Saturday, April 12, 2008

Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione - da cui sono stato a lungo tentato - finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri... perchè inventarmi qualcosa se Marco Travaglio l'ha detta meglio di me? Se ne strafottono dell'astensionismo o delle parolone da far firmare ad uno scazzatissimo presidente di seggio. In fondo, basta leggere Gramsci, anche le citazioni banali da Baci Perugina.

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