 5 anni..NOI POPOLO DI SINISTRA FAREMMO OPPOSIZIONE ALL ARIA APERTA !!!!voi ex comunisti pentiti rodetevi e rinfacciatevi da vespa !!!!ora d alemma avrà più tempo da dedicare alla sua (nostra ) barca .. fassino potrà fare una cura all ingrasso .... buone vacanze COGLIONI...."

Partiamo dall'inizio: qualora non te ne fossi accorto tu vivi in una democrazia di stampo repubblicano dove, indette ogni tot anni libere elezioni a suffragio universale, viene eletta una maggioranza di GOVERNO (povero, capisco che la parola possa urtare le comunistissime classi dirigenti in cui credi). Detto ciò mi spieghi perchè questo POPOLO DELLA SINISTRA NON HA RAPPRESENTANZA IN PARLAMENTO? Me lo sapresti spiegare. Provo io ad individuare almeno due motivi.

1) Il più vicino in ordine di tempo è che quel erremoscista di Bertinotti da bravo intelligentone ha espresso la volonta di "candidarsi all'opposizione"... ma dico siamo rincoglioniti????? Ti candidi all'opposizione? Dimostrazione dell'immaturità imbecille di una certa sinistra che crede di poter cambiare le cose solo lanciando uova e ritenendo che la politica dei duri e puri (con le pezze al culo) serva a qualcosa... serve solo a sfiduciare le classi sociali di riferimento (mmmm, ah si, ora siete passati ai trangender) che ovviamente, in una situazione di disagio, preferiscon smetter di votare dei tronfi parolai fintamente, ripeto, fintamente, comunisti, quali sono attualmente le (ex?) classi dirigenti di certi partiti.

2) Oramai certi partiti sono delle scatole autoreferenziali di non lotta e di non governo dove a situazioni attualissime di stratificazione sociale ed economica si cerca di proporre soluzioni antistoriche, andando così ad ammazzare un'idea di sinistra forte, riformista, insomma una vera alternativa all'evidente qualunquismo del PD (che rimane il male minore, mi si consenta :P).


Ovviamente trattasi di un'analisi superficiale, cui mi permetto di aggiungere che dopo anni e anni di divisione, aria fritta e freackettonismo LA GENTE CHE LAVORA E SI VEDE OGNI GIORNO PIù IMPOVERITA si butta su chi, anche emotivamente, gli da più sicurezza. Chiamatelo populismo, chiamatelo come volete, ma che razza di alternativa seria può dare una forza politica che si candida a esser solo forza di opposizione? Che vuol dire? Un implicito riconoscimento delle proprie incapacità a promuovere qualcosa di serio e tangibile? A me pare proprio di si. Da qui il fallimento di una pseudosinistra radicale che è veramente arrivata alla frutta in questa campagna elettorale. Andate a farvi le pippe organizzando i vostri sit-in di protesta (cose nobilissime e altissime, in quanto forme di presa di coscienza sociale, ma di non sola aria campa la lotta VERA) che intanto dentro i palazzi qualcun'altro penserà a come trombarci ancora meglio. Ma a voi che v'importa? Siete felici lo stesso, w gli operai, operai unitevi, e poi se muoion di fame? Beh possono pur sempre mangiarsi il vostro ostentare ideali che non meritate nemmeno. Vergogna.

Non sarà moralmente correttissimo ma se solo si potesse ottenere il 20% di quello in cui tutti crediamo, beh, sarebbe una gran vittoria: dallo stato sociale alla giustizia all'istruzione... Qui sta la differenza: a me non interessa star bene con me stesso perchè sputo in faccia a chi la bandiera rossa l'ha gettata in un fosso, se poi non riesco a costruire, a contribuire nel mio piccolo alla creazione di qualcosa che possa davvero migliorare la vita di tutti. Chi agisce può sbagliare ma almeno potrà dire di esserci stato, chi sta fermo perchè mai vorrà scender a compromessi e solo cantarsela e suonarsela facendo finta di aver a cuore il bene comune... beh, che almeno abbia la decenza di tacere.

