Tuesday, April 29, 2008

paura del buio.

proviamo a ragionare un attimo... o meglio, a non ragionare: proviamo a fare 2 più due. non mi piace troppo semplificare, ma in questo caso direi che si possa farlo, non foss'altro che l'estremità (intesa non come bordo ma come esasperazione) della situazione, ossia un fascista sindaco di roma e i saluti romani e gli striscioni in piazza del campidoglio a roma, città Medaglia d'oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione nell'ambito della Resistenza italiana, città che pagò l'altissimo prezzo delle fosse ardeatine, città bombardata, città torturata, martoriata e umiliata da una parte e dall'altra, lo consente, anzi forse lo richiede.

rutelli dice di aver perso sulla sicrezza sono d'accordo con lui, parzialmente. perchè, e questo lo si può riscontrare facilmente sull'autobus, al mercato, all'università, per strada, nei negozi e in qualunque altro luogo che consenta di poter ascltare la voce del "popolo", la gente oggi ha paura. i romani hanno paura del diverso, hanno paura di ciò che non conoscono. hanno paura dei rom, perchè non sanno chi sono, non sanno che lingua parlano, non sanno la loro storia. non sanno da dove vengono, non sanno cosa fanno. sanno però che il tg di italia uno, studio aperto, parla loro di come i rom uccidono e stuprano. sanno dove è stata uccisa giovanna reggiani. i tg di silvio berlusconi le hanno dedicato più minuti, nei 10 giorni sucessivi all'omicidio della suddetta, di quanti ne abbiano dedicati all'attacco terroristico delle torri gemele fra l'11 e il 21 settembre. sanno di come al nord gli zingari facciano le rapine nelle ville. sanno che quelli che gli puliscono il vetro sono dei gran rompicoglioni. sanno che i bambini sfilano i portafogli dalle tasche di ignari turisti intenti a guardare le bellezze della città (mai come oggi immeritata da un popolo, quello romano, che non potrei trovare più repellente), dimentichi dei 5€ che un gelato costa oggi a piazza di trevi, o dei 3€ che una bottiglietta d'acqua da mezzo litro costa in piazza del popolo. furti legali. compiuti da gente con la pelle bianca e un accento caciarone, ammiccante, divertente, e un animo aggressivo e bestiale. taxisti.
i romani sanno che gli ukraini sfrttano le loro donne, le mandano a battere sulla palmiro togliatti, sulla colombo, sulla salaria, ma quello che fanno finta di non sapere è che son le macchine dei romani che la notte si fermano a farsi fare i pompini. e in tutto ciò si permettono di infangare pasolini. frocio di merda.
i romani sanno che quando c'era lui questa gentaglia non si permetteva di fare 'ste zozzerie. anzi manco c'era. se ne stavano a casa loro, ad ammazzarsi fra di loro. bravi. peccato per la poca costanza, perchè se facevano meglio capace che ora non ce n'erano neanche più a venire a rubare il lavoro a noi italiani. già. i sindacati dei liberi assassini e stupratori italiani hanno indetto una settimana di sciopero contro questi nuovi arrivati. ma come si permettono? di venire a stuprare le nostre donne in casa nostra? in casa mia le donne me le stupro da solo. l'ho sempre fatto e non vedo come ora debba essere diverso. loro non si sono mai lamentate. le donne italiane. donne tutte d'un pezzo. fin dai tempi del ratto delle sabine hanno dato prova di fibra morale e di orgoglio.
i romani manifestano per la sicurezza, contro i campi nomadi, contro gli stranieri. ormai la città non è più vivibile. non come nell'ottocento, o nel settecento, o in qualsiasi anno fin dai tempi di odoacre, quando i grandi viali e le maestose piazze di una città in piena espansione erano i luoghi più sicuri per portare a spasso fieri la propria appartenenza a un popolo capace di grandi opere.
e non vengano a raccontare che non è vero, che i romani sono stati i padroni del mondo, che i romani hanno costruito un impero grandiso e la città che hanno ora ne è la prova. i romani di ora non valgono un centesimo di quelli che fecero di una laguna fetente la città più bella del mondo. loro non se la meritano. l'hanno lasciata nelle mani di papi, vandali, nobilastri da strapazzo e briganti fin dai tempi della fine dell'impero romani d'occidente. e anche allora non è che se la passasero più così bene. la capitale del mondo ridotta ad un villaggio di caprari e briganti fino all'avvento del duce.
i romani hanno deciso di tornare nelle mani di coloro che offesero la loro città, che la stuprarono, che la lasciarono in mano ai barbari nazisti, che uccisero e torturarono i loro concittadini. i romani fanno il saluto romano in piazza del campidoglio, espongono gli striscioni fascisti inneggianti alla conquista.

il primo maggio, la mattina prima di andare in piazza san giovanni, andrò alle fosse ardeatine, a piangere i caduti della barbarie nazifascista, di quella barbarie la cui impunità ieri i romani hanno deciso di perpetrare, ignorando il ricordo dei loro morti, votando un fascista.


"viatori assetati di libertà
fummo a caso rastrellati
nelle strade e nel carcere
per rappresaglia
gettati in massa
trucidati murati in queste fosse
italiani non imprecate
mamme spose non piangete
figli portate con fierezza
il ricordo
dell'olocausto dei padri
se lo scempio su di noi
consumato sarà servito a di là della vendetta
a consacrare il diritto dell'umana esistenza
contro il crimine dell'assassinio"


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