Friday, May 09, 2008

Italiani, popolo di poeti, eroi e revisionisti

Bell'articolo di oggi di Giorgio Bocca. Visto il titolo di questo blog è più che idoneo.

Dove eravate? Dove eravate di persona o con la memoria, quando il nostro Paese venne occupato dai nazisti? Dove eravate voi che ogni giorno volete revisionare quei venti mesi di guerra partigiana, e che, con il nostro attuale capo del Governo, vi chiedete ancora cosa volessero, che cosa pensassero gli italiani che seguirono Mussolini nella sua Repubblica lacustre e socialista alla maniera del primo fascismo?
Il ritorno del fascismo, il rimpianto del fascismo, il rifiuto e la freddezza verso la Resistenza di una parte degli italiani, sono tra i fenomeni più misteriosi di questo nostro misterioso Paese. Dove eravate? Che memoria avete di quegli anni cruciali, in cui l'Italia venne rifondata e restituita alla democrazia? Punto prima: quale Italia ci sarebbe se avessero vinto i "ragazzi di Salò" e i loro figli e nipoti? Starebbe in un protettorato nazista. Mentre durava la guerra l'Alto Adige e parte del Trentino erano già annessi al Tirolo, e parte del Friuli era già agli ordini del Gauleiter della Carinzia, e l'Adriatiches Kusterland, cioè la Venezia Giulia e parte del Veneto, alle dirette dipendenze del Terzo Reich.
Che cosa pensavano di noi italiani i capi nazisti, come Hitler, come Goebbels? Hitle fino al giorno della sua morte pesò che gli italiani erano infidi e imbelli, rifiutò sempre l'idea che i "ragazzi di Salò" fossero degli alleati affidabili, e Goebbels commentò la caduta di Mussolini dicendo: "Ora gli italiani torneranno a essere un popolo di zingari e camerieri".
C'è un'altra piccola cosa che i nuovi fascisti dovrebbero ricordare. La democrazia italiana, di cui i sempre fascisti apprezzano le comoditù e le poltrone, fu ricostruita dalla Resistenza. Alla caduta del fascismo il Partito comunista era ridotto a poche centinaia di iscritti, il Liberale a pochi notabili, il Socialista alle sue memorie, fu la guerra partigiana a ricreare le strutture portanti dei partiti nazionali, a rimettere in piedi i sindacati.
Sorprende la nostalgia per i combattentismo di Salò, per l'esercito dei gladi al posto delle stellette, che fu un esercito diretto dai tedeschi, e di alcune compagnie di ventura come la X Mas, più occupata a impiccare i partigiani che a combattere gli Alleati.
Misteriosa specie, l'italiana. Italo Pietra scrisse nel '45 un articolo intitolato "Gli italiani amano rompere i loro giocattoli", per dire che gli piace fare a pezzi il meglio della loro storia. Non è di una revisione che ha bisogno la nostra Resistenza, ma di un minimo rispetto.

- Giorgio Bocca

Fonte: Il Venerdì di Repubblica del 9/05/2008

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