Picciotti miei atto III

Ora che sono in fase di rielaborazione posso bestemmiare a mente un po' più fredda. Innanzituto direi di distinguere due livelli, cioè l'antiberlusconismo e poi il parere nei confronti di CHI lo ha votato (ma anche la Lega).Dall'84 in poi ci troviamo come concittadino un personaggio ('84 perché ad allora risale la sua vera scesa in campo by Craxi) che ha ininterrottamente fatto dell'antistatalismo e della politica a scopi personali l'unico suo mezzo di lotta, conquista e coercizione intellettuale di una nazione. Tutti conosciamo le colpe del Cavalleggero che ci va pesante, e i crimini della sua cricca postsocial-democrist-mafioso-delinquenziale´... quello che non riesco a capire (sarò coglione, chissà) e come si possa in maniera così criminale, come possano, come abbiano potuto, non capire che in fondo quello che Berlusconi ha come ossigeno, come ancora di eterna salvezza è e sempre sarà il conflitto d'interessi. L'imbecillità è nell'averlo personalizzato e relegato in una "delle tante cose che di lui non van bene"... NO, qui sta l'errore: da quindici anni a questa parte, subdolamente, è passata l'idea per cui non è che se uno sbaglia e si comporta in maniera antisociale deve pagare, anzi, casomai è lo stato iperpresenzialista che con la sua mano giudiziaria limita la "libertà" dei cittadini; un messaggio che di giorno in giorno ha fatto si che lo STATO venisse tacciato di illiberalismo e lo spregio verso le sue istituzioni portato a mezzo politico legittimato. Cosa sarebbe Berlusconi senza televisioni? Senza la possibilità di render grati milioni di cittadini per 3 reti gratuite e anestetizzanti? Cadrebbe... e invece no, ci si ostina a tapparsi gli occhi perchè tutti, dal primo all'ultimo dei politici di "sinistraopresuntatale", si sono fatti emeritamente fottere da questo genio che per l'ennesima volta ha ribaltato la realtà, ha messo in camopo un coacervo di ossimori che vanno dalla crisitianità alla xenofobia alla legaliyà all'ignorare la mafia a denigrare il ruolo della magistratura, delle istituzioni, della POLITICA vera cui lui grida di volersi sostituire in quanto uomo forte, deus ex machina contro il vecchio, il noioso, l'incanalato all'interno di regole condivise e democratiche.


Siamo alla seconda fase del berlusconismo: prima quello di matrice post craxiana, in cui un imprenditore con manette certe ai polsi si reinventa politico e salvatore per ´liberarsi dalla mannaia della giustizia, delle condanne, del fallimento di un'azienda che falsificava le carte e si avvaleva di strumenti finanziari degni di un Salvi. Un berlusconismo mafioso e delinquenziale, che populisticamente attraeva le masse col suo mix di mangiabambini, tette culi e calciatori per tappar gli occhi agli italiani e farsi i cazzi propri.Ora, risolti questi problemi, mentre Piersilvio dorme sogni tranquilli, il papi, un vecchietto giovanilistico e patetico con deliri di onnipotenza, ha dato di matto; non è più l'azione furbesca di un paraculo che dopo trent'anni di inciuci con politici, giudici corrotti e mafiosi della peggior specie è giunto alla frutta; no lui è convinto di aver DAVVERO dalla sua la ragione, crede di aver DAVVERO una missione da compiere, e, manuale P2 alla mano, farà di tutto per portarla a termine. E forse questo è addirittura più preoccupante, più pericoloso del fatto che ci siano tanti milioni di persone col cervello annichilito da vent'anni in salsa mediatico-demenziale che ancora credono alle sue fantascientifiche, patetiche, a volte se vogliamo tenere, stronzate. Altri cinque anni sarebbero davvero troppi, per tutti, ma soprattutto per quel monumento allo stupro anarcoide,mafioso e liberista che prende il nome di Italia.


Detto scritto sottoscritto e inscritto berluschini di merda che la materia di cui siete composti per un buon 85% possa sciogliersi per permettervi di sprofondare nel cesso che meritate e che sempre meriterete in saecula saeculorum, tanto per fare qualche citazione di alta dialettica politica. Ite, inculata fuit, est, erit.


p.s. insomma, il problema che oltretutto uno non sa più che scrivere...

Tuesday, April 15, 2008

Rutterò il mio dissenso [Cit. Charlie 2, 11]

Dalla seconda lettera di Charlie ai Filistei

E' arrivato, come ormai si attendeva da tempo, il giorno del giudizio. L'Italia si è rialzata, a suo dire. 
A mente fredda, ma non ancora troppo fredda per un'analisi cinica, sono vari i pensieri che mi soggiungono e varie le incazzature latenti. Questa volta è ora di smetterla di prendersela con la classe politica, sono il fiore all'occhiello di un paese marcio, che chiamare Repubblica delle Banane sarebbe impietoso. Per le vere Repubbliche delle Banane. 
Ce la dovremmo prendere piuttosto, con noi stessi. O meglio con Voialtri. Si, sto assumendo un tono da guerra civile, la civiltà non mi si confà. E' giunta l'ora di togliermi la maschera da democratico che ho indossato (solo per poco sia chiaro). Non ho mai avuto una grande fiducia nelle capacità e nella voglia di fare degli Italiani. Non pensavo però che si potesse raggiungere tanto. Per ben tre volte abbiamo , o meglio, avete, deciso di portare al governo l'apologia proiettica dell'uomo medio e mediocre Italiano. Dell'uomo che fa i soldi facili, dell'uomo che è ricco e simpatico anche se brutto e ignorante. Dell'uomo che, bisogna dirlo, meglio rappresenta la società che lui stesso ha plasmato. 

