Tuesday, April 29, 2008

V-Day numero...ENNE

Tanto per metter carne al fuoco (Alemanno... aiuto... dio...) ecco un articolo sfornato da un dottorando in storia che mi pare possa essere particolarmente stimolante... premesso che Grillo mi pare tutto fuorché un ingenuo... ecco qui:

Andiamo subito al dunque: Beppe Grillo è un uno smargiasso narcisista talmente egotico, ottuso e tronfio da non rendersi minimamente conto della funzione che sta svolgendo all’interno del sistema italiano per conto di terzi. Parlo ovviamente della migliore delle ipotesi. Il nuovo Beppe Grillo, dal blog al V-day, è un personaggio ideato e scritto dalla Società “Casaleggio Associati” di Milano, che si occupa di “consulenza strategica di rete” e di “economia digitale”. Contattato da Giancarlo Casaleggio nel 2004, Grillo decide di accettare l’offerta e di sposare il copione proposto, vale a dire la causa della “Rete” contro la tradizione politica italiana, legata a stampa e televisioni. Fatto sta: nel 2005 viene aperto il blog del nuovo Grillo, subito lanciato in nazionale dal giornale della Confindustria “Il Sole - 24 ore”, che lo onora del Primo premio “WWW'. Gli introiti non sono pochi. Nella dichiarazione dei redditi 2006 Beppe Grillo segnala 70.000 euro ricevuti dalla Casaleggio in oltre 4.000.000 (quattro milioni) di euro complessivi dichiarati. «Da quando è partito il blog, è stato un successo crescente» dichiara l’agente Giancarlo Casaleggio a “Panorama”. Dello stesso avviso il regista Dino Risi: «Un percorso interessante. La cosa che gli è riuscita meglio è la sua svolta antipolitica: è più attore oggi che fa politica di quando tentava di far l’attore. Credo guadagni un sacco di soldi, adesso. Attenzione, però: non c’è niente di Grillo nel personaggio che interpreta. Ha intuito che dire le cose da bar è un’attività redditizia». Fin qui niente di male, o meglio: poco. Andiamo ad approfondire la natura della Società Casaleggio. Da un’indagne di Marcello Pamio, di Disinformazione.it: «Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati, è necessario dire due parole sulla Webegg Spa. Trattasi di un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllato per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Il 15 gennaio 2001, Enrico Sasoon entra nel consiglio di amministrazione di Webegg (di cui fa parte Maurizio Benzi, marketing di Webegg e organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano). Poi cosa succede? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro (il restante 30,2% è posseduto da Finsiel (79,5% Telecom Italia)). Value Partners, per la cronaca, è la più grande società di consulenza strategica italiana. Nel gennaio 2004, quindi dopo pochi mesi, vien fondata la Casaleggio Associati: passo molto interessante poiché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa all'interno di una società della Telecom Italia, oggetto di violenti attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese. Sembra che Beppe Grillo stia portando avanti una campagna per prendersi (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia. Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all'assemblea generale della società. Ecco perché dal blog il comico ha chiesto ufficialmente una 'shareaction' ('fatemi godere' dice nel suo appello): “inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione”. “Fatemi godere! Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (...) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite!”. Bene, la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della società più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa?». Quel che risulta, chiaramente, è la volontà da parte della società “Casaleggio Associati” (e dei suoi partners finanziari) di costituirsi come gruppo egemonico delle nuove comunicazioni legate al Web. Piccola parentesi: da notare come lo stesso Antonio Di Pietro, unico uomo politico stimato (e di fatto invitato a votare) da Grillo, abbia strettissimi contatti con la “Casaleggio Associati”, che è la società che gestisce la sua comunicazione digitale. Non è da sottovalutare il successo elettorale di Di Pietro alle ultime elezioni politiche, così come l’interesse bipartisan (da Veltroni a Fini) per il movimento “L’Italia dei valori'. Cito da un articolo di Elio Veltri: «accanto al partito Italia dei Valori, opera un'Associazione costituita davanti al notaio (e anche questo si sapeva) che ha caratteristiche e poteri unici almeno in Europa (e questa è la scoperta recente). Infatti nello Statuto datato 2004 c'è scritto: “L'associazione è costituita da Di Pietro Presidente, da Silvana Mura Tesoriera e dall'avvocato Susanna Mazzoleni moglie di Di Pietro; Nel consiglio dell'Associazione si può entrare solo con il consenso del Presidente davanti al notaio; Il finanziamento pubblico che lo Stato dà all'Italia dei Valori va all'Associazione e non al partito che si finanzia con i soldi degli iscritti; La Presidenza del partito è del Presidente dell'associazione, cioè di Di Pietro a meno che egli non vi rinunci; La Tesoreria del partito è della tesoriera dell'associazione e cioè della Mura. Quindi, Camera e Senato distribuiscono il finanziamento pubblico convinti di darlo al partito ma li danno ad un'Associazione privata impenetrabile. Di Pietro rimane Presidente a vita del partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita. Come esempio della riforma della politica non è male ed è anche un caso più unico che raro.» Quello che ipotizzo è la costituzione, silenziosa, di un nuovo nucleo di interessi finanziari e politici legati alla new-economy, alla destrutturazione della Prima repubblica e alla creazione di una nuova “opinione pubblica”, cybernetica, emotiva e facilmente manovrabile. Ora analizziamo qualche aspetto dell’attore ingaggiato dalla Società “Casaleggio