Non sono mai stato un grande fan del Partito Democratico, e questo blog ne è testimone, e forse per mio poco idealismo non ho mai creduto nel Sogno. Ho tuttavia deciso di prendere un sonnifero e sognare con Veltroni, senza se e senza ma (frase abusata dalla sinistra, ma che a quanto pare non viene applicata abbastanza). Tante le cose che mi piacevano del Veltroni "personaggio politico". Nella fattispecie il suo dare voce a un povero coglione che si fa il culo a studiare e lavorare e che ancora non vede niente in cambio da uno Stato pigro e lottizzatore. Nonchè la capacità di offrirmi qualcosa in cui non credevo, ma perlomeno in cui volevo credere. 
Un'altra volta quest'italia caciarona e becera da tarallucci e vino, l'Italia che ha ancora bisogno di un uomo forte e mediocre, è tornata a governare.
L'Italia è una Contessa Miseria. Una decrepita signora ottantenne che non accetta la sua lenta e inesorabile decomposizione, che emana un opprimente tanfo di merda e nafta, che ancora però si imbelletta, si trucca, si veste a festa, con volgari piume di struzzo e ferragli. L'autocelebrazione della mediocrità e dell'inettitudine ha raggiunto ieri il suo massimo apice. Mi inizio a chiedere se veramente ci meritiamo il suffragio universale; almeno senza quello potremmo legittimamente urlare al mondo che non è colpa nostra. E con un suffragio meritocratico eviteremo certamente alcuni disastri, come quello che ha appena avuto luogo. 

Mi è rimasta solo un opzione: ruttare il mio dissenso.

Saturday, April 12, 2008

Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione - da cui sono stato a lungo tentato - finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri... perchè inventarmi qualcosa se Marco Travaglio l'ha detta meglio di me? Se ne strafottono dell'astensionismo o delle parolone da far firmare ad uno scazzatissimo presidente di seggio. In fondo, basta leggere Gramsci, anche le citazioni banali da Baci Perugina.

Friday, April 11, 2008

tanto x ricordarsi di votare veltroni...

"Berlusconi inadatto a democrazia. Ecco perché sceglierò il Pd"
di NANNI MORETTI



NON mi piace l'espressione e il concetto di "voto utile", ma personalmente non ho mai avuto dubbi sul mio voto: il Partito democratico è la novità della politica italiana e forse l'ultima opportunità per non regalare definitivamente il paese all'estremismo di Berlusconi e Bossi. Purtroppo, tra gli elettori di sinistra e centrosinistra, persiste una tentazione irresponsabile ad astenersi dal voto.

Gli incerti sono tali per delusione, stanchezza, assuefazione. La delusione nei confronti del governo di centrosinistra è in parte condivisibile, ma non può far dimenticare il vero e proprio abisso politico, culturale ed etico che c'è tra il centrosinistra e la destra italiana. La stanchezza si esprime con l'infastidito "Ma come è possibile, dobbiamo ancora occuparci di Berlusconi?!". Sì, il protagonista negativo purtroppo è ancora lui e, cosa impossibile da immaginare nel '94, si tratta di un Berlusconi addirittura peggiore: per aggressività, assenza di senso dello Stato e disprezzo delle istituzioni. Assuefazione: siamo arrivati al punto che ormai quasi tutti consideriamo normali cose che in democrazia non lo sono per niente, e che infatti non sono mai accadute in altri paesi: per esempio, il monopolio televisivo privato in mano a una sola persona, che, incredibilmente, si candida per la quinta volta in quindici anni a governare con le sue improvvisazioni il paese. Come non sono normali le aggressioni verbali di Bossi e Berlusconi nei confronti degli avversari politici, delle istituzioni, della magistratura, del presidente della Repubblica. Parlare di "imbracciare le armi", non può essere considerata un'innocua battuta (anzi, Berlusconi ha detto: "E' una metafora", ma mi sembra che non gli sia ben chiaro il concetto).

Molto pericolosa e inquinante è l'ossessione di Berlusconi verso i brogli elettorali. Tutti hanno dimenticato che purtroppo è una sua costante, infatti già nel '96 disse che Prodi aveva vinto grazie ai brogli. L'ha ripetuto quasi in tempo reale nell'aprile di due anni fa, convincendo milioni di elettori di essere stati derubati. Questo è un modo inaccettabile per delegittimare il voto e quindi minare le basi della democrazia. Si è poi visto, quando molti voti sono stati ricontati, che di poco era stato penalizzato il centrosinistra. In Berlusconi c'è una estraneità direi "naturale" alle regole e al rispetto dei risultati che non gli sono favorevoli.

Purtroppo l'opinione pubblica in Italia non esiste. Basti fare il confronto con quello che scrivono di Berlusconi giornali stranieri non certo di sinistra: esprimono incredulità per le sue continue affermazioni anti-istituzionali, severità e durezza per i suoi continui attacchi alle norme elementari della convivenza democratica, e una autentica preoccupazione verso un suo possibile ritorno al governo. Oltretutto, per la quinta volta, c'è un candidato che parte avvantaggiato nella competizione elettorale, perché ancora controlla tre reti televisive e giornali e radio. Io sono una persona competitiva, un appassionato di gare, mi piace farle e vederle, ma le nostre elezioni assomigliano alla finale dei cento metri, la gara più bella delle Olimpiadi, con sette concorrenti allineati e l'ottavo che arriva col suo blocchetto di partenza e si sistema 15 metri più avanti. Una gara falsata... Trovo perciò insensato il gran parlare che si fa di Berlusconi come personaggio "carismatico" e "grande comunicatore". Secondo me, oggi, non è né l'uno né l'altro.

A proposito di Veltroni e Berlusconi, non capisco come ci sia qualcuno che possa sostenere che i due uomini politici e i loro programmi si assomiglino o addirittura siano uguali... Tra i due politici le differenze sono enormi, Berlusconi è un disco sempre più incantato e sempre più finto. Lo si è visto anche nel suo rifiuto di confrontarsi in tv con Veltroni. Una vera e propria fuga. Sa che perderebbe voti. Purtroppo, questo suo rifiuto qui da noi non scandalizza, viene considerato normale: "E' in vantaggio, è giusto che non faccia il duello con Veltroni". In altri paesi l'opinione pubblica, che qui non esiste, ti farebbe pagare politicamente ed elettoralmente un comportamento del genere.

Il centrosinistra, per non diventare come la destra, giustamente evita di usare, con segno opposto, la stessa aggressività... Per non spaventare i moderati, il centrosinistra evita di ricordare le condanne, per mafia e corruzione della magistratura, di importanti esponenti di destra: in questo modo fa due passi indietro, ma la destra ne fa otto avanti. Il centrosinistra considera molte delle argomentazioni a suo favore dei possibili boomerang, mentre la destra aggredisce e insulta. E' un problema di metodo che però è anche di sostanza: va bene non diventare come il tuo avversario, ma bisogna solamente subire?...

Non ho mai usato l'espressione "regime", perché quest'espressione generica può significare tutto e niente. E' una rassicurante coperta di Linus, è un plaid linguistico che uno usa per lamentarsi e poi restare fermo. Preferirei essere più preciso, forse più duro: la nostra è una democrazia in parte svuotata dal quasi monopolio televisivo di Berlusconi.

L'irresponsabilità è una caratteristica molto italiana. Bossi, Berlusconi, Dell'Utri e tanti altri nella destra, si permettono delle affermazioni gravissime. Poi si rettifica, in parte si smentisce e tutto finisce lì. Vengono considerate, con incredibile indulgenza, "dichiarazioni in libertà", "folklore", "esagerazioni pittoresche". Tanti hanno considerato troppo cupo e pessimista il finale del "Caimano", ma le frasi di Berlusconi sull'esame di sanità mentale da fare ai magistrati si spingono molto oltre. Eppure non succede nulla (ma i giornalisti stranieri, anche quelli moderati, rimangono allibiti).

Il direttore di un telegiornale di Mediaset da anni sbeffeggia, ridicolizza, schernisce politici e giornalisti di sinistra e centrosinistra, e gli si risponde con corsivi ironici, invitandolo alle trasmissioni comiche, considerandolo addirittura più onesto di altri perché più schierato. Si ride. Ma non c'è niente da ridere. Milioni di persone vedono la televisione, che è uno strumento molto più prepotente dei giornali, e nei confronti del quale abbiamo meno difese...