Associati”: Beppe Grillo. Figlio di un ricco industriale genovese, amante della bella vita, donne, macchine d’alta cilindrata, soldi e affari, tutti lo ricordano per la spavalderia, per il profondo cinismo e disinteresse politico, per la tirchieria patologica e per il modo in cui, da giovane, fece la corte a diversi partiti e giornalisti pur di elemosinare qualche agevolazione o spinta. Indagato nel 1984 per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale causato dalla sua spericolatezza automobilistica che costò la vita a due coniugi e ad un bambino, non esitò a nominare come suo avvocato l’onorevole Alfredo Biondi (oggi parlamentare di Forza Italia) che nonostante il prestigio non riuscì ad evitargli una condanna nel 1988 a un anno e quattro mesi di reclusione, per altro mai effettivamente scontati. Padrone di un’agenzia immobiliare, si ricorda anche per la pubblicità dello Yomo (con buona pace dei suoi attuali monologhi contro il mondo delle pubblicità televisive) e per alcuni abusi edilizi a cui ha posto rimedio, negli ultimi anni, usufruendo di uno dei “condoni” contro cui è solito scagliarsi. Un episodio simbolo della personalità grilliana (da un’indagine di Filippo Facci): nei primi anni ‘80 «Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (nel fiorentino) per un cachet di 35 milioni. La sera dello spettacolo però diluvia, gente pochina e di milioni se ne incassano 15. Flop. I compagni di provincia cercano di ricontrattare il compenso, niente da fare: neppure una lira di sconto. Della segreteria comunista, tutta giovanile, l’unico che ha una busta paga si chiama Franco Innocenti, un 26enne: deve stipulare un mutuo ventennale nonostante abbia la madre invalida al cento per cento». Altro episodio che aiuta a comprendere il personaggio è legato alla produzione di energia, uno dei punti cardine di tutta la sua campagna politica. Sempre da Facci: «L’ex amministratore delegato dell’Enel, Chicco Testa, si è espresso più volte: “Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne fuori che da solo consumava come un paesino”. In effetti si fece mettere 20 kilowatt complessivi contro i 3 kilowatt medi delle case italiane, sicché consumava e consuma come 7 famiglie. L’Enel, dopo varie lagnanze di Grillo, nel 2001 decise di permettere l’allacciamento alla rete degli impianti fotovoltaici (come il suo) e addirittura di rivendere l’elettricità in eccesso all’Enel stessa: quello che lui voleva. Il suo contratto di fornitura, con apposito contatore, fu il primo d’Italia. E da lì parte la leggenda dell’indipendenza energetica di Grillo: in realtà il suo impianto è composto da 25 metri quadrati di pannelli e produce al massimo 2 kilowatt, buoni per alimentare il frullatore e poco altro. A ogni modo le polemiche ambientaliste di Grillo ebbero a salire proprio in quel periodo: “Anche Chicco Testa dovrebbe essere ecologista, e tutto quello che sa dire è che ci vuole più energia quando il 90 per cento di energia di una lampadina va sprecata. Non si tratta di produrre più energia, ma di risparmiarla”. Giusto. Lui però intanto consumava, e consuma, come una discoteca di Riccione». Insomma, la storia non è affatto complicata. C’è un attore tronfio, egocentrico e superficiale. E c’è una Società che vuole investire sul futuro delle nuove comunicazioni on line e ha bisogno di un buon comunicatore attraverso cui lanciare la propria campagna culturale. C’è, forse, anche dell’altro dietro questa Società, ma per ora non intrecciamo troppe ipotesi (chi ha voglia e pazienza approfondisca la politica azionaria di Casaleggio in Telecom e le relazioni tra azionisti e Società). C’è, poi, l’inizio di una campagna culturale basata sulla demagogia e sulle “chiacchiere da bar”, alcune delle quali tendenzialmente giuste, altre senza capo né coda. Tra queste chiacchiere demagogiche, volte a costruire un facile consenso trasversale, si insinuano alcuni progetti fondamentali: 1) destabilizzare il sistema politico italiano fondato sul partito, cioè sulla base militante e votante; 2) sostituire la struttura “partito” con la struttura “movimento presidenzialista”, basato sulla demagogia e sull’acclamazione del leader populista (et voila la Terza Repubblica italiana: PD, PDL, Italia dei valori e Lega); 3) destrutturare il diritto costituzionale di Stampa proponendo il taglio generalizzato dei finanziamenti ai giornali (andando cioè a colpire esclusivamente la stampa libera, indipendente e alternativa, quella che cioè non gode di sostegni finanziari da parte di banche, grandi industrie e mafie). Io non credo che Grillo sia talmente cinico da essere consapevole della propria funzione. Forse davvero, come il più sprovveduto dei suoi sostenitori, egli stesso non riesce a valutare le conseguenze delle proprie battaglie, né tantomeno la mano che sta prestando proprio a quei “poteri forti” contro cui crede di battersi. Quando la foga soffoca la saggezza, è facile cadere in trappole; e il Potere da sempre si nutre della foga irrazionale delle proprie pedine. Internet è la patria della foga e dell’emotività che sostituiscono la riflessione e l’analisi: ecco come si è potuto sviluppare un fenomeno come quello del grillismo. Proprio per questo la Stampa va difesa, come difesa va la struttura democratica dei Partiti, e come difesa va la nostra tradizione, millenaria, di cultura politica. Dietro i “Vaffa” dei Grillo-boys avanza la piallatrice della “Nuova egemonia culturale”, basata sul controllo immediato della nuova opinione pubblica. Il popolo dei Meet-up non lo sa, ma la piallatrice avanza. L’Italia è un campo di prova. Bisogna stare attenti, vigilare. Perché dal V2-day non si rischi seriamente di passare ad un P2-day. [no copiright, diffondere liberamente]

1 comment:

Matteo said...

mi son preso la briga di leggerlo tuttom veramente un ottimo pezzo.