Berlusconi si è lanciato ripetutamente in affermazioni molto gravi contro Napolitano, trattandolo come "uno dei loro". Dopo l'ultima di queste incredibili uscite contro il presidente della Repubblica, alcuni giornali hanno titolato: "Lite Berlusconi-Veltroni sul Quirinale". Ma qui non c'è nessuna lite, non c'è nessun derby, c'è solo un uomo inadatto a governare, che non ha ancora capito cos'è lo Stato, le istituzioni, la democrazia liberale.

Da molti anni, politici democristiani vengono accusati da Berlusconi di essere "comunisti" (dal '94 in Italia questo è ormai un insulto, a differenza di quando esisteva il Pci). Mentre molti fascisti, che restano fascisti e purtroppo non percepirebbero questo come un insulto, hanno avuto ruoli importanti nello schieramento di Berlusconi. Che, è bene ricordarlo, da capo del governo non ha mai partecipato alla festa del 25 Aprile, la festa di Liberazione.

Questo testo è la sintesi di un intervento di Nanni Moretti tratto dal sito www.micromega.net, online da questa mattina.

Thursday, April 10, 2008

Il "non-voto", la tipica zappa sui nostri piedi

Sento un sacco di persone che dicono che non vogliono andare a votare. Tutte molto arrabbiate. Il guaio è che si è moloto arrabbiati non andare a votare non è una strategia efficace. I voti si misurano in percentuale. E' come dire "non sopporto l'amministratore del condominio quindi non andrò alle riunioni e gli farò fare tutto quello che vuole". Sai che dispetto.
Quelli che vinceranno le elezioni ci piangeranno tutta la legislatura, sulla bassa affluenza. I politici sgradevoli non temono che la gente non vada a votare. Ci sguazzano, nella poca partecipazione popolare e nel disinteresse. Invece temono come la peste, come l'invasione delle zanzare e come la piaga biblica delle cavallette la partecipazione puntuale e occhiuta, le domande che vengono ripetute fino a che non ottengono una risposta, la memoria precisa della promesse e delle premesse. Il potere adora aver da governare persone che non ne vogliono sapere nulla, che vanno al mare invece che al seggio. Cosa c'è di più delizioso che governare chi ti dice che tanto è tutto uguale? Basta godersi la poltrona, e dar colpa di ogni cosa a qualcuno che sia sufficientemente diverso. Chi ama tenersi il potere, adora avere gente che non vuole pensare, nè scegliere. Non sogna di meglio che elttori che vogliono comportarsi come in quel tempo felice e senza responsabilità: sapete, prima di diventare maggiorenni.

Dal Giornale di Sardegna del 7 Aprile 2008, Chicco Gallus

Blogged with the Flock Browser

Wednesday, April 09, 2008

Le politiche economiche Prodi-Berlusconi-Prodi

E' un ottima spiegazione delle politiche economiche degli ultimi 3 governi. Guardatevela.

Blogged with the Flock Browser

Sunday, April 06, 2008

The Queen of Pop is Back

Non me ne fotte niente se volete fare gli alternativi ma Madonna è TORNATA! E vi pubblico pure il video!

Thursday, April 03, 2008

XXXXX

Nel mentre che provo a riprendermi dal video di sotto (aiuto, mi ha aumentato la caduta dei capelli)... bella settimanina questa, si si, carine le contestazioni a giuliano ferrara (anche veltrino lo ha chiamato), pure le uova, poraccio, lui le voleva sode per mangiarle e gli spreconi le han tirate crude... comunque nun si fa nun si fa, non si deve impedire alle persone di parlare e di esprimere la propria opinione... appunto, alle persone, non a giuliano ferrara che é comprovato essere diversamente biologico dalla razza umana essendo composto esclusivamente di un mix di grassi saturi ed escrementi e, parrebbe da recenti analisi, embrioni al terzo mese autogenerati. Se prende piú del suo voto pago il Mossad per scoprire gli autori di un simile atto delinquenziale e gli inondo la casa di ovuli fecondati e poi espulsi.... puuuuh!!!!


Vabbuó basta cazzate, non so voialtri, ma avendo speso un culo di soldi per il biglietto per le elezioni, se un democristiano di merda che non si fila nessuno come Pizza riesce a farsele spostare... datemi un sito internet o la mail di quell'uomo per favore che magari gli esprimeró tutto il mio amore... o ma voi cosa votate? :P :P :P :P :P :P :P :P


Wednesday, April 02, 2008

il futuro

non so voi, ma a me l'idea di essere governati da una classe dirigente che si è macchiata di questi crimini non va giù... per questo bye bye italia!!